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lunedì 21 novembre 2022

Comunione sulla lingua. Se il ministro straordinario non conosce le norme


Un'altra tappa delle sopraffazioni, in tema di distribuzione della S. Comunione, pubblicata da Aldo Maria Valli.
Se lo meritano l'8xmille certi sacerdoti et similia di nostra conoscenza per come si sono comportati riguardo la distribuzione della S. Comunione?
Luigi

7-11-22
Cari amici di Duc in altum, ricevo e diffondo questa testimonianza.

***

Sia lodato Gesù Cristo!

Pochi giorni fa ho avuto la possibilità di un dialogo pacato e ragionevole con il prevosto della basilica di San Vittore martire in Varese, monsignor Luigi Panighetti.
A seguito di tale incontro, sono stato rassicurato circa il fatto di poter tornare a ricevere la Santa Comunione direttamente in bocca senza che fossero sollevate ulteriori difficoltà.
Questo perché, nel frattempo, veniva confermata da parte dei presbiteri la volontà di attenersi alle disposizioni attualmente vigenti in materia (qui e qui).
Purtroppo però le cose sono andate diversamente. Senza acredine ma con molta amarezza nel cuore, devo infatti constatare che qualsiasi fedele il quale desideri ricevere la Santa Eucaristia nel modo tradizionale nella basilica di San Vittore di fatto è una presenza che dà fastidio e di cui si farebbe molto volentieri a meno: non da parte di tutti, ma certamente di alcuni ministri straordinari della Santa Comunione.
Di seguito la lettera aperta a don Luigi, con la cronaca di quanto è successo.

Angelo Corbetta

*

Reverendo don Luigi,

sono spiacente di doverle comunicare che nella Santa Messa vespertina di oggi, da parte di una signora ministro straordinario della Santa Comunione sono stati attuati nei riguardi di persone che volevano ricevere la Santissima Eucaristia direttamente in bocca ennesimi comportamenti inaccettabili, sotto il profilo umano nonché religioso.

Abusando del suo ruolo, la signora ha esortato una di queste persone a porgere le mani, e lo ha fatto dicendo queste testuali parole: “Le mani!”.

Anche con i comunicandi successivi questa signora si è espressa in un modo che posso solo definire, come minimo, inopportuno, per non dire abusivo e maleducato.

D’altra parte, mia moglie ed io – come pure altri fedeli – non abbiamo avuto problemi di alcun genere nel ricevere la Santa Comunione sulla lingua dal sacerdote celebrante.

A questo punto, dico schiettamente: se questi incaricati per la distribuzione della Santissima Eucaristia non sono all’altezza del loro ruolo e, da quanto abbiamo constatato anche stasera, non hanno capito che cosa dispone il documento emesso dall’Avvocatura diocesana in data 30 agosto scorso e confermato con successivo scritto esplicativo in data 30 settembre, e cioè che il ministro straordinario della Comunione deve, secondo i documenti suddetti, igienizzarsi le mani solo se entra in contatto con le labbra del comunicando (e non, come è stato fatto stasera, ogni volta che si trova dinanzi un fedele che vuole comunicarsi come si è fatto per secoli nella Chiesa cattolica), allora sarà meglio che i suddetti incaricati lascino perdere di svolgere questo delicato ministero.

Perché, caro don Luigi, la Santa Comunione Eucaristica è l’Incontro del Dio nascosto con l’anima in Grazia. Ed è assolutamente inaccettabile che si ripetano episodi a causa dei quali la ricezione del Sacramento diviene di fatto una tortura psicologica nonché una pubblica umiliazione.

Persone adulte trattate come bambini dell’asilo!

Basta abusi!

In questo periodo sono poi venuto a conoscenza del fatto che alcuni sacerdoti ambrosiani, dinanzi a una persona che voleva esercitare il proprio legittimo diritto di ricevere l’Eucaristia direttamente in bocca, sono giunti persino al punto di mentirle affermando che non esiste alcun decreto della Curia nel merito.

Angelo Corbetta