Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

domenica 9 ottobre 2022

Il card. Müller a Infovaticana. Il Papa non è un Deus in terris, non ha potere illimitato.

Una bellissima intervista del card. Gerhard Müller: "1) il papa non ha l’autorità di cambiare l’insegnamento della Chiesa, che è radicato nella rivelazione di Dio. Così facendo, si esalterebbe come uomo al di sopra di Dio. 2) Gli apostoli possono insegnare e ordinare solo ciò che Gesù ha comandato loro di insegnare (Mt 28,19)".
Luigi

25 Settembre 2022 Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, mi sembra opportuno offrire alla vostra attenzione, nella mia traduzione questa intervista che il card. Gerhard Müller ha concesso a Infovaticana, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura.
§§§
Il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha rilasciato un’intervista a InfoVaticana.
Il Cardinale ha risposto alle domande poste da InfoVaticana senza giri di parole, affrontando in modo esauriente le questioni sollevate sul recente concistoro dei cardinali tenutosi a Roma alla fine di agosto e sulla drammatica situazione della Chiesa in Germania.
Il cardinale Müller ha appena finito di predicare un ritiro a più di 400 sacerdoti in Polonia. Müller visiterà la Spagna in ottobre. Il 25 parteciperà a Madrid alla conferenza “Giovanni Paolo II e la nuova evangelizzazione”. Fonte di rinnovamento morale e spirituale”.

Intervista con il cardinale Gerhard Ludwig Müller:

D – Qualche settimana fa ha partecipato al Concistoro dei Cardinali a Roma, quali sono state le sue sensazioni al termine dei lavori in quell’occasione?
R-Prima di tutto, ho ringraziato il Santo Padre per aver riconvocato un concistoro dopo una pausa di molti anni, affinché i cardinali potessero discutere con lui della situazione della Chiesa nel mondo di oggi. Ma il tema si è limitato alla discussione del documento già pubblicato Praedicate Evangelium sulla riforma della curia e sull’Anno Santo 2025.

D – Alcuni cardinali si rammaricano di non aver potuto parlare quanto avrebbero voluto. C’è stata l’opportunità per i cardinali di esprimere le loro preoccupazioni al Papa?
R-Non c’è stata la possibilità di discutere i temi più scottanti, come ad esempio l’attacco frontale all’immagine cristiana dell’uomo da parte delle ideologie del postumanesimo e della follia gender o la crisi della Chiesa in Europa (non ci sono più vocazioni sacerdotali, le chiese sono vuote la domenica, ecc.) I contributi critici si riferivano alla teoria del papato come potere illimitato di diritto divino su tutta la Chiesa, come se il papa fosse un Deus in terris. Il cardinale Ghirlanda, SJ, appena nominato il più importante consigliere del Papa per la riforma della curia, ritiene che tutto ciò che i Papi hanno detto o fatto nel corso della storia della Chiesa sia dogma o legge de jure divino. Questo contraddice l’intera tradizione cattolica, e in particolare il Concilio Vaticano II, l’idea che i vescovi e i sacerdoti abbiano l’autorità solo di compiere atti sacramentali, mentre il Papa è in possesso esclusivo di tutta la giurisdizione, che può delegare a piacimento al clero o ai laici. In realtà, nel sacramento dell’Ordine, Cristo conferisce al vescovo (o al sacerdote) l’autorità di predicare, santificare e governare (anche di amministrare la giustizia). Il Papa non conferisce la giurisdizione a un vescovo, ma assegna solo una specifica diocesi a un vescovo, che non è un rappresentante del papato, ma di Gesù Cristo (Lumen Gentium 27). In un concilio ecumenico, i vescovi consacrati esercitano la loro parte nella giurisdizione dell’episcopato universale non come delegati del papa, ma in virtù dell’autorità conferita loro da Cristo. La teoria del papa come autocrate, ripresa dalla teologia gesuitica del XIX secolo, non solo contraddice il Concilio Vaticano II, ma mina la credibilità della Chiesa con questa caricatura del ministero petrino. La promessa di una mediazione ecumenica della dottrina cattolica del Papa (cfr. l’enciclica Ut unum sint di Giovanni Paolo II del 1995) come “principio perpetuo e visibile dell’unità della Chiesa nella verità di Cristo” (cfr. Lumen gentium 18; 23) diventa francamente ridicola.

D – Quali sono le questioni che attualmente rivestono maggiore importanza in Vaticano?
R – Per “Vaticano” intendiamo le istituzioni accidentali della Santa Sede. Ma io parlo qui del ministero della Chiesa romana, cioè del papa con il collegio cardinalizio (e le istituzioni della curia romana) per la comunione e l’unità di tutte le Chiese locali nella verità della rivelazione divina e nella missione sacramentale di portare tutti gli uomini alla conoscenza di Cristo, Figlio di Dio e unico mediatore di salvezza.

D – Una domanda un po’ controversa: perché la Chiesa parla sempre più di ecologia, del pianeta e di altre questioni, e sempre meno di Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti?
R – In un mondo in cui il significato e il fine dell’essere umano sono materialmente limitati a contenuti temporali e transitori (come l’acquisizione di potere, prestigio, denaro, lusso, soddisfazione piacevole), è più facile rendersi interessanti come agenti di questo programma di un “Nuovo Ordine Mondiale senza Dio” (secondo le letture capitaliste o comuniste). “Perché che giova all’uomo se guadagna il mondo intero e perde la propria anima? Se vogliamo essere discepoli di Gesù, dobbiamo anche obbedire alla sua parola: “Cercate piuttosto il suo regno e il resto vi sarà dato in aggiunta” (Lc 12,31). Non c’è una rigida opposizione tra i beni eterni/spirituali e le necessità temporali/periture della vita. Ma prima chiediamo a Dio, nostro Padre, che venga il suo Regno e che sia fatta la sua santa volontà in cielo come in terra. E chiediamo anche il nostro pane quotidiano, il perdono dei nostri peccati come noi perdoniamo quelli che ci offendono, e la salvezza da tutti i mali che derivano dalla nostra separazione peccaminosa da Dio, come origine e meta di ogni essere umano. Nella sua successione a San Pietro, il Papa unisce quotidianamente tutta la Chiesa nella confessione di Gesù: “Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). E Cristo costruisce la sua Chiesa su Pietro, la roccia, dando a lui e ai vescovi l’autorità di annunciare il Vangelo del Regno di Dio, di amministrare i Sacramenti e, come buoni pastori, di condurre il gregge di Cristo al buon pascolo della Parola e della Grazia.

Müller sul cammino sinodale tedesco: Nel linguaggio teatrale, non si saprebbe esattamente se parlare di tragedia o di commedia a proposito di questo evento.

D – Tutta la Chiesa sta seguendo con attenzione e preoccupazione i passi del Cammino Sinodale Tedesco. Cosa pensa delle decisioni della quarta assemblea del Cammino Sinodale Tedesco?
R – Nel linguaggio teatrale, non si saprebbe esattamente se parlare di tragedia o di commedia a proposito di questo evento. Tutti i testi, molto abbondanti ma non molto profondi, non riguardano il rinnovamento dei cattolici in Cristo, ma la resa a un mondo senza Dio. L’unico tema tra tutti i temi è la sessualità. Tuttavia, non è inteso come un dono di Dio dato agli esseri umani in quanto persone create (nella nostra natura maschile e femminile), da cui deriva la responsabilità di partecipare come padre e madre all’opera di creazione di Dio e alla volontà universale di salvezza per la propria prole, ma come una sorta di droga per addormentare il sentimento nichilista di base con la massima soddisfazione del piacere.

Il Papa non ha l’autorità di cambiare l’insegnamento della Chiesa.

D – Sia il cardinale Marx che Georg Bätzing hanno sostenuto testi che chiedono al Papa di cambiare la morale sessuale, l’ordinazione delle donne e la visione dell’omosessualità, cosa ne pensa?
R – Ci sono due errori in questo che solo le persone teologicamente ignoranti possono fare: 1) il papa non ha l’autorità di cambiare l’insegnamento della Chiesa, che è radicato nella rivelazione di Dio. Così facendo, si esalterebbe come uomo al di sopra di Dio. 2) Gli apostoli possono insegnare e ordinare solo ciò che Gesù ha comandato loro di insegnare (Mt 28,19). Sono proprio i vescovi, così come i loro prossimi successori, ad essere chiamati all'”insegnamento degli apostoli” (At 2,42) nella Sacra Scrittura, nella Tradizione apostolica e nelle accurate definizioni dottrinali delle precedenti decisioni papali cattedrali o dei concili ecumenici. “Il Romano Pontefice e i Vescovi […] non accettano alcuna nuova rivelazione pubblica come appartenente al deposito divino della fede” (Lumen gentium 25; cfr. Dei verbum 10).

D – Ha avuto modo di parlare con qualcuno dei vescovi in Germania che ricoprono queste cariche?
R-Secondo la logica del potere, che rifugge la verità come il diavolo rifugge l’acqua santa, non ha senso che parlino con l’ex prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Ma anche il cardinale Kasper, che un tempo celebravano come alleato sulla questione della comunione ai divorziati risposati, viene messo a tacere da loro dopo le sue dichiarazioni critiche sul percorso sinodale.

D – Qual è, secondo lei, il motivo per cui si cerca di riformare la Chiesa cambiando tutta la morale, i principi, gli insegnamenti e le tradizioni?
R – Molti funzionari ben pagati dell’establishment della “Chiesa tedesca” (in quanto maggiore datore di lavoro in Germania) soffrono del fatto che l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sul 6° e 9° comandamento del Decalogo contraddice il mainstream della società a causa della rivoluzione sessuale del 1968. Non sopportano la contraddizione con la volontà di Dio nel loro comportamento personale e i commenti derisori dei loro contemporanei sul “mondo cattolico della fede e della morale rimasto indietro nel Medioevo”. Per questo motivo vogliono anche proiettarsi come moderni e seguire l’avanguardia della scienza della psicologia e della sociologia. Vogliono essere presenti e non essere considerati degli estranei (un “sordido figlio della nazione”, come lamentava il vescovo di Aquisgrana).

Il loro obiettivo è la trasformazione della Chiesa del Dio Trino in un’organizzazione assistenziale mondana (ONG).

D – Pensa che la Chiesa in Germania rischi di iniziare uno scisma con Roma?
R – Nella loro cieca arroganza, non pensano alla divisione, ma a impadronirsi della Chiesa universale. La Germania è troppo piccola perché possano esercitare la loro ideologia di governo. Essi rivendicano un ruolo di primo piano nella Chiesa universale. Il loro scopo non è altro che quello di accontentare il mondo intero con la loro saggezza e di liberare i cattolici arretrati e non istruiti e i loro vescovi in altri Paesi, compreso il papa, dal peso della rivelazione e dei comandamenti divini. Il loro obiettivo è la trasformazione della Chiesa del Dio Trino in un’organizzazione assistenziale mondana (ONG). Allora saremmo finalmente arrivati alla “religione della fratellanza universale”, cioè una religione senza il Dio della rivelazione in Cristo, senza una Verità che vada oltre la ragione finita, senza Dogmi e Sacramenti come mezzi di Grazia necessari per la salvezza, come descritto dal grande filosofo russo della religione Vladimir Soloviev nel suo scritto “Breve storia dell’Anticristo” (1899). Il sovrano mondiale della filantropia universale senza Dio viene qui contraddetto da Papa Pietro II, che fa la seguente confessione all’Anticristo che si è installato sul trono di Dio: “Il nostro unico Signore è Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

D – Cosa pensa che il futuro riservi alla Chiesa cattolica a livello universale?
Quando si vede la megalomania dei nostri politici e ideologi, da Pechino a Mosca e da Bruxelles a Washington, non ci si può aspettare molto di buono per il futuro dell’umanità. Un vero futuro per ogni essere umano nella vita e nella morte può essere atteso solo da Dio, che per amore ha dato suo Figlio per la salvezza del mondo (cfr. Gv 3,16). In un mondo in cui gli uomini presumono di essere Dio, di creare e redimere se stessi (cfr. il principale consigliere del Nuovo Ordine Mondiale: Yuval Noah Harari, Homo Deus), a noi cristiani resta solo la testimonianza della Parola e, se necessario, del sangue, che solo il Dio e Padre di nostro Signore Gesù Cristo è il nostro Salvatore, perché ha vinto il mondo, la sua arroganza e il suo peccato e la morte come prezzo per il peccato.
Solo quando non adoriamo la “bestia” dell’abisso (l’empietà), la sua statua e il suo falso profeta, otteniamo la vita e il dominio con Cristo, che abbraccia il nostro futuro temporale ed eterno. Perché la morte temporale ed eterna non ha più potere su di noi (cfr. Ap 20,6). Abbiamo la pace del cuore nel Figlio di Dio, che dice ai suoi discepoli: “Nel mondo avrete le vostre lotte, ma fatevi coraggio: io ho vinto il mondo” (Gv 16,33).