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giovedì 8 settembre 2022

LE MAGNIFFICHE CRONICHE DI ROMA di mons. Eleuterio Favella: su quei «protestanti» che amano la Messa tradizionale

Per tramite del suo segretario diacono Ambrogio Fidato e per via diplomatica attraverso il Cancelliere Don Pietro Zecchini, abbiamo ricevuto la seguente segnalazione cronichistica da S.E.R. Mons. Eleuterio Favella, per grazia di Dio e della Sede Apostolica Arcivescovo di Synossi in partibus, Assistente al Sacro Soglio e Giudice Ordinario della Curia Romana e suo Distretto, nonché Abate Commendatario di Santa Cecilia in Urbe.
La «magniffica cronica di Roma» segue alle dichiarazioni del card. Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, riportate dal sito Crux (QUI), il quale, parlando dei «cosiddetti gruppi “tradizionalisti”», li accosta ai riformatori anglicani che torturarono e giustiziarono molto crudelmente i giovani sacerdoti per la Messa e per la fedeltà al Papa, aggiungendo, in una intervista al sito The Tablet (QUI), che tali gruppi «stanno diventando più protestanti che cattolici».
Grati a Sua Eccellenza Reverendissima per il rinnovato privilegio della sua considerazione nel volerci segnalare le «magniffiche croniche di Roma, de’ fratelli Beretta, Felice e mons. Mario», che altrimenti passerebbero inosservate o non verrebbero evidenziate come dovrebbero ed inginocchiati al bacio dell’anello, ci professiamo imperituramente suoi servitori umilissimi et figli devoti in Cristo, e imploriamo la sua augusta benedizione.

L.V.

«Volle la Santetà Sua nomar cappellano maggiore nella guerra dell’Introibbo il novello cardenal Rocco laonde potesse ausiliar il vessillifero di S.R.C. che il medesmo Papa avea pria electo nella persona del card. Zuppa, archiepiscopo bononiense, di talché il Rocco prendea parti de’ sapienti provedimenti del sig. Papa et dell’editti che il Ss.mo avea fatto meter sulla messa coll’introibbo, la destrutione dell’altari, l’abbruciamento de’ libbri & corpi santi & pizzi & merletti che eran cosa riggida e pelagiana et ante omnia robba delle ave e delle ave dell’ave de’ preti riggidi et pelagiani et cardenali dubiosi, che dicea l’Augusto in alcune reunioni secretissimi co’ suoi intimi et sodali essere tucte santacalle al modo che sa il popolo romano, et alcuni d’essi, che pur eran in oboedientia di Sua Santetà ne rimaser ofesi & indignati sapendo ben cosa il popolo romano vol dire coll’ascriver mugliere alle assistite de Santa Galla, ch’era ospitio delle putane ritirate per età et dissarmo, ma nanti tale stuppor avea il beatissimo sempre moto de ischerzo et dicea ch’esse erano bone foemine et ancho Cristo volle, nella generation sua carnale, una di quelle in persona de Raab, ava dell’ava del rege Davidde, sire d’Israello, di talché ridea multo il Rocco ch’avea dicto delli riggidi ch’eran etiam protestanti & ugonotti & calvinisti et pejor cosse che qui s’ometton per decentia et il veglio card. Della Spina, ch’era delli dubiosi, ilustravit ad alcuni em.mi Colleghi & patri cardenali che se l’ave delli rigidi eran ut dicea la Santetà Sua, il Rocco teneva avi cornuti come il bove che non si perita dire all’asino “cornuto” quando ut placet, et che certe le ave del Rocco eran autrici delle corna bovine a’ mariti e sponsi eorumque et Rocco etiam era della risma dell’asseriti protestanti & riggidi et il sagro Colleggio era tucto in alegria di tante pasquinate ch’eran per Trastevere & Regula & terribbili Monti sulla genetrice del Rocco e l’avola sua etc.»

da «Le magniffiche croniche di Roma sotto l’augustissimo ponteficato del Ss.mo Signor Nostro papa Francesco» de’ fratelli Beretta, Felice e mons. Mario, appresso la stamperia Medicea, con privileggio - Libro VI



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