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domenica 7 agosto 2022

La gelateria di Francesco a S. Maria Maggiore

La Chiesa delle periferie va con le multinazionali del gelato.
Luigi

SANTA MARIA MAGGIORE: UN ALTRO FALLIMENTO DI FRANCESCO

A Santa Maria Maggiore tira una cattiva aria e sono diversi i soggetti che stanno protestando per una gestione che sta facendo acqua da tutte le parti. Il monsignore lituano, Rolandas Makrickas, che si trovava nella Prima Sezione–Affari Generali della Segreteria di Stato, è stato scelto da Papa Francesco come Commissario Straordinario “donec aliter provideatur” della papale arcibasilica maggiore arcipretale liberiana di Santa Maria Maggiore. Dal 2021, quindi, il cerchio magico nel quale si è ibernato Francesco, lo ha convinto a far saltare, almeno per la gestione economica, Stanisław Marian Ryłko (un altro di quelli che acclamò con entusiasmo alla venuta del Papa dalla fine del mondo, e grazie a lui ha approvato statuti di realtà laicali corrotte e nelle quali girano un sacco di soldi) e hanno scelto Makrickas come “Commissario Straordinario”.

Gli amici di Francesco, che entrano ed escono da Santa Marta con cartelline piene di proposte allettanti per il Papa, hanno individuato il “commissariamento” come tecnica per poter fare i loro comodi senza alcuna regola e rispetto della normativa vigente nello Stato della Città del Vaticano. Lo abbiamo visto con il nunzio Mario Giordana nella Fabbrica di San Pietro, l’avvento del francescano Gambetti che ha assunto i suoi amici con stipendi da capogiro ed ora lo ritroviamo a Santa Maria Maggiore. Ne mancano solo due, e c’è chi già ha iniziato a tremare da tempo.

E mentre Mauro Gambetti continua ad acquistare cucine e pinguini per ristorare i suoi collaboratori, a Santa Maria Maggiore arrivano i gelatai. Francesco legifera, paventando trasparenza, ma le persone che sceglie non rispettano le leggi e se ne fregano delle norme. L’unico interesse è quello di far soldi perchè le casse languono, da diverso tempo infatti il Papa ha interrotto quel mantra sulla povertà in Vaticano, ora i soldi servono.



Santa Maria Maggiore gelateria srl

Ricordate Gesù e i mercanti nel tempio? Ecco qua. Da qualche tempo a questa parte Makrickas ha escogitato una nuovissima trovata: creare un banchetto con i gelati nel cortile della Basilica. Un modo, come in Basilica a San Pietro, per fare soldi. È evidente quindi che il problema non è il singolo ma è il sistema, creato proprio da Francesco. Innanzitutto, il Papa è entrato a gamba tesa in tutte quelle realtà che possono portare soldi ed ha introdotto persone che ha scelto per amministrare i soldi. In secondo luogo, tutte queste persone devono essere coordinate con l’APSA. Anche il monsignore lituano, quindi, ha scelto di battere cassa perchè anche a Santa Maria Maggiore bisogna fatturare.

Non solo però non si comprende il senso di questa scelta ma in questa Basilica è assolutamente improponibile. Si tratta di una questione logistica. Alla Basilica di San Paolo fuori le mura è presente un negozietto che vende anche dei prodotti monastici, questo evidentemente ha un senso ed anche il bar resta fuori, ovvero c’è un percorso esterno. A Santa Maria Maggiore il banchetto per i gelati è stato introdotto nel cortile ed entrare lì è possibile solo accedendo alla basilica passando dal battistero. Questo perchè essendoci il parcheggio non si può aprire il cancello laterale. Questo comporta che i fedeli (chiamiamoli così) rientrino in Basilica con il gelato in mano. Ora ci chiediamo: è il caso? Una basilica papale, ma una qualunque chiesa, ha il compito di invitare alla preghiera oppure di vendere gelati e fatturare?

La cosa ancor più grave è che queste iniziative sono prese proprio da presbiteri che dovrebbero, invece, pensare alla cura d’anime di queste persone che accedono in Basilica.
Violazione delle norme di legge

Non basta quanto già abbiamo sottolineato ma Mons. Makrickas ha addirittura affidato questo banchetto ad una multinazionale svizzera, denominata “Antica Gelateria al Corso” violando completamente la normativa vigente.

Il 1 giugno 2020 il Sommo Pontefice Francesco ha firmato il Motu Proprio Sulla trasparenza, il controllo e la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano il quale prevede che per affidare in gestione una attività economica, gli Enti della Santa Sede devono fare riferimento alla procedura prevista dal Motu Proprio stesso agli artt. 36 e seguenti.

Il Rev.do Mons. Rolandas Makricka non ha seguito tale procedura, perchè? Francesco firma norme a cui sono soggetti solo alcuni? Coloro che appartengono al suo cerchio magico no? Inoltre, l’appalto può essere affidato solo a favore di operatori economici iscritti a specifico albo e non a chiunque. Questo è stato fatto da Francesco proprio per evitare che venissero favoriti gli amici degli amici, ma a quanto pare la cosa non funziona.
In questi giorni, l’ufficio del Commissario Makricka sta cercando personale per il banchetto della gelateria. Queste persone ci tengono anche a specificare che i lavoratori saranno pagati dalla multinazionale. Perchè un Ente della Santa Sede si mette alla ricerca del personale per una ditta esterna? La selezione del personale delle realtà esterne che svolgono il loro servizio in territtorio vaticano è una competenza che spetta alla ditta stessa, il personale poi viene “accreditato” e viene rilasciato un tesserino ad hoc ma non è di certo la Santa Sede che si occupa della selezione di quel personale.

La Sala Stampa della Santa Sede quando comunicò la scelta disse che serviva a “rispondere alle particolari complessità della gestione economica e finanziaria del Capitolo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, acuite dalla diffusione della pandemia”. Ecco come Makricka ha scelto di rispondere alle complessità.

Regna il delirio più assoluto

È chiaro che anche a Santa Maria Maggiore, Francesco ha fallito nel suo intento. Ha inviato un commissario che ha creato più problemi di quelli che c’erano. Il malcontento è veramente molto ed anche coloro che sono addetti alla sicurezza sono esausti perchè devono passare la loro giornata a spiegare ai turisti che non possono entrare in Basilica con un gelato gocciolante in mano e le persone sono costrette a finire di mangiare il gelato in un piccolo spazio in mezzo ad un parcheggio. Senza dimenticare il rischio che i turisti si intrufolino all’interno del cortile della Basilica dove l’accesso sarebbe precluso.

Francesco, in tutto questo, quando si è recato a Santa Maria Maggiore ha ricevuto in dono, proprio dal commissario, una coppetta di gelato. Non si è chiesto però cosa ci facesse li un gelataio ed un banchetto per i gelati. Evidentemnte pecunia non olet.

P.M.