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mercoledì 10 agosto 2022

Germania “Cattolica” incredibile. La Co-Presidente del Cammino Sinodale è pro-aborto.

Non siamo su Scherzi a parte: "si deve garantire una fornitura di intervento medico dell’aborto in ambito nazionale".
Luigi

28 Luglio 2022, Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, alle sorprese di zona cattolica dalla Germania non c’è mai fine. Qui sotto trovate quello che pensa Irme Stetter-Karp co-presidente del controverso Cammino Sinodale tedesco, che ha di recente ricevuto un avvertimento – cauto, ma un avvertimento, nondimeno, da Roma.
La signora Karp, dall’alto della sua posizione come presidente del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi, propone, come racconta Aleteia, che l’aborto sia “disponibile” in tutta la Germania.

La donna, riporta Die Zeit, sottolinea che quella che è stata descritta in modo contraddittorio come “interruzione volontaria della gravidanza” (come se fosse possibile allora metterla in pausa per poi riprendere da dove ci si era fermati) non deve diventare un “servizio medico regolare”, ma “si deve garantire una fornitura di intervento medico dell’aborto in ambito nazionale. Questo oggi non accade perché l’assistenza ginecologica è assente, soprattutto nelle aree rurali”.
Il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi opera a livello di organizzazione del Cammino Sinodale Tedesco insieme alla Conferenza Episcopale del Paese. Essendo il presidente del comitato laico, Irme Stetter-Karp è anche “co-presidente” del Cammino Sinodale.

Alexandra Linder, presidente dell’Associazione Federale per la Vita in Germania, ha deplorato con decisione le affermazioni di Irme Stetter-Karp. In alcune dichiarazioni all’agenzia cattolica di notizie CNA Deutsch, Alexandra ha affermato che Irme indulge in “false dichiarazioni della lobby abortista”.

La Linder, che organizza ogni anno a Berlino la Marcia per la Vita, ha chiesto che anziché agli aborti si dia una priorità a “un miglior accompagnamento e sostegno alle gestanti”.

“I numeri [dell’aborto] in Germania non stanno diminuendo. Lo si vede chiaramente dagli indici dell’aborto sempre più alti – e il fatto che nonostante i resoconti siano obbligatori a volte manchino fa sì che ci sia una proporzione di aborti ancor più elevata che non viene registrata”.

Il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi non è il primo gruppo autodichiaratosi “cattolico” della Germania a sostenere l’assassinio dei bambini in gestazione, anche se il Catechismo è chiarissimo nella difesa della vita umana in modo incondizionato dall’istante del concepimento alla morte naturale.

A marzo, quando il Governo tedesco ha autorizzato la propaganda delle cliniche abortive, la Federazione della Gioventù Cattolica Tedesca ha lodato la novità. Si tratta, come descrive il nome, di un’entità che riunisce le associazioni cattoliche dei giovani del Paese – e la federazione di giovani “cattolici” ha criticato il fatto che gli aborti non siano oggi “totalmente accessibili” in Germania.

Il Paese permette l’aborto libero fino alla 12ª settimana di gravidanza, con consulenza obbligatoria in un centro approvato dallo Stato, oltre ad autorizzare aborti successivi a questo termine in determinate circostanze. Nel 2020 la Germania, che ha 83 milioni di abitanti, ha registrato 100.000 aborti – e questo all’apice della pandemia di Covid-19, con forti restrizioni alla maggior parte delle procedure mediche.

La presa di posizione della Karp ha provocato la reazione molto severa del vescovo Wolfgang Ipolt con un breve comunicato su Kath.net:

“Sono rimasto scioccato dalle dichiarazioni del presidente della ZdK e le trovo sconcertanti. Non condivido la preoccupazione della signora Irme Stetter-Karp.

Penso che così facendo non rappresenti affatto l’opinione di molti cristiani cattolici che si impegnano a proteggere la vita e ad aiutare le donne in situazioni di conflitto nel nostro Paese. Non abbiamo bisogno di maggiori opportunità di aborto in generale; piuttosto, abbiamo bisogno di più testimoni per la protezione e la dignità della vita in generale nel nostro Paese. Noi cristiani dovremmo difendere questo aspetto in modo chiaro e inequivocabile”.