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mercoledì 24 agosto 2022

Funerale del Venerabile Maestro massone in una chiesa parrocchiale a Civitanova Marche (Diocesi di Fermo); ma porte sempre chiuse per i funerali in rito antico

L’evento in sé passerebbe pressoché senza clamore: sabato 20 agosto, un uomo di sessantun’anni – agente immobiliare da anni impegnato in politica – è morto nella sua Civitanova Marche e gli amici lo ricordano con un manifesto pubblico (con tanto di pagamento dell’imposta di affissione) per le vie della città, come si usa fare in molte parti d’Italia.
Lo ricordano orgogliosamente per quello che era: iscritto (osiamo ritenere: notoriamente, tanto che ne scrive, senza meraviglia, anche il quotidiano Il Resto del Carlino; e per tale motivo abbiamo ritenuto di non doverne celare l’identità) alla Massoneria di obbedienza al Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, nonché «Maestro Venerabile», ovvero massima carica, nella Loggia n. 738 «Edwin E. Aldrin» di Fermo, insomma un «pezzo grosso» della Massoneria italiana.


Tutto qui? No, perché assieme a questo manifesto, per le vie di Civitanova Marche compare anche quello redatto dalla famiglia, e da quest’ultimo apprendiamo che per il «Maestro Venerabile» Giorgio Aironi, ieri mattina, martedì 23 agosto, nella Chiesa parrocchiale di San Gabriele a Civitanova Marche, sono stati celebrati i funerali (immaginiamo con rito cattolico).


E allora, a questo punto, più di un problema (più di un gravissimo problema!) sorge.
Ricordiamo che – secondo il n. 1684 del Catechismo della Chiesa cattolica – «le esequie cristiane sono una celebrazione liturgica della Chiesa. Il ministero della Chiesa in questo caso mira ad esprimere la comunione efficace con il defunto come pure a rendere partecipe la sua comunità riunita per le esequie e ad annunciarle la vita eterna» e «le esequie ecclesiastiche, con le quali la Chiesa impetra l’aiuto spirituale per i defunti e ne onora i corpi, e insieme arreca ai vivi il conforto della speranza, devono essere celebrate a norma delle leggi liturgiche» (can. 1176 § 2 c.d.c.).
Appare del tutto evidente dall’annuncio funebre pubblicato che ci si trovi innanzi – da parte del defunto e dei suoi «fratelli» massoni – ad una situazione di oggettiva adesione a valori incompatibili con la fede cattolica, sui quali la Chiesa si è infallibilmente pronunciata, da ultimo e definitivamente, con la Dichiarazione sulla massoneria della Congregazione per la Dottrina della Fede in data 26 novembre 1983, affermando che «rimane […] immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione» e precisando che «non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito».
È solo il caso di ricordare – en passant – che meno di cinque anni fa (ottobre 2017) Papa Francesco rifiutò l’accredito presso la Santa Sede dell’ambasciatore del Libano, Johnny Ibrahim, a causa dei suoi legami con la massoneria francese, per quanto lo stesso avesse assicurato di non averne mai fatto parte (QUI la notizia).
Il Codice di diritto canonico, poi, disciplina con chiarezza «a chi si devono concedere o negare le esequie ecclesiastiche», come recita la rubrica del titolo III - capitolo II. Il primo paragrafo del canone 1184, puntualmente applicato anche in occasione di famosi defunti, dispone che «se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche […] gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli», per poi aggiungere che «a chi è escluso dalle esequie ecclesiastiche, deve essere negata anche ogni Messa esequiale» (can. 1185).
E – a meno che l’annuncio funebre del «Maestro Venerabile» sia stato pubblicato prima della morte (il che, ci sia permesso, lo riteniamo davvero poco credibile) – ogni elemento porta convintamente a credere che nessun segno di pentimento sia stato espresso, escludendo anche «qualche dubbio» (can. 1184, §2, c.d.c.) che avrebbe imposto a don Piero Pigliacampi, Parroco di San Gabriele in Civitanova Marche, di consultare l’Ordinario del luogo.
È solo il caso di evidenziare come nella Diocesi di Fermo non si sia nemmeno posto il dubbio circa l’opportunità di celebrare il funerale cattolico (perdipiù in una chiesa parrocchiale) ad un uomo deceduto in stato di pubblico e grave peccato (fosse solo per tutelare le anime dei fedeli dal «pubblico scandalo») in spregio alla normativa canonica, mentre la Diocesi di Trento (e chissà quante altre) – applicando con gran sollecitudine la lettera apostolica in forma di motu «proprio» «Traditionis custodes» e mostrando davvero poca carità cristiana (QUI e QUI) – abbia negato ad un uomo cattolico la celebrazione delle esequie in chiesa secondo il rito tradizionale: ma questa è la situazione nella «chiesa della misericordia»
Speriamo almeno che alle esequie del «Maestro Venerabile», celebrate seppur vietate, seguano le Messe in suffragio per il defunto, queste sì non solo ammesse ma incoraggiate, affidando l’anima del peccatore manifesto e non pentito al Giudizio di Dio.

L.V.

25 commenti:

  1. Beati voi, che non avete niente a cui pensare e potete passare le giornate a sfrucugliare su internet in cerca di notizie con cui alimentare le vostre fissazioni. Ma dedicare il tempo a qualcosa di più utile e divertente, magari un bel corso di Latino a partire da zero, di cui avreste tanto bisogno?😁

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    1. E' vero dopo con tutte quelle donne in famiglia ..a 100 Anni non ci SI arriva

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  2. Tale L.V. di un blog su internet ci informa che l’anima del defunto ha lasciato questa vita in stato di peccato.
    Leggi anche le carte su appuntamento?

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  3. il funerale di questa persona è stato un grave errore, perchè anche se in punto di morte avesse dato segni di pentimento (cosa che non è difficile, ma va dimostrata e pubblicizzata) non andavano pubblicati i manifesti che glorificavano la sua appartenenza alla massoneria

    nel caso di Revò la decisione della Curia di Trento è stata corretta: il defunto manifestava adesione verso l'Istituto Mater Boni Consilii, e dal loro comunicato sappiamo che aveva fatto benedire le nozze da uno dei loro preti (cosa che pone già dubbi sulla validità del suo matrimonio), quindi c'era un'adesione esterna.
    ora, l'IMBC tra le altre cose propaga le seguenti idee:
    - che i Papi e i vescovi postconciliari siano solo 'materiali', e quindi privi dell'autorità di governare la Chiesa.
    - che il rito postconciliare della consacrazione dei vescovi sia invalido, e quindi siano invalide quasi tutte le ordinazione dal 1968 in poi nella Chiesa Latina, come tutti i sacramenti celebrati dai preti ordinati con i nuovi riti
    vedete come queste posizioni rompono la comunione gerarchica e sacramentale. non si tratta di far celebrare una Messa con il rito antico, ma di concedere spazio a un gruppo con tali posizioni, ben più estreme degli ortodossi, degli anglicani e di tanti luterani. inoltre il fedele era uno scismatico, e pertanto il funerale gli andava negato.

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    1. Quindi se sei massone può avere il funerale se sei dell'IMBC no. Annamo bene!!

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    2. 16.30: quindi, io parroco dovrei concedere l’uso della mia chiesa per la celebrazione di un funerale officiato da un “prete” sedevacantista?

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    3. Beh il fedele trentino era uno scismatico che sosteneva almeno in foro esterno che la Chiesa Cattolica è gerarchicamente e sacramentalmente morta, perché queste sono le tesi dell'IMBC, di cui lui era sostenitore, a quanto dichiarato dallo stesso istituto
      Quindi si, gli andava negato

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  4. Don Bux fa interventi che trovano errori ed eresie in documenti papali. Quando si dice che la messa in latino dà alla testa.
    Continuate a dire che “è la messa dei santi”…forse era vero trecento anni fa. Oggi è la messa dei brontoloni e dei complottisti, nelle cui cerimonie Dio è offuscato dagli ego mastodontici di preti e, soprattutto, fedeli.

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  5. In questi tempi di follia collettiva dà conforto che MIL ricordi agli sbadati che l'incompatibilità tra la massoneria e l'appartenenza alla Chiesa cattolica non è stata abrogata.

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  6. Purtroppo la morte di quel padre di famiglia è stata improvvisa.
    Per quanto riguarda il parroco don Piero: è persona particolarmente “angelicata” e di un’ingenuità unica che si alterna fra l’altare e la pastorale soprattutto per i giovani. Egli sicuramente non sa neppure cosa siano i circoli “illuministi” che in città, una delle più grandi e ricche della regione, hanno tanto spazio aiutando anche diverse famiglie altamente bisognose.
    Il dito, secondo me, andrebbe puntato non tanto verso il doveroso ed insostituibile funerale religioso, che ha raccomandato l’anima del padre di famiglia deceduto improvvisamente all’infinita misericordia di Dio, quanto sulla pessima “gestione” religiosa di una città che improvvisamente è divenuta la più grande della diocesi e della provincia.
    Una città dove persino le comunità protestanti hanno preso vigore “grazie” al colpevole abbandono cattolico.

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    1. Commento di chiara impostazione "carradoriana" seppur espresso in forma anonima!

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    2. Siamo alle solite: tante belle parole, ma il succo è “il parroco è un povero scemo che non sa cosa succede al di là del proprio naso”.
      A sentir voi, i preti sono tutti delle amebe informi che aspettano solo che qualcuno di voi li becchi a fare l’ennesimo atto “blasfemo”.

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  7. Beh, diciamo che il dito andrebbe puntato in entrambe le direzioni. Non possiamo sempre fare riferimento alla situazione generale per giustificare la singola fattispecie.

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  8. Manifesti a parte (che non tutti leggono… anzi…) perché il parroco non avrebbe dovuto celebrare la messa esequiale per un suo parrocchiano e la sua famiglia tutti praticanti?
    Imbarazzante è semmai l’indebito parallelismo presente ell'articolo fra la vicenda fermana e quella trentina nella quale “…non si tratta di far celebrare una Messa con il rito antico, ma di concedere spazio a un gruppo con tali posizioni , ben più estreme degli ortodossi, degli anglicani e di tanti luterani.…” (gsimy il 24 agosto 2022 alle ore 12:31)
    E’ infine terribile, nella sua crudezza e , solo in parte veridicità, il commento dell’Anonimo del 25 agosto 2022 delle ore 02:13 “messa dei brontoloni e dei complottisti…”

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  9. Quanti re, capi di stato, importanti personaggi pubblici che appartenevano ai clubs illuministi hanno avuto pubbliche esequie religiose?
    Perché questo accanimento contro una famiglia di provincia? In nome di chi e di cosa?

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    1. anni fa, sotto Benedetto, ci fu il funerale di n regista di film pornografici in chiesa, cn tanti di elogi del mestiere dal pulpito...

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    2. Per mostrare la loro santa indignazione contro il terribile stato delle cose che loro riuscirebbero a risolvere con uno schiocco di dita.

      Presente gli anziani che guardano i cantieri? Ecco.

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  10. Non si capisce in forza di quale Decreto Ecclesiastico i Massoni sono "banditi" dalla Chiesa. Sarebbe cosa buona e giusta e fonte di saggezza, che lo si chiarisse. Grazie

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  11. Non penso ci sia stato pubblici scandalo, credo si sia scandalizzato solo lei

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  12. La chiesa celebra funerali di mafiosi, ma non dovrebbe celebrare quelli di un massone che aveva fede in Dio? La Chiesa si sta autodistruggendo e nemmeno ve ne accorgete. Tra 100 anni non né resterà che il ricordo se non cambierà radicalmente

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    1. Sia il massone che il mafioso sono pubblici peccatori (seppure di gravitá diversa) e il funerale gli va negato a meno che non manifestino segni di pentimento prima della morte
      Questi 'segni di pentimento' possono essere veramente poca cosa, anche chiamare un prete, chiedere perdono dei peccati o baciare un oggetto religioso

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  13. Da che pulpito la predica..coloro che hanno venduto i favori del cielo in nome di chi ha scacciato i mercanti dl tempio , che hanno benedetto guerre e massacri nel nome di colui cha ha detto di amarsi come fratelli, vogliono arrogarsi la facoltà di negare a un anima il saluto nella casa di dio...con che diritto?

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    1. il funerale cristiano non è un 'saluto nella casa di dio (minuscolo)' ma una preghiera di suffragio per un fedele che era parte della Comunione del Corpo di Cristo che è la Chiesa. richiede essere parte in qualche modo di quella Comunione

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  14. Tutti questi signori ,preti e vescovi , sono rimasti ignoranti sui banchi di scuola perché non è stato mai insegnato loro che cosa è la Massoneria e ,soprattutto, non hanno insegnato quali sono stati nei secoli i principi e le finalità. E quindi non sanno che quantomeno dall'illuminismo in poi attraverso grandi menti e premi nobel,sono stati i grandi costruttori della nostra civiltà, delle nazioni libere e promotori delle costituzioni repubblicane e garanti delle nostre libertà. Purtroppo l'ignoranza non è colpa loro.

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    1. il problema è che alcuni principi della Massoneria sono incompatibili con la Dottrina cristiana
      https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850223_declaration-masonic_articolo_it.html
      https://www.grandeoriente.it/wp-content/uploads/2016/02/Articolo-di-Gianfranco-Ravasi.pdf

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