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venerdì 17 giugno 2022

News. L’arcivescovo belga Van Looy non sarà cardinale, un modernista in meno

 

Un modernista in meno tra i vestiti di rosso. La motivazione sembra riguardare omissioni su casi di pederastia nella sua diocesi.
Alcuni articoli sulla news di queste ore.
QUI un commento di Silere non possum.
QUI una sua intervista a Radio Vaticana, di fatto favorevole alla Comunione ai divorziati risposati.
QUI un post di Magister del 2015: "Un altro che il papa ha ripescato tra i primi non eletti è il vescovo di Gand, Lucas Van Looy. Con il quale i rappresentanti in sinodo della minuscola e disfatta Chiesa belga salgono a ben tre, tutti esponenti di punta dell’ala progressista ed oppositori del loro primate, l’arcivescovo di Malines-Bruxelles André Léonard".
Ora parleremo anche della nomina del Vescovo di San Diego Robert McElroy (QUI le accuse)? Speriamo.
Luigi

La Postilla della giornata: il caso del vescovo belga Lucas Van Looy rompe una catena di silenzi nel contrasto alla pedofilia anche nelle alte gerarchie
16.6-22
(a cura Redazione "Il sismografo") Non sappiamo ancora, con rigorosità e fondamento, quali siano le ragioni ultime in virtù delle quali l'ultraottantenne mons. Lucas Van Looy, vescovo belga, ha dichiarato di non voler la porpora che Papa Francesco ha annunciato giorni fa per lui e altri 20 ecclesiastici nel Concistoro del 27 agosto. Risulta che il gran rifiuto del presule belga si basa sul fatto che lui stesso, e altri nelle alte gerarchie cattoliche, ritengono che nella lotta contro la pedofilia del clero è stato debole e ambiguo, insomma, ha insabbiato crimini e peccati di membri del suo clero.
Non sappiamo come finirà la vicenda e cosa dirà il Papa, se affronterà lo scandalo. Per ora sappiamo – e non è poco– che un presbitero belga che per volere di Papa Francesco avrebbe dovuto ricevere la beretta cardinalizia, si è tirato personalmente indietro (autodenuncia) rivelando passaggi della sua vita sacerdotale e episcopale che avrebbe dovuto conoscere il Pontefice. Ovviamente il fatto che Francesco non sapesse nulla di tutto ciò spiega il perché lo aveva incluso nell'elenco dei 21 nuovi cardinali.
Tutto ciò pone alla coscienza dei cattolici, ma anche all'opinione pubblica in generale, non poche domande su queste creazioni di cardinali e sono, in larga misura, tanto grave come quelle che riguardano le nomine dei vescovi.
Il gesto di Lucas Van Looy, di grande rilevanza, rompe la catena dei silenzi che sulla pedofilia gira da molti anni anche tra membri del Collegio cardinalizio. Basta ricordare nomi di cardinali come Angelo Sodano, Darío Castrillón Hoyos, Oscar Rodríguez Maradiaga, Norberto Rivera Carrera, ecc., ecc..
(Luis Badilla)

Meno uno. Il Vescovo emerito di Gent non sarà creato cardinale, per il modo in cui ha affrontato diversi casi di abusi sessuali nella sua diocesi o nella sua congregazione
16 Giugno 2022, Korazym.org
di Vik van Brantegem

Mons. Luc Van Looy, S.D.B., Vescovo emerito di Gent, nominato cardinale da Papa Francesco nel Regina Coeli del 29 maggio 2022, ha rinunciato e il Papa ha accettato. Riportiamo di seguito la nostra traduzione italiana dal francese della notizia diffuso oggi dall’agenzia stampa della Conferenza Episcopale Belga, CathoBel. Abbiamo riferito il 9 giugno nel nostro articolo Nomine cardinalizie che provocano sguardi pieni di smarrimento e indignazione [QUI] del comunicato del “Werkgroep Mensenrechten in de Kerk” (Gruppo di Lavoro Diritti Umani nella Chiesa), che aveva reagito energicamente, quando era stato dato l’annuncio del prossimo concistoro, con la nomina a cardinale del salesiano Mons. Van Looy. Oggi possiamo dire che le istanze del Gruppo di Lavoro è stato ascoltato.

L’arcivescovo Van Looy non sarà cardinale
CathoBel, 16 giugno 2022

Un piccolo colpo di teatro: la Conferenza Episcopale Belga annuncia che Mons. Luc Van Looy non sarà tra le personalità che sabato 27 agosto otterranno il titolo di “cardinale”. La ragione? La mancanza di energia che, in passato, avrebbe dimostrato nella lotta agli abusi sessuali.

Il 29 maggio Papa Francesco ha annunciato l’imminente creazione di 21 nuovi cardinali. Tra questi: Mons. Luc Van Looy, che ha guidato la Diocesi di Gent dal 2004 al 2020. Se questa nomina è stata commentata molto positivamente da molte persone che hanno insistito in particolare sulla sua sollecitudine per i più poveri, altri si sono interrogati sulla rilevanza di questa scelta – ovviamente fortemente legato all’amicizia personale tra il vescovo belga e Papa Francesco.
Un altro aspetto giustificava ulteriormente lo stupore – e perfino l’indignazione: il modo in cui il vescovo ha affrontato diversi casi di abusi sessuali nella sua diocesi o nella sua congregazione. L’Arcivescovo Van Looy viene quindi criticato per aver chiuso un occhio su alcuni abusi e per aver insabbiato i colpevoli. Questi atti sono stati regolarmente denunciati dal gruppo Mensenrechten in de Kerk, che peraltro ha reagito con forza quando è stato dato l’annuncio del prossimo concistoro. Il gruppo sembra essere stato ascoltato.

Sebbene il Vescovo Van Looy non sia mai stato condannato, sembra che i sospetti che incombono su di lui gli impediscano di accettare il titolo di cardinale. “Per evitare che le vittime di tali abusi vengano nuovamente ferite dopo il suo cardinalato, Monsignor Van Looy ha chiesto al Papa di esonerarlo dall’accettare questa nomina”, affermano oggi i vescovi belgi. I quali, in un comunicato [QUI], colgono l’occasione per ribadire il loro “impegno a proseguire imperturbabilmente la loro lotta contro ogni forma di abuso nella Chiesa cattolica”.

«Una riflessione necessaria», il commento di Silere non possum [QUI]: «È inevitabile porsi alcune domande. Innanzitutto bisogna aspettarsi che ora i fedeli di San Diego insorgano allo stesso modo per chiedere che il loro vescovo non venga creato cardinale. Difatti, S.E.R. Mons. Robert Walter McElroy è stato accusato di aver coperto le accuse rivolte a Theodore Edgar McCarrick [*].
Il sistema che Francesco ha adottato in merito alla nomina dei nuovi cardinali, è un bene per la Chiesa? Il Papa ha scelto di annunciarli direttamente al Regina Coeli o all’Angelus, senza prima informarli privatamente. Questo può essere dannoso. Abbiamo visto, anche con la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, che Francesco ha paura che vi siano fughe di notizie in merito alle decisioni che lui prende. Comprensibile. Adotti strumenti per tutelare la segretezza ma non metta a rischio tutto il suo operato in questo modo.
Non lo si può nominare solo perché è un amico. Prima di nominare un cardinale bisogna avviare una indagine, come peraltro si è sempre fatto anche per i vescovi, e poi lo si convoca e gli si comunica la decisione. In quella occasione il “prescelto” avrà modo di riflettere e, nel caso, far presente al Santo Padre i motivi che lo portano a rinunciare per il bene della Chiesa. Se il Papa li sceglie di sua sponte, magari consigliato dal cerchio magico che si è creato a Santa Marta, nominandoli in diretta mondiale la domenica da Piazza San Pietro, fare marcia indietro sarà terribilmente difficile.
Infine, ora che si farà di quest’uomo? Se ha coperto casi di abusi bisognerà indagare e verificare se ha veramente una responsabilità. Non lo si potrà giudicare sull’altare dell’ipocrisia (cit.)».

Il commento di Faro di Roma: «Per scoraggiare carrierismi e pressioni, Papa Francesco evita di informare non solo i collaboratori ma gli interessati della sua intenzione di crearli cardinali».

Il commento di Philippine de Saint Pierre, vaticanista della televisione cattolica francese KTO: «Non avendo reagito correttamente agli abusi commessi nella sua diocesi, Mons. Van Looy rinuncia al cardinalato. Domanda: perché il Papa non aveva queste informazioni prima dell’annuncio del concistoro».Il prossimo, Mons. Robert McElroy, Vescovo di San Diego.

[*] Il Vescovo Robert McElroy rimase in silenzio, sapendo di McCarrick. La petizione per supplicare Papa Francesco a non crearlo cardinale – 31 maggio 2022. Aspettiamo la rinuncia del Vescovo di San Diego, Mons. Robert McElroy, per non aver denunciato il Sig, Theodore Edgar McCarrick, ex cardinale e ex sacerdote.


Mons. Luc Van Looy, vescovo belga, non accetta il cardinalato il 27 agosto. Riconosce di non essere stato fermo e deciso nel combattere la pedofilia
Il 27 agosto i nuovi cardinali saranno 20 e non più 21

(a cura Redazione "Il sismografo") Con questa decisione del vescovo i nuovi cardinali non-elettori saranno 4 e non 5 nel Concistoro del 27 agosto. Ma la vera sorpresa sono le ragioni invocate dal prelato e che vengono ribadite in un comunicato della Conferenza episcopale del Belgio. Mons. Luc Van Looy, in pratica, riconosce che è meglio non accettare il cardinalato poiché è consapevole di non essere stato fermo e deciso nel combattere la pedofilia nel clero quando è stato a capo della diocesi di Gand (2004-2020).
Il Santo Padre ha accettato la richiesta del vescovo e perciò i nuovi cardinali non saranno 21 bensì 20.
Le reazioni sollevate nel Paese sono contrastanti. Alcuni elogiano questa decisione ma altri, tra cui vittime di abusi, contestano il significato del gesto. Intanto l'Episcopato belga ringrazia il prelato.

Lucas Van Looy (Fonte: Wikipedia)
Lucas Van Looy (Tielen, 28 settembre 1941) è un vescovo cattolico belga, dal 27 novembre 2019 vescovo emerito di Gand.
Nasce a Tielen, in provincia e diocesi di Anversa, il 28 settembre 1941.
Formazione e ministero sacerdotale
Studia con i gesuiti a Turnhout e con i salesiani al Don Bosco College di Hechtel. Entra nella Società salesiana di San Giovanni Bosco nel 1961. Studia dal 1962 al 1964 nella loro scuola di Groot-Bijgaarden. Dopo un tirocinio di tre anni in Corea del Sud, studia teologia all'Università cattolica di Lovanio dal 1967 al 1970.
Il 6 marzo 1968 emette la professione perpetua nella medesima congregazione di don Bosco. Il 12 settembre 1970 è ordinato presbitero, a Oud-Heverlee, dal vescovo Paul Constant Schoenmaekers.
Nella congregazione ricopre la carica di vicario del rettor maggiore.
Ministero episcopale
Il 19 dicembre 2003 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Gand[1]; succede al dimissionario Arthur Luysterman. Il 1º febbraio 2004 riceve l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di San Bavone, dal cardinale Godfried Danneels, co-consacranti i vescovi Arthur Luysterman e Paul Van den Berghe. Durante la stessa celebrazione prende possesso della diocesi.
Il 27 novembre 2019 papa Francesco accoglie la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età[2]; gli succede Lode Van Hecke, finora abate di Notre Dame d'Orval. Rimane amministratore apostolico della diocesi fino all'ingresso del successore, che avverrà il 23 febbraio 2020[3].
Il 29 maggio 2022, al termine del Regina Caeli, papa Francesco annuncia la sua creazione a cardinale nel concistoro del 27 agosto seguente.


Belgio: mons. Luc Van Looy ha chiesto a Papa Francesco di esonerarlo dal cardinalato per “evitare nelle vittime di abusi nuove ferite”
16 Giugno 2022, Agensir

Mons. Luc Van Looy, vescovo emerito di Gent (Belgio), ha chiesto a Papa Francesco di esonerarlo dal cardinalato. Lo fa sapere oggi in una nota la Conferenza episcopale belga . “L’annuncio della creazione del cardinale di Mons. Luc Van Looy, vescovo emerito – si legge nel comunicato -, ha suscitato molte reazioni positive ma anche critiche sul fatto che non avrebbe sempre reagito con sufficiente energia come vescovo di Gent (2004-2020) contro gli abusi nella pastorale relazione. Per evitare che le vittime di tali abusi subissero nuovamente ferite dopo il suo cardinalato, monsignor Van Looy ha chiesto al Papa di esonerarlo dall’accettare tale nomina. Papa Francesco ha accolto la sua richiesta”. “Il cardinale De Kesel e i vescovi del Belgio apprezzano la decisione di mons. Van Looy”, si legge ancora nella nota. “In questa occasione ribadiscono il loro impegno a proseguire imperturbabilmente la loro lotta contro ogni forma di abuso nella Chiesa cattolica in cui l’interesse delle vittime e dei loro cari è sempre al primo posto”. Era domenica 29 maggio quando Papa Francesco, dopo la recita del Regina Coeli, aveva annunciato che mons. Lucas Van Looy, Vescovo Emerito di Gent (Belgio), si univa ai membri del Collegio Cardinalizio, insieme ai nuovi cardinali.