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domenica 5 giugno 2022

Aborto e politica: L’approccio dell’arcivescovo Cordileone verso Nancy Pelosi segna l’inizio di una nuova era?

Gli USA terreno di scontro e avanguardia della battaglia contro l'aborto.
Vedere QUI la TFP italiana con una traduzione da LifeSiteNews.
Luigi


L’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone ha una profonda comprensione di quello che i vescovi statunitensi hanno definito il problema principale del nostro tempo e la sua posizione è audace. Sarà seguito dagli altri vescovi o rimarrà il gesto solitario di un vescovo coraggioso.
Di seguito vi propongo la riflessione di Michael Warsaw editore del National Catholic Register da cui rilancio il suo articolo nella mia traduzione.

La decisione dell’arcivescovo Salvatore Cordileone del 20 maggio di comunicare pubblicamente alla presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi di non ricevere la Comunione a causa del suo estremo sostegno all’aborto legale è davvero notevole. È la prima volta che un pastore si impegna a emanare a un membro del suo gregge un simile decreto che coinvolge una figura ai massimi livelli della politica nazionale.

Alla luce di questa azione drammatica, dovremmo porci una domanda importante:

L’approccio pastorale scrupoloso dell’arcivescovo Cordileone segna l’inizio di una nuova era? Oppure si rivelerà un atto di un vescovo sostanzialmente solo, dato che altri cattolici di spicco nella vita pubblica rifiutano senza controllo l’insegnamento della Chiesa e continuano a percorrere la stessa strada dell’estremismo pro-aborto del presidente della Camera Pelosi?

Altri vescovi saranno pronti ad alzarsi in numero maggiore e ad insegnare con la stessa chiarezza dell’arcivescovo Cordileone?

Il pastore cattolico di San Francisco ha una profonda comprensione di quella che i vescovi statunitensi hanno definito la questione preminente del nostro tempo, e la sua posizione è coraggiosa. Come si legge nella lettera che ha inviato ai fedeli della sua arcidiocesi, l’arcivescovo è stato paziente e risoluto, nonostante le numerose provocazioni dell’estremismo abortista della Pelosi e le sue ripetute affermazioni pubbliche di rimanere una “devota cattolica”, pur violando palesemente gli insegnamenti della Chiesa sulla santità della vita umana non ancora nata.

L’applicazione del Canone 915 da parte dell’arcivescovo Cordileone è una misura pastorale, non punitiva. Semplicemente comunica pubblicamente la realtà che Nancy Pelosi, con le sue stesse azioni, si è resa inadatta a ricevere la Comunione. L’arcivescovo ha reso pubblica l’informazione per il suo intero gregge, perché se non lo facesse, molti altri cattolici continuerebbero ad essere sviati dallo scandaloso esempio della Pelosi, credendo erroneamente che si possa essere in piena comunione con la Chiesa pur avendo convinzioni contrarie a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato essere moralmente inaccettabile.

In effetti, l’arcivescovo Cordileone ha espresso grande tristezza per aver dovuto compiere questo passo. Ma ha ritenuto di non avere scelta alla luce della promozione eccezionalmente estrema dell’aborto da parte della Pelosi dall’estate scorsa – e del suo rifiuto, durante questo periodo, di rispondere ai suoi ripetuti tentativi privati di dialogare con lei su questa questione profondamente importante.

L’arcivescovo era ben consapevole che sarebbe stato criticato per il suo coraggio nell’esercitare i suoi doveri pastorali. Uno degli attacchi più gravi è arrivato dal San Francisco Examiner, la sua città natale, che ha pubblicato una raccolta di falsità e travisamenti su ciò che la Chiesa insegna sull’aborto e sulla ricezione della Comunione e ha chiesto apertamente la sua sostituzione come arcivescovo.

Questi attacchi non avranno alcun impatto nel minare il sostegno dell’arcivescovo Cordileone tra i fedeli cattolici, ma sottolineano quanto molti siano diventati disinformati. Dopo 50 anni di aborto legale negli Stati Uniti, è una tragica realtà che una moltitudine di cattolici sia giunta erroneamente a credere che l’uccisione di bambini nel grembo delle loro madri non sia semplicemente accettabile, ma sia addirittura necessaria per il benessere delle donne. Non c’è dubbio che questo è esattamente ciò che Nancy Pelosi crede attualmente riguardo all’aborto.

L’ambizione politica ha senza dubbio giocato un ruolo importante nella formazione di questa convinzione, come per molti altri politici cattolici pro-aborto di spicco, tra cui il presidente Joe Biden. Ma è anche vero che, nel corso degli anni, molti pastori non sono riusciti a comunicare con coerenza la verità sul male dell’aborto a questi cattolici politici ribelli. Hanno invece scelto la strada del dialogo privato, astenendosi dal chiamare pubblicamente in causa i politici cattolici favorevoli all’aborto per continuare a rappresentarsi come cattolici devoti che hanno il diritto di ricevere la Santa Comunione.

Il dialogo è in effetti un elemento centrale della risposta pastorale cattolica a chiunque persista ostinatamente in un’azione gravemente peccaminosa. Ma per questi leader politici cattolici il dialogo è completamente fallito. Non sono interessati a ciò che la Chiesa insegna sulla santità della vita umana. Né, del resto, sono interessati a ciò che la scienza biologica insegna sul fatto incontrovertibile che la vita umana inizia al momento del concepimento. Gli unici argomenti che sono disposti a prendere in considerazione sono le false affermazioni diffuse dagli attivisti dell’aborto, che omettono sempre la verità più fondamentale dell’aborto – che comporta l’uccisione intenzionale di un bambino umano non ancora nato.

Con la Corte Suprema degli Stati Uniti pronta a ribaltare la disastrosa decisione Roe v. Wade del 1973, che ha reso l’accesso all’aborto un diritto costituzionale, le nuove dinamiche politiche che stanno per entrare in gioco richiederanno qualcosa di più forte del dialogo privato. Se la Roe viene rovesciata, la legge sull’aborto tornerà all’autorità dei singoli Stati. Di fronte a questa prospettiva, una serie di politici cattolici favorevoli all’aborto, sia a livello federale che statale, hanno dichiarato, come la Pelosi, di essere determinati ad andare ben oltre quanto stabilito dalla Roe, cercando di legiferare l’aborto su richiesta senza restrizioni fino al momento della nascita.

In futuro, questo estremismo abortista sarà in mostra in tutti gli Stati della nazione, così come al Congresso e alla Casa Bianca, ogni volta che verrà presa in considerazione una proposta di legge relativa all’aborto. Di conseguenza, ci sarà un bisogno pressante e continuo di chiarezza su come questo estremismo abortista precluda ai cattolici nella vita pubblica la possibilità di ricevere il sacramento centrale della Chiesa, la Comunione.

È falso, tuttavia, affermare che ogni volta che uno dei nostri pastori deve richiamare un singolo politico, come l’arcivescovo Cordileone è stato costretto a fare dalle azioni pubbliche di Nancy Pelosi, ciò sia inteso come una punizione. È invece una chiamata alla conversione del cuore e della mente. Come ogni altro discepolo di Cristo, i politici cattolici favorevoli all’aborto dovrebbero sforzarsi di essere fedeli a ciò che Gesù insegna. Per quanto riguarda la loro promozione dell’aborto, devono cambiare direzione per il bene delle loro anime e per salvare le vite dei bambini non ancora nati, proprio come ogni altro cattolico deve cambiare rotta ogni volta che si rende conto di un grave errore personale in materia di fede e moralità.

Un imperativo correlato è una rinnovata comprensione tra tutti i cattolici del significato dell’Eucaristia. Questo è l’obiettivo specifico del triennale National Eucharistic Revival dei vescovi statunitensi, che provvidenzialmente viene lanciato proprio mentre la Corte Suprema emetterà la sua decisione nel caso Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, che dovrebbe ribaltare la sentenza Roe v. Wade.

Quando non riusciamo a comprendere la Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia e il suo effetto trasformativo su tutti coloro che la ricevono in stato di grazia, allora diventa molto più facile credere che non ci siano conseguenze spirituali associate alle nostre scelte morali. E rischiamo di privarci delle grazie sacramentali di cui abbiamo bisogno per rafforzarci nel nostro cammino di fede.

Alla luce di questo provvidenziale accostamento tra la rinascita eucaristica nazionale e la decisione Dobbs, preghiamo in questo momento per un vero rinnovamento della fede eucaristica in America e per la fine dell’aborto legale in ogni Stato della nostra nazione.

Dio vi benedica!

Michael Warsaw è presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della rete cattolica globale EWTN ed editore del National Catholic Register.