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lunedì 20 giugno 2022

A proposito delle idee dottrinali di Francesco. San Vincenzo di Lerino: "Regola per distinguere la verità cristiana dall'errore" #traditioniscustodes

Grazie all'amico Paride (cfr. n. 19-20 di Cristianità) per aver chiarito alcune erronee giustificazioni della sciagurata intervista di Papa Francesco ai direttori delle riviste gesuite europee (QUI).
"Se però si tratta di una novità eretica che non è limitata a un piccolo gruppo, ma tenta di contagiare e contaminare la Chiesa intera?
- In tal caso, il cristiano dovrà darsi da fare per aderire all'antichità, la quale non può evidentemente essere alterata da nessuna nuova menzogna."
Luigi
[...] 
Il Commonitorio, S. Vincenzo di Lerino
"Regola per distinguere la verità cristiana dall'errore"

"Nella [...] Chiesa Cattolica bisogna avere la più grande cura nel ritenere ciò che è stato creduto dappertutto, sempre e da tutti. Questo è veramente e propriamente cattolico, secondo l'idea di universalità racchiusa nell'etimologia stessa della parola. Ma questo avverrà se noi seguiremo l'universalità, l'antichità, il consenso generale. Seguiremo l'universalità se confesseremo come vera e unica fede quella che la Chiesa intera professa per tutto il mondo; l'antichità, se non ci scostiamo per nulla dai sentimenti che notoriamente proclamarono i nostri santi predecessori e padri; il consenso generale, infine, se, in questa stessa antichità, noi abbracciamo le definizioni e le dottrine di tutti, o quasi, i Vescovi e i Maestri.
Come, dunque, deve comportarsi un cristiano cattolico se qualche piccola frazione della Chiesa si stacca dalla comunione con la fede universale?
- Dovrà senz'altro anteporre a un membro marcio e pestifero la sanità del corpo intero.
Se però si tratta di una novità eretica che non è limitata a un piccolo gruppo, ma tenta di contagiare e contaminare la Chiesa intera?
- In tal caso, il cristiano dovrà darsi da fare per aderire all'antichità, la quale non può evidentemente essere alterata da nessuna nuova menzogna.

E se nella stessa antichità si scopre che un errore è stato condiviso da più persone, o addirittura da un a città, o da una provincia intera?

- In questo caso avrà la massima cura di preferire alla temerarietà e all'ignoranza di quelli, i decreti, se ne sono, di un antico concilio universale.

E se sorge una nuova opinione, per la quale nulla si trovi di già definito?

- Allora egli ricercherà e confronterà le opinioni dei nostri maggiori, di quelli soltanto però che, pur appartenendo a tempi e luoghi diversi, rimasero sempre nella comunione e nella fede dell'unica Chiesa Cattolica e ne divennero maestri approvati. Tutto ciò che troverà che non da uno o due soltanto, ma da tutti insieme, in pieno accordo, è stato ritenuto, scritto, insegnato apertamente, frequentemente e costantemente, sappia che anch'egli può credere senza alcuna esitazione".

E in altra parte il medesimo S. Vincenzo:

"Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo?

Vi sarà certamente e anche molto grande. Chi infatti può essere talmente nemico degli uomini e ostile a Dio da volerlo impedire?

Bisognerà tuttavia stare attenti che si tratti di un vero progresso della fede e non di un cambiamento. Il vero progresso avviene mediante lo sviluppo interno. Il cambiamento invece si ha quando una dottrina si trasforma in un'altra. E' necessario dunque che, con il progredire dei tempi, crescano e progrediscano quanto più possibile la comprensione, la scienza e la sapienza così dei singoli come di tutti, tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa. Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto".

E ancora:

"Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste legge.

Progredisce, consolidandosi con gli anni sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l'età.

E' sempre necessario però che resti assolutamente intatto e inalterato [...].

Del resto, se si comincia a mescolare il nuovo all'antico, le idee estranee a quelle domestiche, il profano al sacro, necessariamente ciò si propagherà dappertutto, e con quel che segue, nella Chiesa, non rimarrà più nulla intatto, incontaminato, inviolato, immacolato".