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martedì 3 maggio 2022

Ouellet: un uomo per tutti i pontificati (in vista del suo?) #traditioniscustodes

Dalla newsletter di Paix Liturgique un profilo del cardinale Marc Ouellet (già in fama di "conservatore", poi ispiratore di Traditionis custodes e in futuro... chissà?).
Stefano


Marc Ouellet. Il cardinale che sogna di diventare il prossimo Papa? 

La Lettre de Paix liturgique n. 861 2 maggio 2022


La rivista Golias ha appena pubblicato, a firma di Gino Hoel, un ritratto al vetriolo del cardinale Marc Ouellet (Golias-Hebdo n° 718-Settimana dal 28 aprile al 4 maggio 2022, pp. 16-17). Questo articolo, abbastanza in linea con lo stile e le preoccupazioni di questa rivista cattolica di estrema sinistra, ci ha tuttavia spinto a scoprire di più su questo prelato canadese.

Per questo abbiamo chiesto al nostro amico Paul Grondin, corrispondente di Paix Liturgique in Quebec, di darci la sua opinione sugli elementi forniti nell'articolo, del tutto critico, pubblicato da Golias-Hebdo, articolo che potete leggere, con il permesso del direttore, cliccando qui.

Paix Liturgique - Caro Paul, lei conosce il vescovo Marc Ouellet...

Paul Grondin - Come la maggior parte dei quebecchesi che lo hanno avuto come arcivescovo dal 2003 al 2010...

Paix Liturgique - Poiché lo ha conosciuto come arcivescovo, cosa risponderebbe alle accuse mosse da Golias sul suo breve episcopato in Quebec?

Paul Grondin - I commenti dell'articolo sono ovviamente caricaturali. È un merito dell'arcivescovo quello di aver difeso la morale cattolica, di aver partecipato alle marce per la vita e di aver sostenuto l'educazione religiosa nelle scuole. Ma contrariamente alla valutazione di Golias, Mons. Marc Ouellet non era, come è risultato, un conservatore molto rigoroso, cosa che mi avrebbe fatto piacere... In realtà, è diventato oggi uno dei feroci oppositori del diritto alla liturgia tradizionale. D'altra parte, l'articolo dice che Marc Ouellet è stato un conservatore alla maniera di un apparatchik [funzionario sovietico, ndt]. Diciamo che è un arrivista... per il bene superiore della Chiesa, naturalmente! Non è né il primo né l'unico nella Chiesa, soprattutto oggi. Però la sua storia dimostra che, come tale, ha sempre mostrato una seria dose di opportunismo.

Paix Liturgique - Forse lei è un po' duro...

Paul Grondin - Non credo. È stato lo strenuo sostenitore del pontefice e della sua politica a favore della famiglia, sotto Giovanni Paolo II, che lo ha portato ad alte cariche. È diventato un uomo di Curia, alla fine molto moderato, sotto Benedetto XVI. E poi, quando Francesco è salito sul trono di Pietro, eccolo, a suo modo, più bergogliano dei bergogliani, ma non del tutto bergogliano, prendendo le distanze da chi è rimasto fedele a una difesa intransigente della morale familiare, e diventando un violento oppositore della Commissione Ecclesia Dei, patrimonio ratzingeriano per eccellenza. Il carattere di Marc Ouellet può essere compreso solo paragonandolo a una banderuola, non rozza, ma di talento, se posso dirlo, che lo caratterizza. Ha anche una grande capacità di coltivare risentimenti: ha avversioni irriducibili (se non fosse un prete, si direbbe odi).

Paix Liturgique - Potrebbe farmi un esempio di queste "variazioni"?

Paul Grondin - Ricorda quello che ho appena citato: contro i cardinali più tradizionali, Burke, il defunto Caffarra, suo nemico, si è schierato a difendere l'enciclica Amoris laetitia in termini ben lontani dalle convinzioni attribuitegli da Golias, spiegando che giudicare Amoris laetitia "sulla sola base di una nota a piè di pagina che significherebbe una rottura con la tradizione ecclesiale" appare "francamente semplicistico, persino oltraggioso".

Paix Liturgique - È perché, come dice Golias, vorrebbe diventare papa?

Paul Grondin - Prima di tutto perché vuole rimanere prefetto della Congregazione il più a lungo possibile. E da lì spacciarsi per papabile, come ha fatto dal pontificato di Benedetto XVI. Su questo punto Gino Hoel ha ragione, secondo me.

Paix Liturgique - E lei pensa che stia agendo in questo modo?

Paul Grondin - Certo, ma per sua sfortuna non è l'unico... Bisogna fare in fretta, però, perché ha 78 anni e oltre gli 80, anche se è un cardinale e in principio eleggibile, non potrebbe essere eletto. Come molti, è ben consapevole del profondo fallimento del pontificato di Francesco, che è un'opportunità in più per un non-bergogliano. Ma allo stesso tempo deve mantenere la sua vicinanza al papa, soprattutto per avere abbastanza influenza sulle nomine episcopali e per far agire il papa come ha fatto nel caso delle Suore Domenicane dello Spirito Santo.

Paix Liturgique - Cosa pensa di questa vicenda delle suore francesi?

Paul Grondin - L'articolo di Golias insiste troppo sul "rapporto privilegiato" tra il cardinale e la suora (Madre Marie de l'Assomption), una "intellettuale" che ora fa il bello e il cattivo tempo nella congregazione fondata dall'abbé Berto a Pontcallec. Chi conosce bene la vicenda dice che questi discepoli di Hans Urs von Balthasar, il cardinale e la suora, riproducono l'intensa relazione intellettuale e spirituale che legava il teologo von Balthasar alla sua amica mistica e ispiratrice teologica Adrienne von Speyr. Con la prefazione alla sua tesi da parte del cardinale, la religiosa autista e assistente è stata promossa come "esperta" al simposio sulle vocazioni a Roma, aperto dal Papa stesso: non c'è nulla di peccaminoso, ma è intellettualmente disordinata, direi opportunamente disordinata nell'attuale clima di "riconoscimento del ruolo della donna nella Chiesa".

Paix Liturgique - Che dire di questa tesi prefata dal cardinale?

Paul Grondin - L'obiettivo dell'opera di Madre d'Arvieu era, per dirla in breve, di riabilitare il tomismo di P. de Lubac contro il tomismo deviato, che è quello, secondo la suora, dei tradì [tradizionalisti] di ogni tipo. Il risultato non è commisurato all'ambizione intellettuale, se si può giudicare dalla recensione che ne fa Iacopo Costa, pubblicata poco tempo fa nel bollettino di storia delle dottrine medievali della dottissima Revue des Sciences philosophiques et religieuses (anno 2021, volume 105, pp. 142-150), che consiglio a tutti gli interessati a questa storia.

Paix Liturgique - Perché consiglia questa lettura? 

Paul Grondin - Perché la recensione sgonfia seriamente le competenze teologiche della suora che ha ispirato il cardinale, il suo simposio e perché no... il prossimo pontificato.

Paix Liturgique - Ma, in questo dossier di Pontcallec, Marc Ouellet aveva l'appoggio esplicito del Papa? 

Paul Grondin - Molto di più. È chiaro che il cardinale è l'autore di questa sorprendente "richiesta di perdono" del Papa nei confronti delle suore di Pontcallec, dove critica duramente il lavoro della Commissione Ecclesia Dei che aveva precedentemente risolto la crisi della comunità in un modo che ha profondamente dispiaciuto Madre Marie de l'Assomption. Tutto sommato, è stata lei a far dire al Papa che ci sono state "mancanze da parte di alcune autorità della Curia pontificia", cioè la Commissione di Mons. Pozzo, sostenendo "che l'accompagnamento di cui l'Istituto è stato oggetto fin dall'inizio del suo pontificato non è stato sempre adeguato" e che lui, il Papa, sarebbe "ansioso di assumerne oggi la responsabilità". Bisogna tener presente che una parte di questa vicenda è liturgica. Le suore rinnegate (e per alcuni licenziate) dalle manovre del cardinale sono le più fedeli alla liturgia tradizionale. 

Paix Liturgique - Che cosa intende con questo? 

Paul Grondin - Voglio ricordare che il cardinale Ouellet ha avuto una parte importante nella preparazione di Traditionis custodes, con il cardinale segretario di Stato, i cardinali Versaldi e Stella. E su un punto in particolare, Lei sa, come tutti noi, che il Papa ha giustificato Traditionis custodes sulla base dei risultati dell'indagine sull'applicazione del Summorum Pontificum che aveva commissionato ai vescovi di tutto il mondo dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma Lei è anche indubbiamente consapevole che i risultati di questo sondaggio sono stati distorti, manipolati e traditi, e che un dossier che la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva infine trovato ampiamente favorevole al Summorum Pontificum è stato utilizzato per far credere, al contrario, che la sua applicazione era considerata dai vescovi del mondo un fallimento, esattamente come voleva far credere il documento pubblicato dalla Conferenza Episcopale Francese, al quale lei ha dato pubblicità (Lettera 780 di Paix Liturgique).  

Paix Liturgique - E pensa che Marc Ouellet sia dietro questa manipolazione? 

Paul Grondin - In origine non lo so, soprattutto perché il Papa ha avuto accesso ai risultati dell'indagine gestita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, ma non c'è dubbio che egli è un critico virulento della sintesi fatta dalla CDF, e quindi un complice al più alto livello di tutti gli odiosi oppositori della liturgia tradizionale che fanno parte dell'entourage del Papa, in particolare nella Segreteria di Stato. Penso che i cardinali in attesa e molto perplessi dovrebbero chiedere trasparenza ed esigere la pubblicazione dei risultati dell'indagine... 

Paix Liturgique - Ma questa trasparenza sarebbe dannosa per il progetto "pontificio" di Marc Ouellet? 

Paul Grondin - È molto seria, perché non è il solo in gara. Il vero pericolo è che i risentimenti del cardinale Ouellet lo spingano a mettere tutto il suo peso per impedire, durante il prossimo conclave, una soluzione di appeasement ecclesiale, e soprattutto di appeasement liturgico.


Fonte: Paix Liturgique

1 commento:

  1. Potete stare tranquilli: questo cardinale tra due anni non potrà più andare al Conclave, e siccome per vostra sfortuna papa Bergoglio è bello arzillo, il Conclave si terrà fra molto tempo, quando Ouellet sarà fuori gioco. È da almeno tre anni che gufate perché ci sia un nuovo Conclave, ma papa Francesco è sempre lì e ha ancora un bel po' di sorci verdi da farvi vedere. Ahahah

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