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mercoledì 13 aprile 2022

Sacerdozio femminile nella Chiesa cattolica, «E' solo questione di tempo» dice il vescovo di Magonza

Mala tempora currunt: "Nella Chiesa non bisogna mai dire mai. Se ci sono buone ragioni - ed esistono - per ordinare le donne, allora non si può spazzare via questo argomento dal tavolo". E sull'omosessualità: "»Se concentro la sessualità solo sull'atto della procreazione, questa è una visione molto ristretta. Ma se si dà più valore ad altre dimensioni della sessualità, allora si potrebbero riconoscere disposizioni e modi di vita non eterosessuali». Di conseguenza il Catechismo andrebbe aggiornato".
Luigi

di Franca Giansoldati, Il Messaggero, 7 Aprile 

Città del Vaticano - Mentre a Roma il tema dell'ordinazione sacerdotale femminile resta un tema tabù, foriero di irrigidimenti e barricate, in Germania un altro vescovo ha varcato il Rubicone e ammesso di essere d'accordo alle donne prete. Il vescovo di Magonza, monsignor Peter Kohlgraf, 55 anni, si è espresso con favore nel corso di un'intervista con l'agenzia di stampa cattolica tedesca KNA. A suo parere si tratta di attendere e pazientare e prima o poi ci si arriverà.
Ha aggiunto che probabilmente non sarà una svolta immediata, tanto che immagina certamente tempi lunghi e forse lui non sarà più vescovo di Magonza, tuttavia si dice certo della bontà di questa riforma. «A volte i processi nella chiesa vanno più velocemente di quanto alcune persone possano immaginare. Nella Chiesa non bisogna mai dire mai. Se ci sono buone ragioni - ed esistono - per ordinare le donne, allora non si può spazzare via questo argomento dal tavolo».

Al momento in Germania - nonostante le richieste di cambiamenti provenienti dalla base, dalle associazioni femminili, e da quelle giovanili, - nessun vescovo si è ancora azzardato ad andare contro le regole in vigore ed ordinare una donna prete, anche perchè verrebbero scomunicati. «Questo è chiaramente stabilito dal diritto canonico. Se ordinassi una donna come sacerdote, allora con questa ordinazione perderei il mio ufficio e l'ordinazione non sarebbe riconosciuta come valida. Sarebbe scismatico per la Chiesa perché un tale passo violerebbe il diritto canonico. Anche la donna che avrei ordinato non avrebbe ottenuto nulla perché sarebbe stata scomunicata e non le sarebbe stato permesso di esercitare il suo ufficio. A chi gioverebbe questo?» ha spiegato, facendo però intendere che se non vi fossero impedimenti di sorta non esiterebbe ad ordinare le donne.

Per quanto riguarda, invece, la questione dell'omosessualità - altro grande tema sul quale i vescovi tedeschi chiedono un cambiamento e una modifica al testo in vigore del Catechismo - il vescovo di Magonza fa capire che l'orizzonte di fatto va allargato. «Se concentro la sessualità solo sull'atto della procreazione, questa è una visione molto ristretta. Ma se si dà più valore ad altre dimensioni della sessualità, allora si potrebbero riconoscere disposizioni e modi di vita non eterosessuali». Di conseguenza il Catechismo andrebbe aggiornato.

3 commenti:

  1. I preti progressisti scompariranno, perché il progressismo non prevede la figura del prete. È solo questione di tempo.

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  2. Giovanni Paolo II: la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli. Pertanto il suddetto vescovo e chi afferma il contrario si pone al di fuori della Chiesa e come tale passibile di scomunica.

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  3. Articolo pieno di dietrologie (facendo intendere che…) e borderline al pettegolezzo. Citate un articolo che, a sua volta, cita un paio di frasi senz’altro estrapolate da un discorso più ampio di cui non si conosce il contenuto.

    Sulla questione dell’omosessualità, invece, voi cosa proponete? Fare le processioni urlando che i gay vanno all’inferno?
    Non si riesce proprio nemmeno ad intavolare delle discussioni nella chiesa per capire come affrontare la questione, come parlare a queste persone, come cercare di coinvolgerle? Guardate che gli omosessuali non sono solo quelli che sfilano nei pride, ce ne sono tanti anche nelle comunità cattoliche che, però vivono nella paura di essere rifiutati od emarginati. Mancano solo i “tradizionalisti” che entrano a gamba tesa sull’argomento trattandolo, di fatto, da argomento tabù.
    Grazie a Dio, la Chiesa non ragiona e non ha mai ragionato così, da quando capì che i pagani battezzati non dovevano sottostare agli usi ebraici.
    Mi sa che voi avreste tifato per farli circoncidere, invece.
    La Chiesa deve parlare di tutto e parlare al cuore di tutti.
    E i peccatori si amano, si accolgono e si ascoltano, perché, vi suonerà strano, ma il giudizio finale appartiene a Dio solo.

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