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martedì 19 aprile 2022

La grandezza della Messa nelle parole di un sacerdote novello

Una bella testimonianza dalla newsletter pasquale dei monaci benedettini di Norcia.
Stefano

LA SANTA MESSA: RIFLESSIONE DI UN SACERDOTE NOVELLO
Di Dom Bernardo Baca, O.S.B.

Recentemente, come sacerdote novello, ho iniziato a conoscere in modo nuovo la bellezza e la ricchezza della fede che amiamo. Ed è stato nel più grande fra tutti i misteri, il mistero del sacrificio eucaristico della Messa, che ho vissuto questa esperienza in modo più forte. Ogni volta che pronuncio le parole “Hoc est enim corpus meum” (“Questo è il mio corpo”), mi torna alla mente l’Ultima Cena. Fu lì nel Cenacolo che Cristo istituì la Messa, il sacramento del Suo Corpo e del Suo Sangue. Fu lì che Lui chiese ai Suoi apostoli: “Comprendete quello che vi ho fatto?”. La vita di un sacerdote è al servizio di Dio per la salvezza delle anime, ed è attraverso questo ministero che noi diventiamo testimoni dell’opera della Sua grazia. Il mistero della nostra redenzione nella sua pienezza è troppo grande perché noi possiamo comprenderlo interamente attraverso le parole, ma la nostra fede ci dà ciò di cui abbiamo bisogno per essere ispirati e docili alle modalità trascendenti di Dio. 

Per me, una di queste fonti quotidiane di ispirazione sono le intenzioni per le quali offro ogni Messa. Trovo che la fede della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, sia un richiamo costante al fatto che Dio opera attraverso vie misteriose. Quando vedo il frutto del sacrificio che ho offerto sull’altare, mi accorgo che è Lui che mi insegna, da sacerdote, a rispondere alla Sua domanda: “Comprendete quello che io vi ho fatto?”. Come sacerdote, prego che ogni Messa possa aiutarmi ad offrire la Messa successiva con ancor più devozione e rendimento di grazie a Dio, come a Lui si addice.

Sappiate che il monastero accetta con gioia queste intenzioni come un modo per restare fedeli alla santa esortazione di san Benedetto: “nulla anteporre all’amore di Cristo”.


Fonte: OSB Norcia