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venerdì 11 febbraio 2022

Per favore, Signore, donaci un papa giovane e al passo con i tempi…


Quanto lo vorremmo.
Vorremmo anche noi sapere dove è il rigorismo nella Chiesa di oggi, dove i preti si sono dimenticati anche i 10 Comandamenti.
QUIQUI,  QUI,  QUI,  QUIQUI QUI i nostri precedenti post sull'intervista di Fazio al S. Padre.
Luigi


di Corrado Gnerre

In questi tempi in cui tutto sta cambiando, in cui non si capisce più nulla, in cui ci troviamo, spesso troppo spesso, a giudicare positivamente ciò che in altri tempi avremmo giudicato negativamente e viceversa, chi ce lo doveva dire che saremmo arrivati anche a questo: ad auspicare un papa giovane, forse anche giovanilista (il che è quanto dire) e al passo con i tempi.
Ovviamente la nostra è solo una provocazione. Dio sa bene ciò che deve fare e ciò che deve permettere.
Ma vorremmo che si capisse questa nostra istintiva esternazione.
Papa Francesco insiste ormai da tempo su alcuni punti: il clericalismo, il rigorismo e quella che lui definisce mondanità spirituale.

Questi sarebbero -per lui- i problemi che oggi attanaglierebbero più pericolosamente la Chiesa.

Non vogliamo fare riferimento ai contenuti in sé, che, lo diciamo con molto rispetto, ci sembrano poco centrati. Per esempio, il clericalismo (vedi qua) non è tanto dovuto alla cosiddetta mondanità spirituale quanto alla pretesa da parte del clero di interessarsi, anteponendoli alla propria missione, di problemi che sono fuori la propria grazia di stato. Questione questa che riguarda proprio la tipologia di sacerdote a cui papa Francesco è molto legato, quello cosiddetto di “strada”.

Ma -come dicevamo- lasciando perdere questo, come si fa da un punto di vista meramente sociologico (ripetiamo: meramente sociologico) a dire che questi sarebbero i problemi urgenti della Chiesa.

La mondanità spirituale…. ma dove sta? Chi oggi nella Chiesa insiste più sul valore della preghiera e sulla vita di grazia?

Il rigorismo? Ma dove sta? I Dieci Comandamenti, chi ne parla più?

Il rispetto della legge di Dio, chi ne parla più?

Dove sono tutte queste cose? .
Dove sono tutti questi preti che continuano a dardeggiare dai pulpiti, che continuano a condannare il peccato, che continuano ad obbligare alla conversione di vita, che continuano a infuocarsi condannando errori ed eresie?
Fatecelo capire, indicateceli, vogliamo nomi e cognomi… perché, con tutti gli sforzi che facciamo, non ce ne stiamo accorgendo.

Ecco il senso della nostra provocazione.

Ci sembra che papa Francesco, a cui assicuriamo le nostre indegne preghiere, non abbia ben presente le dinamiche della Chiesa di oggi.
Forse pensa alla Chiesa di quando lui era bambino o adolescente. E, al di là della giustezza o meno della critica nei confronti di quel tipo di Chiesa (condanna su cui noi del C3S non saremmo d’accordo), pensa che essa esista ancora e che domini sugli altari, dai pulpiti e negli oratori.
Dunque, è per questo che ribadiamo l’opportunità di un papa giovane, al passo con i tempi, cioè che sappia leggere i veri problemi della nostra storia, di quella storia che è qui, presente e che angustia.
Un papa che sappia capire quanto desiderio di assoluto e di certezze abbiano bisogno davvero i nostri ragazzi.
Di quanto bisogno di guide sicure abbia bisogno il disorientato uomo che incontriamo lungo i nostri passi.
Di quante parole di “vita eterna” abbia bisogno chi si trova suo malgrado immerso nell’opprimente asfissia del nichilismo e del relativismo.

Di quante granitiche motivazioni abbiano bisogno i nostri sacerdoti, ormai ridotti ad assistenti sociali o annoiati impiegati delle cose sacre; sacerdoti che hanno ormai perso il desiderio di essere sale terra, scegliendo di non distinguersi più dalla profanità del mondo e arrivando ad acconciarsi ad esso senza che ormai nessuno si accorga più della loro presenza… presenza spirituale e presenza fisica, visto l’anonimato di come decidono di vestirsi.

Ecco perché diciamo: Signore, quando tu vorrai, donaci per favore un papa giovane.

Un papa che sappia capire le vere urgenze del tempo… e che non scambi il presente con il passato.