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Elenco Messe tradizionali in Italia: URGE UN AGGIORNAMENTO

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venerdì 10 dicembre 2021

Traditionis Extinctio (o Creativitas et Imaginatio per il NOM). Uno scherzo #traditioniscustodes

Per ridere un pò, uno scherzo che riguarda il NOM.
Per non piangere troppo...
Luigi

(ECHO della CAVERNA) In una mossa che rientra nella solita categoria delle "sorprese dello Spirito", il Vaticano ha annunciato senza preavviso un importante cambiamento alla liturgia della Chiesa, con effetto immediato.
Ad annunciare il cambiamento è stato il cardinale Grassone, Preposito Sublime del neo creato Ufficio per la Standardizzazione Liturgica del Vaticano, a volte conosciuto con il suo nome in lingua cinese: "fate sbocciare mille fiori". L'Ufficio è stato autore di diversi documenti importanti, come Traditionis Extinctio, per salvaguardare la liturgia tradizionale, o Creativitas et Imaginatio, sulla corretta osservanza delle norme liturgiche.
"Era urgente e necessario prendere questa misura, soprattutto ora che sta arrivando l'Avvento", ha spiegato il cardinale in una conferenza stampa. "So che ci sono molte persone, neopelagiane e autoreferenziali, a cui non piacciono i cambiamenti, ma non potevamo ritardare oltre".
A quanto pare, il nuovo cambiamento comporta la rimozione di una parte della liturgia della messa, che, secondo le autorità competenti, era "inappropriata, obsoleta e, francamente, pericolosa". È un cambiamento molto visibile per i fedeli, perché consiste nella rimozione della frase "vieni Signore Gesù", che di solito si recita dopo la consacrazione.

"Suppongo che sarete d'accordo con me che questa frase doveva essere rimossa", disse il cardinale, con un sorriso consapevole. "Sappiamo già che Dio non fa attenzione a ciò che si dice a Messa, più di quanto non lo facciamo noi. Ha altre cose più importanti di cui preoccuparsi, come l'ecologia, ma se un giorno andasse e lo prendesse sul serio? Se sentisse quel 'vieni, Signore Gesù' e venisse e pensasse di venire? Sarebbe terribile, una catastrofe!".

Secondo il cardinale, tutti i vescovi consultati avevano concordato all'unanimità che, qualunque fosse il costo, la piccola fase doveva essere eliminata, per evitare che il Signore tornasse "a chiedere conto di come avevano usato i talenti ricevuti". "Le conseguenze potrebbero essere disastrose", ha spiegato. "Non perché noi vescovi e cardinali lo facciamo male, naturalmente, ma perché non ci converrebbe in questo momento, con la confusione del sinodo sulla sinodalizzazione della sinodalità e tutto il resto". Tuttavia, i vescovi si sono impegnati a istituire una commissione che determinerà senza fretta quando sarà il momento giusto per il ritorno del Signore.

Con il cambiamento liturgico, invece di dire "vieni, Signore Gesù", i fedeli potranno ora scegliere tra una serie di possibilità, più consone ai tempi e meno pericolose, come "fate confusione, signori", "viva i ponti e giù i muri" o "chi sono io per giudicare". Il suggerimento di padre Turiferario di aggiungere anche "il tempo è superiore allo spazio" è stato liquidato come troppo filosofico e per non discriminare lo spazio.

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La Redazione