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lunedì 13 dicembre 2021

Nuovo e-book gratuito: impressionante diario di un Vescovo al Concilio

Riceviamo e pubblichiamo.
"Siamo in pieno modernismo. Non il modernismo ingenuo, aperto, aggressivo e battagliero dei tempi di Pio X, no. Il Modernismo d'oggi è più sottile, più camuffato, più penetrante e più ipocrita. Non vuol sollevare un'altra tempesta, vuole che tutta la Chiesa si trovi modernista senza che se ne accorga".
Luigi

Il nuovo e-book e' scaricabile gratuitamente dal sito dei libri: http://www.totustuus.cloud/

Diario dal Concilio
di Mons. Luigi C. Borromeo, Vescovo di Pesaro

Diffondiamo da oggi il “Diario” di un Vescovo italiano presente al Concilio Vaticano II.
Si tratta di Mons. Luigi Carlo Borromeo (1893-1975), un colto e piissimo Vescovo italiano di provincia che, tuttavia, passerà alla storia per la sua splendida lettera pastorale Domine, salva nos! perimus! sulla rappresentanza politica dei cattolici in Italia.

Il diario copre la prima sessione dei lavori conciliari, dall’11 ottobre al 6 dicembre 1962, mentre non si ha notizia di eventuali memorie redatte nei periodi successivi.
La lettura del testo è sconsigliata a chi ha fede negli uomini di chiesa più che nella Chiesa (Mystici corporis).

Va subito precisato che Mons. Borromeo - pur figurando tra i 104 vescovi italiani firmatari, nel 1965, della petizione proposta dal Coetus Internationalis Patrum (che chiedeva l'inserimento della condanna del comunismo all’interno dello schema sulla Chiesa nel mondo contemporaneo) - è ben lontano dall’avere la consapevolezza o la capacità organizzativa di un Mons. Geraldo De Proença Sigaud (Vescovo di Jacarezinho, Brasile) o di un Mons. Luigi Maria Carli (Vescovo di Segni).
Tuttavia, Mons. Borromeo coglie immediatamente (e molto prima di tanti suoi confratelli) che il dibattito tra i Vescovi riguarda il cuore stesso della fede cattolica e non solo questioni disciplinari o formali:
«più si va avanti e più ci si deve accorgere che il dissidio tra le due correnti […] non è intorno al modo col quale si debba esprimere ed insegnare la verità, ma intorno alla verità stessa. Siamo in pieno modernismo. Non il modernismo ingenuo, aperto, aggressivo e battagliero dei tempi di Pio X, no. Il Modernismo d'oggi è più sottile, più camuffato, più penetrante e più ipocrita. Non vuol sollevare un'altra tempesta, vuole che tutta la Chiesa si trovi modernista senza che se ne accorga».

Sotto questo aspetto, è importante rilevare che tutti gli errori del “post-concilio” erano già stati spudoratamente proposti in aula, così come denunciato dal Vescovo di Segni nel suo profetico https://www.totustuus.cloud/prodotto/mons-l-m-carli-nova-et-vetera-tradizione-e-progresso-nella-chiesa-dopo-il-concilio-vaticano-ii/
al Concilio è presente un “partito”, composto da centinaia di Vescovi proni al mondo (e di conseguenza eterodossi), organizzatosi molto prima dell’inizio del Concilio:
«un’altra fase della grande battaglia. Nella quale fa meraviglia l'acredine di quasi tutti i cardinali stranieri […] e la fiacchezza degli italiani che quasi non reagiscono od almeno non hanno ancora incominciato a reagire».

“Provideant consules” dice – oggi come allora – il Vescovo medio italiano che, infatti, di volta in volta, segnala i problemi ai cardinali Ottaviani, Siri, ecc. Ma è un atteggiamento a volte inadeguato, specie di fronte all’eterodossia e se comporta la rinuncia ad organizzare contromisure almeno locali.

Ed ecco, infatti, lo scopo della diffusione di questo “Diario”: perché i Vescovi e sacerdoti ancora fedeli all’ultimo Catechismo universale (1992), facciano tesoro delle ingenuità e omissioni commesse da chi li ha preceduti.