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domenica 26 dicembre 2021

Benedetto XVI scrive al card. Cordes

Una nuova lettera del nostro amato Benedetto.
Luigi

«Cordes uomo dalla definitiva decisione»
22-12-2021, La Nuova Bussola Quotidiana, Nico Spuntoni

"Un uomo dalla definitiva decisione". È così che Benedetto XVI, citando il grande esegeta Heinrich Schlier, ha definito il suo amico di lunga data Paul Josef Cordes in occasione del 60° anniversario dell'Ordinazione sacerdotale. Lo ha fatto in una lettera inviata dal Monastero Mater Ecclesiæ per la prefazione di "Chi non dà Dio dà troppo poco" (Wer nicht Gott gibt, gibt zu wenig, Be+Be-Verlag, 2021), una raccolta di articoli e riflessioni del cardinale originario di Kirchhundem uscita da poco in lingua tedesca.

La Nuova Bussola Quotidiana pubblica in esclusiva il testo italiano della lettera con cui il Papa Emerito ha voluto rendere omaggio al presidente emerito di Cor Unum. Per Ratzinger, "il cardinale Cordes è noto a tutti coloro che partecipano alla vita della Chiesa, soprattutto per i suoi commenti chiari in momenti confusi, con i quali corregge ciò che è confuso o sbagliato".

Lo ritiene un "uomo dalla definitiva decisione" che "non cerca la popolarità" dal momento che "il suo metro non è l'applauso dei molti, ma la fede della Chiesa" e a motivo di ciò non rinuncia alla "chiarezza nella lotta alle opinioni maggioritarie". Sono parole non banali ed assumono un particolare significato se si tiene conto che Benedetto XVI le utilizzò anche per spiegare in che modo egli stesso aveva concepito la sua missione come Pontefice: in "Ultime Conversazioni", disse a Peter Seewald che "se un papa ricevesse solo gli applausi dovrebbe chiedersi se non stia facendo qualcosa di sbagliato".

"Se si leggono insieme le riflessioni raccolte dal cardinale - scrive Ratzinger nella lettera datata 15 ottobre 2021 - si vede il modello di fondo del suo pensiero, che è molto positivo proprio nelle sue negazioni: riconoscere Cristo, non nella forma della sottomissione alle opinioni e ai poteri dominanti, ma nella fede dei piccoli". E il punto cruciale della visione di Cordes sta nell'importanza della croce perché, sottolinea Benedetto XVI, "laddove manca, è assente anche Cristo".

Un concetto rafforzato dal Papa Emerito con la rievocazione di un episodio della "Vita di Martino" di Tours raccontato da Sulpicio Severo nel quale il Santo smaschera il diavolo che si era presentato a lui nelle sembianze di Cristo, chiedendogli di mostrare le stimmate della croce. Il titolo del libro, quel "Chi non dà Dio dà troppo poco" che l'allora cardinale Ratzinger pronunciò nell'omelia delle esequie di monsignor Luigi Giussani, c'è la testimonianza più importante delle nozze di diamante con la Chiesa festeggiate ieri, 21 dicembre 2021, dal cardinale.

Nella raccolta di testi realizzata per questo 60esimo anniversario, trovano spazio alcuni dei temi che stanno più a cuore a Cordes: il monito sulla salvezza in Cristo come fondamento della giustizia umana, l'indissolubile legame tra ricezione dell'Eucaristia e appartenenza al corpo mistico della Chiesa, la difesa del sacerdozio di fronte agli attacchi ricorrenti. Nel libro si trovano, inoltre, numerosi articoli di 'attualità' dove poter leggere le ragioni della contrarietà di Cordes alle benedizioni delle coppie omosessuali o la sua opinione sugli aspetti più discussi della "Querida Amazonia". C'è poi la storia della genesi di "Deus Caritas Est", la prima enciclica del pontificato benedettino di cui l'allora presidente di Cor Unum fu in qualche modo l'ispiratore.

C'è il ricordo di San Giovanni Paolo II ed uno scritto sui movimenti ecclesiali di cui Cordes fu, probabilmente, il 'miglior amico' in Curia. Al cardinale vanno i nostri auguri per queste nozze di diamante. La Nuova Bussola Quotidiana si unisce alle parole finali di Benedetto XVI: "Cara Eminenza, grazie infinite per questo libro di incoraggiamento nella fede e tanti auguri per i prossimi dieci anni del tuo ministero sacerdotale".