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venerdì 12 novembre 2021

Sacra Scrittura e traduzione CEI: "Perché Trasformare la Misericordia in “Amore”?"

Continuiamo con le analisi sulla traduzione CEI della S. Bibbia, pubblicate da Stilum Curiae.
Luigi

Investigatore Biblico: Perché Trasformare la Misericordia in “Amore”?

14 Settembre 2021

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il nostro amico Investigatore Biblico ci segnala questo articolo, molto interessante, su un ennesimo “errore” di traduzione da lui scovato…Buona lettura.

Prima di segnalare l’errore di questa riflessione, trovo di vitale importanza evidenziare un errore di metodo nelle traduzioni attuali, che la dice lunga sulla poca preparazione, sulla superficialità e, soprattutto, sulla mancanza di rispetto verso la Tradizione e verso chi nei Secoli (Santi compresi), ha versato il Sangue con i fatti e con le parole, per difendere la Parola di Dio. Talvolta traducendola.

Per chi ha avuto la possibilità di studiare il greco antico, o il latino, o ancora l’ebraico, sa che i termini e le espressioni possono differire sostanzialmente a seconda dell’epoca e del contesto in cui sono state scritte.
Il latino, ad esempio, di Cicerone, non è lo stesso Latino utilizzato per redigere documenti in epoca medievale all’interno della Chiesa Cattolica.
E ancora, il greco biblico non equivale al greco classico di un Aristotele nella sua Metafisica.
Di nuovo, l’ebraico biblico non è certo eguale all’ebraico moderno.
Confondere, all’interno di un lavoro di traduzione biblica, una variante linguistica con un’altra è cosa assai grave.

Per questo, parlare di “greco”, necessita di una distinzione (greco classico – greco biblico, ecc.). Parimenti per l’ebraico.
In aggiunta al lato linguistico, occorre aver approfondito il lato culturale.

La cultura biblica necessita di studio, onde evitare di proporre ‘traduzioni-minestrone’, nelle quali termini nuovi possono confondere il senso al lettore, senza calare più il significato nel corretto contesto, cercando in modo grossolano di “adeguarlo” a una musicalità più contemporanea.

Di certo i lettori penseranno che l’Investigatore Biblico si sia svegliato con la luna storta in questa riflessione. Ma, come dicevo, la pazienza di giungere al termine di questo articoletto farà comprendere meglio, grazie a un incipit un poco enfatico.

Tornando alla questione, un termine del Vangelo, per fare un altro esempio, presenta sovente un significato diverso o più ampio rispetto allo stesso termine utilizzato all’interno di un testo aristotelico.
L’uno è un testo filosofico, l’altro è Parola di Dio, pertanto più complesso da rendere e da comprendere.

Procediamo con il testo di un Salmo.
Il numero 136. Lo ascoltiamo anche alla Santa Messa.
Contiene un versetto che si ripete.

CEI 1974: “Perchè eterna è la Sua Misericordia” (Sal 136,1bss);
CEI 2008: “Perchè il Suo Amore è per sempre” (Sal 136,1bss).

Il testo originale ebraico (traslitterato) è il seguente:

“KI LEOLAM HASDÒ”.

La traduzione letterale secondo il vocabolario di ebraico biblico Raymond:

KI: poiché
LEOLAM: eterna
HASDO’: da HESED misericordia, quindi Sua Misericordia.

La CEI 2008 traduce HASDO’ con “amore”.

Tuttavia, il termine “amore” in ebraico è “ahavah”, e non “hasdò”.
Un vero e proprio strafalcione.
Sarebbe stato sufficiente consultare un qualsiasi vocabolario di ebraico biblico.

Non è difficile, comunque, trovare il movente di questo specifico errore.
In ebraico moderno il termine “amore” si può anche pronunciare “hasad” (ma non “hesed”!). Ecco servito un errore dato da superficialità e poca serietà verso il testo biblico.

Quale, dunque, il risultato di questo scambio di termini?

Affermare “eterna è la Sua Misericordia” ha una connotazione ben differente dal dire “il Suo Amore è per sempre”.
Sappiamo bene che l’Amore di Dio dura per sempre, ed è una cosa meravigliosa.
Ma è una frase che possiamo anche trovare in una fiction.

Viene annebbiato il concetto di eternità, un connotato della realtà spirituale, dell’aldilà, propria di Dio.
In questo specifico caso il Salmo ci vuole dire che “la Misericordia di Dio è eterna”, ovvero tutte le volte che cadiamo in un peccato, se ci pentiamo sinceramente dal profondo del cuore, il Signore ci perdona per l’eternità!

Non è una differenza sottile.
E nelle traduzioni i termini errati possono stravolgere il vero messaggio.

Investigatore Biblico