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martedì 16 novembre 2021

«Prete»-à-porter autunno-inverno 2021 in Belgio…

Chiese ormai svuotate di fedeli e riutilizzate per i fini più mondani e bizzarri: questa volta è toccato alla Cathédrale de Notre-Dame nella città belga di Tournai, un capolavoro romanico, gotico e protogotico ed uno dei più importanti monumenti architettonici del Belgio, dal 2000 inserita nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Messi da parte i riti, le processioni e le liturgie sacre, la scorsa settimana, per ben quattro giorni (da mercoledì 10 a sabato13 novembre), sul calar della sera la navata romanica della Cattedrale si è trasformata in una passerella di alta moda, con cornice di luci e musica dell’organo, in cui i protagonisti non erano stilisti ed ancheggianti top model, ma i ricchi paramenti sacri ed i sacerdoti della Cattedrale stessa, che – come si può constatare dalle fotografie e dal video seguenti – ben lungi dal possedere il fisico e le competenze del ruolo (e neppure più nel fiore delletà), hanno dato di sé un indecoroso e pietoso spettacolo, umiliando, ridicolizzando  e dissacrando la loro persona, il loro ruolo ed il loro ministero.
Il tutto con l’espressa autorizzazione di mons. Guy Harpigny, vescovo di Tournai… oviamente con ingresso a pagamento: lo showbiz ha le sue inderogabili regole.
Quousque tandem?

Vi proponiamo, in nostra traduzione, gli avvisi riportati sul sito di Les Amis de la Cathédrale de Tournai e sul sito istituzionale della Diocesi, nonché la notizia pubblicata dall’agenzia di stampa Reuters (servizio di Ardee Napolitano, a cura di Emelia Sithole-Matarise; con successivo video)

Ricordiamo che  stando a quanto riportato dalle nostre fonti  gli improvvisati ed imbarazza(n)ti modelli sono i sacerdoti di Tournai...

L.V.


Mentre le nostre due mostre «Dressing for Worship» al Tamat e «The Reunion» al Museum of Fine Arts sono ormai aperte, siamo lieti di invitarvi al terzo e ultimo evento del nostro programma dedicato:

Haute couture per il culto.
Una sfilata di moda inaspettata della collezione 1450-1950 dal guardaroba della cattedrale di Tournai

Si tratta di un evento eccezionale messo in scena dalla Compagnie Passeurs de Rêves (Y. Coumans) che vedrà alcuni dei preziosi paramenti liturgici storici del guardaroba della cattedrale raramente mostrati al pubblico.
Questa sfilata si terrà il 10, 11, 12 e 13 novembre alle 19 nella navata romanica della cattedrale, nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.
La prenotazione dei posti è obbligatoria e può essere fatta in due fasi:
- via e-mail a jeanluc.hachez@scarlet.be indicando i vostri dati di contatto e il numero di posti,
o via SMS allo 0475/40.82.06,
- poi pagando la vostra partecipazione (10,00 € / pers) sul conto BE56 2750 0274 9488, questo pagamento sarà considerato come una conferma.
Speriamo di avere il piacere di accogliervi debitamente equipaggiati con il vostro Covid Safety Pass e di condividere con voi la scoperta di questo ammirevole patrimonio tessile. Vi assicuriamo, Signora, Signore, cari membri, il nostro più devoto ricordo.

Rudy Opsomer, Presidente, e i membri del Consiglio di Amministrazione



Per la prima volta in molti anni, i paramenti liturgici conservati nel Tesoro della Cattedrale sono stati tirati fuori dalle loro volte per essere presentati in una sfilata di moda diversa da qualsiasi altra.


223 manichini, 12 sarti, 2 narratori, per non parlare di tutte le manine dietro le quinte… Nella cattedrale di Tournai, molte persone si sono date da fare in novembre per rendere questa sfilata di «Haute Couture» un evento eccezionale.


Proposta dagli Amici della Cattedrale di Tournai e messa in scena dalla Compagnie des Passeurs de Rêves, questa sfilata ha permesso agli spettatori di scoprire pezzi raramente esposti e di conoscere meglio l’evoluzione degli abiti indossati dai membri del clero attraverso i secoli. Mentre i pezzi più antichi, troppo fragili per essere indossati, sono stati presentati solo sugli schermi allestiti ai lati della navata, altri sono stati presentati al pubblico da manichini volontari.


Non tutti i pezzi mostrati in questa sfilata sono stati fatti per la cattedrale, il vescovo o i canonici. Alcune provenivano da abbazie ormai scomparse o erano state prestate per la durata dell’evento. Per esempio, Arte-Grossé a Bruges ha prestato due pezzi moderni realizzati nel XXI secolo.


Il pubblico è stato messo al corrente fin dall’inizio dell’evento, dalla presentazione dei diversi pezzi che compongono l’abito del sacerdote: amice, alba, cordone dell’alba, manipolo, stola, casula. Sono stati discussi anche i diversi colori che rappresentano i diversi tempi liturgici. Gli ornamenti erano evidenziati dal gioco di luci e dall’accompagnamento musicale suonato dall’organo. I dettagli dei paramenti presentati sono stati proiettati sugli schermi, permettendo al pubblico di apprezzarli meglio.





Tournai, Belgio, 12 novembre (Reuters) – Vestiti con elaborati abiti sacerdotali, modelli volontari hanno sfilato sulla passerella al suono dell’organo nella cattedrale della città belga di Tournai.
L’insolito spettacolo di mercoledì, organizzato dalla cattedrale, fa parte di uno sforzo per promuovere la sua collezione di tessuti religiosi che dice essere la più ricca del Belgio. La mostra presentava circa trenta capi d’abbigliamento tra cui mantelli liturgici conosciuti come casule ricamate con filo d’oro e d’argento.


Questa è stata la prima volta in cinquant’anni che gli indumenti sono stati mostrati al pubblico, ha detto lo storico della cattedrale Michel-Amand Jacques.
Rudy Opsomer, il presidente degli Amici della Cattedrale di Tournai, ha detto che gli indumenti erano solitamente conservati nelle stanze della chiesa, lontano dagli occhi del pubblico.


«Era un peccato che non fossero più visibili al pubblico», ha detto Opsomer. «È un’opportunità per vedere le cose al di là del lato religioso di questi abiti».
Durante la mostra, i modelli hanno presentato gli abiti, che hanno mostrato l’evoluzione dell’abbigliamento sacerdotale dal XVII al XXI secolo, ad un pubblico di circa cento persone. Gli ornamenti che risalgono al XV secolo e che sono conservati nella cattedrale erano troppo fragili per essere mostrati.


Opsomer ha detto che poiché gli abiti sono considerati sacri, non possono essere indossati da persone diverse dai funzionari religiosi. La tradizione della chiesa obbliga il personale della cattedrale a bruciare gli abiti una volta che sono consumati.
Quindi, ha detto che sono stati fortunati ad avere il permesso del vescovo di Tournai Guy Harpigny di tenere lo spettacolo.


Il modo in cui i sacerdoti si vestono si è evoluto nel tempo, ha detto Jacques, con gli abiti più dettagliati e stravaganti indossati nel periodo barocco che sono stati sostituiti da quelli più semplici che seguono le linee guida stabilite dal Concilio Vaticano II nel 1965.
Nel XVIII secolo, ha detto Jacques, un set di abiti da prete costava da 15.000 a 18.000 livres francesi, che oggi ammontano a circa 250.000-300.000 euro (286.000-343.000 dollari) – lo stesso prezzo di una chiesa di medie dimensioni a quel tempo.
«I tempi sono cambiati, la chiesa è cambiata», ha detto Jacques. «Dobbiamo metterci nei panni della gente di allora, nel XVII o XVIII secolo, quando questi ornamenti erano un’offerta a Dio».


Harpigny, che ha partecipato alla mostra, ha detto che l’evento non era un modo per la chiesa di vantarsi delle sue ricchezze passate, ma piuttosto di mostrare come l’istituzione accompagna i movimenti culturali e artistici nel corso del tempo.
«Il fatto che stiamo mostrando il patrimonio nazionale della chiesa alla società è una cosa meravigliosa», ha detto.

2 commenti:

  1. Quos vult perdere Deus dementat prius: Dio fa impazzire, prima, coloro che vuol perdere... Al di là del fatto che questa espressione potrebbe essere di origine protestante, e come tale da riprovare assolutamente, essa descrive esattamente ciò che è avvenuto a Tournai.
    Sono i frutti del neomodernismo vaticansecondista, che già di per sè è pura follia nel suo tentativo di rinnegare, senza darlo a vedere, la Dottrina Cattolica. Alla fine, si va ovviamente di follia in follia, fino a quella della 'passerella di moda liturgica'.
    Gesù, Maria SS.ma, San Giuseppe, salvateci dai vaticansecondisti!
    don Andrea Mancinella, eremita della Diocesi di Albano

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  2. Almeno una cosa è certa: buona parte dei paramenti attuali non arriveranno mai ad essere utilizzati in una passerella o in un museo

    RispondiElimina

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