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mercoledì 3 novembre 2021

I santi Re cattolici #38 beata Francesca di Amboise (4 novembre)

Continuiamo la memoria dei santi Re cattolici commemorati nel Martirologio Romano: beata Francesca di Amboise (1427 - 1485).

4 novembre.
Nel convento degli Scozzesi presso Nantes in Francia, beata Francesca di Amboise, che, duchessa di Britannia, fondò a Vannes in Francia un Carmelo femminile, nel quale poi, rimasta vedova, si ritirò come ancella di Cristo. (Martirologio Romano ed. 2004)

L.V.

Francesca nacque il 28 settembre 1427, figlia del Visconte di Thouars. All’età di appena quattro anni fu promessa sposa a Pietro II, secondogenito del Duca di Bretagna, e si trasferì presso la futura suocera Giovanna, sorella del Re di Francia Carlo VII. La donna, profondamente religiosa, che aveva avuto la fortuna di conoscere San Vincenzo Ferrer, trasmise alla bimba uno spirito profondamente cristiano. Francesca, pur vivendo tra lo sfarzo e il lusso, sentì ancor giovane il desiderio di cercare con la preghiera uno stretto legame con Dio. Come previsto, si sposò all’età di quindici anni, il consorte aveva già perso il padre e il fratello maggiore. Nel 1450 si tenne nella cattedrale di Rennes la solenne cerimonia di incoronazione. I due sposi, in mirabile sintonia, furono solleciti verso le sempre gravi necessità del popolo e fu grande anche l’attenzione verso chiese e monasteri. Durante il primo anno di matrimonio, anche per contrastare alcuni problemi, fecero un pellegrinaggio implorando la protezione della Madonna. Francesca ebbe un influsso benefico sul marito e i risvolti positivi si ebbero sulla vita di corte e dello Stato. I sette anni del suo governo saranno ricordati dal popolo come “i tempi della beata duchessa”. Il 22 settembre 1457, a soli trent’anni, Pietro II morì, lasciando una vedova che fu subito oggetto di lotte per il potere. Le proposero un secondo matrimonio, ma, ormai protesa verso Dio, vi si oppose risolutamente. In una sua ardente preghiera confidò: “Mio Dio! Vi supplico di accogliere nell’eterno riposo, l’anima di fuoco del mio signore e marito. Quanto a me, so bene che Voi desiderate tutto il mio cuore e il mio amore intero. Voi ne avete posseduto sempre la parte più grande e migliore, tuttavia, ce n’era una per colui con il quale ero stata congiunta con il legame del matrimonio. L’avete richiamato a Voi, io non ne voglio più altri e prometto, fin da ora, di non risposarmi mai più, non volendo altri che Voi e per Vostro amore”.


Nel 1459 Francesca conobbe il beato Giovanni Soreth, Priore Generale dei Carmelitani, e fu conquistata dal carisma dell’Ordine. Mise così a disposizione le sue ricchezze per la fondazione del primo monastero carmelitano femminile in Francia. Fu costruito a Bondon, presso Vannes, nel 1463, e padre Soreth chiamò a tale scopo alcune monache da Liegi. Il 25 marzo 1468 anche Francesca professò tra le stesse mani del beato ed entrò in clausura. Fu eletta Priora, ma ripeteva: “Pensate che siamo tutte sorelle con lo stesso abito e la stessa professione”. Aveva un carattere forte, ma nel medesimo tempo nutriva per le consorelle un amore materno. Nel 1477 fondò a Nantes un secondo monastero. Nei due cenobi stabilì un regolamento, insistendo sulla stretta clausura. Correggeva con amore e saggezza, come attestano le “Esortazioni” che raccolsero le consorelle. Diceva: “Dovreste fare a gara tra voi a chi sarà la più umile, la più dolce, la più caritatevole, contenta ciascuna di quel che vuole l’altra”. E poi: “Vi raccomando di curare sia l’anima che il corpo, con tale discrezione da poter servire meglio Dio e la religione. Si può servire meglio sani che malati”. “Vi dico che i tempi santi non fanno le persone sante, ma le persone sante, buone e devote, fanno santo il tempo”. “Non vi deve importare che si dica di voi bene o male, ma di essere limpide e pure nell’intimo. Se Dio è per voi, chi sarà contro di voi?”. “La strada diritta per andare in paradiso è la croce, è la prima porta”. “Abbiate una grande carità le une verso le altre”, “Non vi umilierete mai tanto come colui che è nato per voi in grande umiltà e povertà”. A lei si deve l’introduzione della pratica della Comunione frequente, per le monache ammalate anche quotidiana. Fu profetica nei pensieri e nelle decisioni, esortando, da una posizione di privilegio, alla pace tra i principi. Chiese di lasciar l’incarico di priora, ma non fu esaudita. Morì a Nantes il 4 novembre 1485.


Durante la Rivoluzione Francese le monache dovettero abbandonare il monastero, i ricordi della beata furono dispersi ed il suo corpo profanato. Andò smarrito il testo di alcune istruzioni claustrali, fortunatamente in parte già pubblicate. Considerata la fondatrice delle Carmelitane in Francia, il suo culto liturgico venne riconosciuto da Pio IX il 16 luglio 1863; fu beatificata nel 1866. La beata Francesca è raffigurata con il Crocifisso tra le mani e indosso la cappa di ermellino, invece che di lana, in memoria del suo titolo di duchessa.

Autore: Daniele Bolognini

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