Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

domenica 10 ottobre 2021

Echi tridentini nel cinema - Suor Letizia - Il più grande amore, di M. Camerini (1956)

 Quando le suore erano vestite da suore (anche per viaggiare, per scrivere a macchina e per fare la spesa) e l'abito non era solo un pezzo di stoffa ma la parte visibile di un cuore dedicato alla Chiesa e dei voti fatti a Dio.  
Nel film , sono molto evidenti non solo tratti esteriori caratteristici della vita religiosa (a partire dall'abito ecc) ma soprattutto gli elementi della disciplina e della religiosità cui erano improntate le suore di un tempo. 
Era grazie alla seria responsabilità e alla grave consapevolezza del proprio impegno religioso, che le Suore, pur ammaliate dalle lusinghe del secolo, non tradivano il loro Sposo e non sceglivano la via più facile (gettare il velo alle ortiche) in nome di un vanesio egoismo. 
Un gran film che valse il Nastro d'argento per la migliore attrice protagonista alla Anna Magnani per la sua straordinaria interpretazione di Suor Letizia, straziata tra la vocazione religiosa e l'istinto materno.  
Sotto, il film completo. 
Roberto

Trama (Wikipedia): 

Suor Letizia, dopo aver operato in missioni africane, viene inviata a chiudere un convento su un'isola del golfo di Napoli e, appena arrivata a destinazione, si impegna con successo per ottenere delle buone offerte per la vendita dei terreni del convento. Qui conosce un bambino di nome Salvatore a cui si affeziona.

Con grande abilità poi, suor Letizia va oltre il compito affidatole e si impegna per evitare la chiusura del convento, e per riaprire l'asilo infantile che un tempo le suore tenevano; così viene mandata a monte la vendita.

Durante il suo soggiorno si affeziona sempre più al piccolo Salvatore, orfano di padre, la cui madre, Assunta, pensa di sposarsi per una seconda volta. Il fidanzato di lei però non ha nessuna intenzione di prendere Salvatore nella futura famiglia e la donna, messa alle strette, alla fine sceglie di seguire il fidanzato a Napoli e di lasciare Salvatore nel convento, affidandolo a suor Letizia. A partire da questo momento, Suor Letizia inizia a sentirsi sempre meno suora e sempre più donna e madre, desiderosa di proteggere il piccolo cui si affeziona a tal punto da trascurare i propri doveri.

L'attaccamento di Suor Letizia al bambino viene notato delle suore, che le fanno notare con rispetto come la sua preferenza sia ormai evidente a tutti gli altri bambini dell'asilo. Richiamata a Roma, Suor Letizia decide di portare con sé Salvatore con la disapprovazione delle consorelle. La notte prima di partire, però, il bambino dimostra chiaramente a suor Letizia che lei non potrebbe sostituire nel suo cuore la madre come, fino a quel momento, ella si era illusa di poter fare.

Il giorno dopo suor Letizia decide di anteporre il bene del bambino al proprio: si reca così a Napoli anziché a Roma, riportando il piccolo alla madre e intervenendo energicamente di fronte al fidanzato, affinché questi accetti Salvatore nella nuova famiglia.


3 commenti:

  1. 1956.
    Se lo avessero prodotto anche solo 10 anni dopo, la trama sarebbe stata differente.
    La Suora si sarebbe smonacata e sabbere andata a vivere con il piccolo.

    RispondiElimina
  2. Ormai abbiamo esaurito gli argomenti. Se andiamo a cercare questo tipo di echi tridentini......... non siamo nemmeno più alla frutta....... siamo alle comiche!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma mi faccia il piacere!
      Se questi "Echi" non li capite, almeno tacete. Libertà di parola (per adesso) c'è ancora. Non vuol dire "OBBLIGO DI CHIACCHERA" .

      Elimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.