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giovedì 9 settembre 2021

“Adveniat Regnum Suum”, Secondo numero della Rivista dell'ICRSS


Dopo l'uscita, lo scorso giugno, della Rivista numero 1 (QUI), ecco ora la pubblicazione della numero 2.
QUI PER SCARICARE LA RIVISTA NUM. 2.
Viva cristo re!
AZ




Canonico don Joseph Luzuy
Provinciale per l'Italia

7 commenti:

  1. "Adveniat regnum suum"? Cioè "adveniat regnum regni"? O volevano forse dire "Adveniat regnum eius", ovvero "regnum patris nostri qui est in caelis"? Mi pare che tra tradizionalisti e conciliari ci sia un'assai poco nobile gara a chi sa peggio il latino.

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    1. Eh, sì! Proprio così! § L’unico modo in cui si potrebbe intendere la frase latina “Adveniat regnum suum” sarebbe “Venga il regno dei maiali” (“suum”, genitivo plurale di “sus, suis”, “maiale”). Ma è un’invocazione che, francamente, non mi sentirei di far mia. ;-)

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    2. Sull’argomento, si veda questa pubblicazione nel sito d’una nota associazione di latinisti italiani: “Sic transit latinitas Ecclesiae” (“Così passa, finisce, il latino della Chiesa”): https://www.facebook.com/scholalatina.it/posts/219840420144448.

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    3. Il 1° maggio scorso la Congregazione per il culto divino ha pubblicato alcune aggiunte alle litanie di san Giuseppe. Tra le nuove invocazioni c’è “Fulcimen in difficultatibus, ora pro nobis” (“Sostegno nelle difficoltà, prega per noi”).

      Bene.

      Sennonché, la congregazione scrisse “Fùlcimen”, coll’accento sull’ “u”. E questo è, senza dubbio, un errore: si deve dire “Fulcìmen”, accentato sull’ “i” (il sostantivo deriva dal tema del verbo “fulcìre”, della quarta coniugazione; i dizionari danno infatti l’ “i” lungo, epperò accentato; e, se ce ne fosse bisogno --- ma non ce n’è bisogno, perché la cosa è ovvia! ---, ce lo confermerebbe un verso d’Ovidio).

      Un errore, un momento di balordaggine, può capitare a tutti, per carità. Sicché pensai di scrivere alla congregazione, invitandoli cortesemente a corregger lo sbaglio d’accento.

      L’ho fatto non una, ma due volte.

      Naturalmente, non ho ricevuto nessunissimo cenno di risposta.

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    4. Se è per questo, la prima stampa del Missale Romanum editio typica tertia uscì con una frase della "praefatio III de missis pro variis necessitatibus" così formulata: "Ipsum (scil. Iesum), caro factum, misisti ut...". Scrissi alla congregazione per il culto divino, che cortesemente mi rispose che avrebbe corretto l'errore, e infatti la seconda edizione riporta "ipsum, carnem factum". Però ancora due anni fa, nei testi per la nuova festa della Madonna di Loreto si leggono perle come "omnes miulieres in Maria ad talem dignitatem ita elevatae sunt, ut aliam illa maiorem cogitari nequeat", oppure "beatam Mariam virginem elegisti, ut matrem fieret salvatoris". Ancora, nel decreto con cui s'istituisce la memoria di s. Faustina Kowalska fa bella mostra di sé un "resonavit". E potrei continuare a lungo, diffondendomi oltre che sui testi della curia romana, anche su quelli dei monaci di Solesmes e di Praglia. Ormai siamo ai livelli della prima metà del secolo VIII. E non c'è alcun Alcuino all'orizzonte. O meglio, Alcuini ce ne sarebbero eccome, ma mancano i Carli Magni.

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    5. Sono perfettamente d’accordo con Lei (anche se, a dir la verità, del perfetto “resonavi” qualche esempio mi pare si trovi; ma i due accusativi anziché nominativi son ovviamente svarioni grossi, di quelli che i vecchi professori avrebbero segnato colla matita blu). § A Lei la congregazione rispose, e, quel ch’è più, ha corretto anche lo sbaglio: meno male! A me, questa cortesia non l’han voluta fare: speravo (si fa per dire) che il nuovo prefetto, essendo inglese, fosse un gentiluomo; ma evidentemente non è così, e il disprezzo per la cultura va di pari passo, nei sacri palazzi, colla maleducazione. § Anche a me viene spesso in mente l’analogia storica che cita Lei: speriamo che si prepari un nuovo rinascimento carolingio! In fin de’ conti, le vie della Provvidenza sono infinite... Che ci aiuti il Signore!

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  2. Grazie MiL. Ho scaricato i due numeri della rivista.

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