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mercoledì 2 giugno 2021

Tosatti: "Il “Partito McCarrick” Vuole bloccare la discussione sull’aborto dei Vescovi USA"

La battaglia dei modernisti continua.
Gesù ne chiederà conto.
Luigi

26 Maggio 2021, Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il “Partito McCarrick”, cioè quei vescovi e cardinali che a Roma e negli Stati Uniti sono cresciuti senza vedere, sapere e dire quello che l’ex cardinale, grande amico dei Democratici, degli Obama e dei Clinton, e sponsor di un accordo con la Cina comunista faceva per anni, si sono mossi e continuano farlo alla sola idea che i vescovi USA facciano il loro mestiere. E cioè mettere in evidenza la strumentalizzazione della loro “fede” compiuta da persone come Nancy Pelosi e Joe Biden, “devoto cattolico” secondo i suoi press agent, e allo stesso tempo il più fervoroso sostenitore dell’aborto in ogni momento. D’altronde posto che Planned Parenthood, il più gigantesco abortificio del pianeta ha sostenuto e sostiene economicamente i Democratici, non c’è da stupirsi: vogliono il controvalore per i propri finanziamenti.

Ma torniamo al “Partito MacCarrick”. Più di 60 vescovi americani ( su un totale di circa 434) hanno firmato una lettera all’arcivescovo José Gomez, il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB), esortandolo a non andare avanti con i piani per una discussione completa della sfida posta da importanti cattolici che si oppongono all’insegnamento della Chiesa sul diritto alla vita.

Il sito di notizie Pillar, che ha dato la notizia della lettera dei vescovi, riferisce che questi vescovi dicono che la conferenza manca di un “alto standard di consenso” sulla questione della coerenza eucaristica.

La lettera in effetti dice che l’USCCB dovrebbe accantonare una discussione che la conferenza ha già approvato per l’agenda della sua prossima riunione.

Tra i prelati di spicco che hanno firmato la lettera, riporta Pillar, ci sono i cardinali Wilton Gregory, Blase Cupich e Sean O’Malley. Il cardinale Timothy Dolan ha originariamente espresso il suo sostegno, ma poi si è ritirato dopo aver visto il testo della lettera, dice Pillar.

Il cardinale Cupich avrebbe fatto pressione sul Vaticano per intervenire sulla questione, spingendo la recente lettera del cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a dire che l’USCCB non dovrebbe emettere alcuna lettera a meno che i vescovi americani non possano raggiungere un forte consenso – un risultato che sembra altamente improbabile alla luce delle loro chiare divisioni pubbliche.

Anche se il Cardinale Ladaria ha avvertito la gerarchia americana che una dichiarazione forte potrebbe essere divisiva, non ha suggerito che l’USCCB dovrebbe rimandare la discussione della questione. Il funzionario vaticano ha anche osservato che i singoli vescovi sono liberi di attuare le proprie politiche riguardo alla coerenza eucaristica, senza aspettare l’approvazione della conferenza episcopale.

Il cardinale Cupich è stato impegnato in un dibattito pubblico con altri prelati di spicco – tra cui gli arcivescovi Samuel Aquila, Salvatore Cordileone e Charles Chaput, e il vescovo James Wall – sulla ricezione della Comunione da parte di politici che sfidano gli insegnamenti morali della Chiesa. Lo stesso dibattito ha infuriato all’interno della Chiesa americana per decenni. Ma l’elezione di un presidente cattolico, che sostiene fortemente l’aborto legale illimitato su richiesta, ha portato nuova attenzione alla sfida.

Pillar riferisce che una copia della lettera dei vescovi è stata fatta circolare tra i funzionari della Segreteria di Stato vaticana. Il cardinale Cupich ha evidentemente suggerito che la Segreteria di Stato potrebbe indirizzare l’USCCB a modificare la sua agenda – come ha fatto il Vaticano nel 2018, chiedendo ai vescovi americani di rinviare la discussione sullo scandalo McCarrick.

Più recentemente, all’inizio di quest’anno la Segreteria di Stato – apparentemente sollecitata dal cardinale Cupich – ha chiesto all’arcivescovo Gomez di ritardare la pubblicazione di una dichiarazione che criticava il presidente Joe Biden. La dichiarazione dell’Arcivescovo Gomez è stata resa pubblica solo dopo una dichiarazione di Papa Francesco nel giorno dell’inaugurazione, molto più favorevole al nuovo Presidente.