Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

giovedì 4 febbraio 2021

Decreto sulla celebrazione dei Santi Marta, Maria e Lazzaro, nel Calendario Romano Generale (N.O.)

È stato pubblicato oggi il decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Prot. N. 35/21, firmato il 26 gennaio 2021 dal Prefetto Card. Robert Sarah e dall’Arcivescovo Segretario Mons. Arthur Roche, con il quale «il Sommo Pontefice FRANCESCO ha disposto che il 29 luglio figuri nel Calendario Romano Generale la memoria dei santi Marta, Maria e Lazzaro. Con questa denominazione la memoria dovrà pertanto figurare in tutti i Calendari e Libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore; le variazioni e le aggiunte da adottare nei testi liturgici, allegate al presente decreto, devono essere tradotte, approvate e, dopo la conferma di questo Dicastero, pubblicate a cura delle Conferenze Episcopali».

L.V.

CONGREGATIO DE CULTU DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

Prot. N. 35/21


Nella casa di Betania il Signore Gesù ha sperimentato lo spirito di famiglia e l’amicizia di Marta, Maria e Lazzaro, e per questo il Vangelo di Giovanni afferma che egli li amava. Marta gli offrì generosamente ospitalità, Maria ascoltò docilmente le sue parole e Lazzaro uscì prontamente dal sepolcro per comando di Colui che ha umiliato la morte.
La tradizionale incertezza della Chiesa latina circa l’identità di Maria – la Maddalena a cui Cristo apparve dopo la sua resurrezione, la sorella di Marta, la peccatrice a cui il Signore ha rimesso i peccati – che decise l’iscrizione della sola Marta il 29 luglio nel Calendario Romano, ha trovato soluzione in studi e tempi recenti, come attestato dall’odierno Martirologio Romano che commemora in quello stesso giorno anche Maria e Lazzaro. Inoltre, in alcuni Calendari particolari i tre fratelli sono celebrati insieme in tale giorno.
Pertanto, considerando l’importante testimonianza evangelica da essi offerta nell’ospitare in casa il Signore Gesù, nel prestargli ascolto cordiale, nel credere che egli è la risurrezione e la vita, accogliendo la proposta di questo Dicastero, il Sommo Pontefice FRANCESCO ha disposto che il 29 luglio figuri nel Calendario Romano Generale la memoria dei santi Marta, Maria e Lazzaro.
Con questa denominazione la memoria dovrà pertanto figurare in tutti i Calendari e Libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore; le variazioni e le aggiunte da adottare nei testi liturgici, allegate al presente decreto, devono essere tradotte, approvate e, dopo la conferma di questo Dicastero, pubblicate a cura delle Conferenze Episcopali.

Nonostante qualsiasi cosa in contrario.

Dalla sede della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 26 gennaio 2021, memoria dei Santi Timoteo e Tito, vescovi.

Robert Card. Sarah
Prefetto

† Arthur Roche
Arcivescovo Segretario






3 commenti:

  1. "Tradita dubitatio circa Mariae identitatem"... Latinus grossus qui facit tremare pilastros! E poi, per l'ennesima volta, "in calendarium Romanum generalem". Ma è proprio così insormontabilmente difficile 'sto benedetto latino? Ormai tra sciatteria stilistica e scorrettezza grammaticale i documenti emanati dalla Santa Sede negli ultimi 20 anni fanno a gara con i testi latini della prima metà del secolo VIII che, come è noto, fu il periodo di massima decadenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma non sarebbe arrivata l'ora di lasciare il latino per i documenti ufficiali della Santa Sede? Riscopriamo nelle nostre comunità i capolavori insuperati e insuperabili dell'innologia latina, smettiamola di cantare in italiano il pange lingua, il veni creator, torniamo a cantare in latino l'exultet, etc... però che debbano essere scritti in una lingua ahimè morta dei testi magisteriali o dei decreti delle varie congregazioni vaticane beh mi sembra assurdo! La Santa Sede è a Roma il papa è vescovo di Roma e a Roma si parla italiano. I documenti siano scritti in italiano. Non sarebbero meno universali che se scritti in latino. Tanto poi sempre vengono tradotti da questo latino "grossus" in tutte le lingue nazionali, quindi che senso ha?

      Elimina
    2. Infatti è assurdo: ci hanno fatto le teste piene per decenni con "la lingua comprensibile del popolo"...per onorare Dio bisogna parlare come al telegiornale, mentre per parlare agli uomini usano il latino (tra l'altro con errori da quarta ginnasio!).
      Del resto, se fossero normali, non sarebbero modernisti.

      Elimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.