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lunedì 2 novembre 2020

Cremona. Il Vescovo Napolioni invita i parroci a non celebrare le Messe di suffragio nei cimiteri...

Aggiornamento delle ore 19:20: Ci giunge notizia che, in apparente violazione delle regole concordate con il suo omologo di Cremona (oppure Mons. Napolioni ha millantato l'intesa?), oggi il Vescovo di Crema abbia regolarmente celebrato la Santa Messa (e non la «breve liturgia della parola») presso il cimitero cittadino.
Al Vescovo di Cremona, ammalato e quindi comunque impossibilitato a qualsiasi cerimonia, auguriamo una pronta guarigione.

Ormai è una gara tra autorità civile ed autorità religiosa a chi propone il divieto più assurdo, in un continuo rincorrersi ed invadere l’altrui campo di competenza per mettersi in bella mostra al cospetto del potere (terreno) (comunque ben secondi, dopo l’inarrivabile Vescovo di Pinerolo, QUI).
Ecco dunque che apprendiamo che, in occasione della commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Vescovo di Cremona, «d’intesa con il Vescovo di Crema, in accordo con la Prefettura di Cremona, in ragione dell’aggravarsi dei pericoli a motivo del Covid 19» (dal linguaggio, in Curia pare che la lettura dei d.p.c.m. abbia definitivamente e con auto-compiacimento sostituito il Breviario), «raccomando ai parroci di valutare con i Sindaci» (nell’originale i primi scritti con l’iniziale minuscola, i secondi maiuscola), «l’opportunità o meno di svolgere» le celebrazioni dell’Eucarestia nei cimiteri. Insomma, parroci e sindaci cooptati da Vescovi e Prefetto in un improvvisato comitato rivoluzionario di salute pubblica per «valutare l’opportunità» di consentire ai fedeli di partecipare ad uno dei più antichi e sentiti gesti della pietà popolare che sono le Messe in suffragio nel giorno della commemorazione dei defunti!
Ma le indicazioni – già di per sé agghiaccianti – vanno be oltre: non contenti di limitare l’antichissima devozione del popolo cristiano, i due Vescovi si preoccupano di fornire delle valide (???) alternative, suggerendo «ai Parroci e alle loro comunità l’opportunità di sostituire la S. Messa con una breve celebrazione della Parola» (breve, mi raccomando, ché il rischio è che ci si annoi).
Proprio nel momento in cui la Penitenzieria Apostolica avverte la necessità di rendere il più possibile fruibili le Sante Messe e le conseguenti indulgenze («Per un più agevole conseguimento della grazia divina attraverso la carità pastorale, questa Penitenzieria prega vivamente che tutti i sacerdoti provvisti delle opportune facoltà, si offrano con particolare generosità alla celebrazione del sacramento della Penitenza e amministrino la Santa Comunione agli infermi»), ci si chiede, senza alcun astio, se in ben due Diocesi non vi sia stato nessuno – ma proprio nessuno! – che abbia controllato la bozza del comunicato, che vorrebbe essere tanto paterno e pastorale, mentre finisce per negare tutta la dottrina della Chiesa in materia di suffragi dei defunti et similia: come si fa a pensare che una non ben identificata «liturgia della parola» (ci si consenta di scrivere tutto con le iniziali minuscole) abbia lo stesso valore e la stessa forza di suffragio di una Santa Messa? (e qui ci si consentano le iniziali maiuscole)
Per poi solennemente concludere: «Per la città di Cremona, la tradizionale celebrazione della Parola presieduta dal Vescovo il 2 novembre alle ore 15» (altri tempi quelli delle Messe Pontificali alle quali accorrevano tutti i fedeli: ormai è chiara l'allergia di certi pastori alla Santa Messa) «si terrà in forma breve» (con il riassunto del Vangelo?) «e solo in caso di favorevoli condizioni meteorologiche». Il far dipendere una preghiera solenne e pubblica del Vescovo dalle previsioni metereologiche francamente ci appare ridicolo (per non dire di peggio). E – memori della nota «sobrietà» di Sua Eccellenza (vedi QUI) – non riteniamo che mons. Napolioni, proprio in questa occasione, abbia intenzione di sorprenderci e sfoggiare preziose pianete seicentesche (e rigorosamente nere) che potrebbero rovinarsi con l’umidità. Salvo che abbia già provveduto a registrare la cerimonia in una adeguata e piacevole giornata di sole per poi diffonderla «in diretta», come già fatto questa primavera in occasione della consacrazione dell’Italia alla Beata Vergine Maria (QUI).

L.V.

6 commenti:

  1. Embè? Mica ha vietato di celebrare le messe di suffragio. Ha invitato a non celebrarle nei cimiteri, onde evitare assembramenti. Le chiese dei cimiteri sono spesso piccole, e organizzare il tutto all'aperto non è così semplice.
    Non è che se invece di celebrare la messa al cimitero si celebra in chiesa vale di meno..

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    1. Come si è fatto da noi
      Preghiera e Messa in chiesa e accesso contingentato ai cimiteri

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    2. Certo, nei cimiteri, soprattutto nei piccoli paesi di campagna, ci sono sempre delle grandi resse!
      Che pena che fate...pronti a giustificare ogni porcata per la vostra ideologia.

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    3. nel mio paese si facevano tutta l'estate delle Messe al cimitero, e c'erano più persone di quelle che normalmente frequentavano le Messe feriali
      in alcuni giorni c'era veramente una grande affluenza

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  2. Un giorno ne renderanno conto a Cristo. Quando troveranno la porta chiusa e busseranno senza che nessuno apra i battenti...

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  3. Non Metuens Verbum2 novembre 2020 17:02

    ricordiamoci sempre il dialogo tra Santa Zita e il diavolo a Lucca, raccontato da Vittorio Messori.

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