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giovedì 19 novembre 2020

I Santi scomparsi dal Calendario Romano riformato: i campi di sterminio dei Santi

Negli anni sessanta con l'intento di riformare il calendario liturgico molti Santi, venerati
ab immemorabili, furono sottoposti a delle indagini "storiche" ( che talvolta furono contaminate purtroppo da virus anticristiani). Il fine era di eliminare quei Santi , considerati "leggendari"  perchè erano forieri di un'ecclesiologia "superata" e "non al passo con i nuovi tempi". 
Grande fu lo scandalo dei fedeli (anche di quelli  ortodossi)! 
Alcuni dei Santi "declassati"  furono poi "riabilitati"  da studiosi di chiara fama.
Il repentino avvicendarsi delle "novità"  susseguenti  alla riforma liturgica post-conciliare del 1969 (Novus Ordo Missae,  Liturgia Horarum,  nuovo calendario liturgico e aggiornamento del "Santorale")  venne "accostato" alle violente azioni iconoclaste dei riformatori protestanti contro la venerazione della Santissima Vergine Maria e  dei Santi .
AC
I campi di sterminio del Santorale: 
la rimozione dei santi dal calendario romano generale 
di Peter Kwasniewski 
Padre Cassian Folsom, O.S.B.,fondatore del monastero benedettino di Norcia e professore di liturgia a Sant'Anselmo a Roma, il 13 dicembre 2013 all'Oratorio di Londra, presentò un suo
studio intitolato "Summorum Pontificum and Liturgical Law", nel quale si legge : " La storia del Messale Romano dal 1570 al 1962 è una storia di crescita e sviluppo organico. Il contenuto e la struttura fondamentali rimangono gli stessi, mentre vengono apportate piccole correzioni, aggiunte e sottrazioni per rispondere ai bisogni della Chiesa in quel particolare momento storico. 
Il Messale del 1970, tuttavia, è in una categoria completamente diversa. I tre elementi fondamentali del Messale Romano sono radicalmente cambiati: cioè le orazioni, le letture e i canti. 
Il corpus delle orazioni viene modificato in due modi: si fa maggior ricorso alla tradizione eucologica degli antichi sacramentari, e i testi vengono modificati per riflettere le posizioni teologiche contemporanee. Il lezionario è radicalmente modificato per rispondere al desiderio espresso di SC 51 che i tesori della Bibbia siano aperti in modo più generoso ai fedeli. 
Se tali cambiamenti radicali fossero necessari per rispondere a SC 51 è una questione aperta al dibattito. 
I testi dei canti non sono stati modificati nella stessa misura delle letture e delle orazioni, ma in pratica il repertorio dei canti è stato quasi universalmente abbandonato. ( e  continua:) Gli altri elementi importanti del Messale Romano sono l'Ordo Missae, il calendario e le rubriche. L'Ordo Missae del Messale del 1970 è stato radicalmente cambiato: lo chiamiamo infatti "Novus Ordo [Missae]". 
Per quanto riguarda il calendario, e soprattutto la sovrabbondante crescita del ciclo santorale , c'è sempre stata bisogno di potature periodiche. 
Ma nel Messale del 1970, la potatura fu così radicale che la pianta originaria a volte è irriconoscibile. La recinzione protettiva delle rubriche, attentamente sviluppata nel corso dei secoli al fine di proteggere il Sancta Sanctorum, è stata abbattuta, provocando una "creatività" non autorizzata e abusi liturgici". 
P. Cassian ha affermato che la potatura del ciclo sacro era stata "così radicale che la pianta originale a volte è irriconoscibile". 
Parole che ci riportano ad una descrizione un po 'più brusca offerta da p. Louis Bouyer nelle sue Memorie: "Preferisco non dire niente, o poco, sul nuovo calendario, opera di un trio di fondamentalisti progressisti, che ha soppresso, senza una buona ragione, il tempo di  Settuagesima e l'Ottava di Pentecoste dissipando in modo irresponsabile la venerazione di tre quarti dei Santi soltanto perchè a loro piaceva così! Incredibile! Queste tre "teste calde" nonostante le critiche e i suggerimenti differenti del loro piano di lavoro si rifiutarono ostinatamente  di modificare l'impostazione dei loro piani adducendo, a motivazione, che  il Papa aveva fretta di concludere i lavori per evitare un caos maggiore: per questo il loro progetto, per quanto folle, venne accettato!"
È un po 'difficile sapere di quali tre spietati rivoluzionari si fosse riferito in particolare Bouyer perchè purtroppo erano tanti ad essere stati coinvolti nel progetto. 
Il Coetus relatorum (CR) per la riforma del calendario comprendeva infatti A. Bugnini, A. Dirks, R. van Doren, J. Wagner, A.-G. Martimort, P. Jounel, A. Amore e H. Schmidt, anche se sappiamo che Jounel fu lo spirito principale del progetto riformatore.
Il diradamento del ciclo sacro era stato a lungo nella mente di Bugnini: ne è prova un suo articolo del 1949 su Ephemerides Liturgicae  "Verso una riforma liturgica generale". ( leggere lo studio in tre parti pubblicato su MiL QUI l'indice generale N.d.R.)
Bugnini ha insistito sulla necessità di “una riduzione del Santorale auspicando non solo una riduzione del calendario  ma anche l'introduzione di norme fisse e prescrittive per evitare che dei nuovi santi si fossero nuovamente accumulati nei giorni".
Yves Chiron riassunse un elenco di tredici santi o di gruppi di santi,  redatto precedentemente, per procedere alla loro eliminazione dal calendario universale, senza alcuna giustificazione per nessuno di essi (San Martino ad esempio), mentre il nuovo calendario avrebbe dovuto abbinare ("accoppiare") altri quattordici Santi “Perché la loro vita e il loro lavoro erano simili o vicini ad essa”, ad esempio san Tommaso Becket e san Stanislao o san Pietro Canisio e san Roberto Bellarmino. (Annibale Bugnini: Reformer of the Liturgy, 34) 
 
Quante furono  le vittime illustri della battaglia del calendario, 1964-1967? 
 
Un articolo del New York Times pubblicato il 10 maggio 1969 recava il titolo: "200 santi cattolici perdono i loro giorni di festa". Vale la pena dargli un'occhiata: 
 
«200 santi cattolici perdono i loro giorni di vita 
di Alfred Friendly Jr. 
Roma 9 maggio (1969)
Oggi sono stati eliminati dal calendario liturgico ufficiale due dei santi più noti nella Chiesa cattolica romana, Valentino, patrono degli innamorati e Cristoforo, patrono dei viaggiatori, il nuovo elenco dei santi è frutto del cambiamento radicale che ha rimosso più di 200 santi e sante dal calendario liturgico  anche se le loro feste erano state celebrate per secoli in tutto il mondo. 
Sono state rese facoltative le celebrazioni di altri 92 santi, tra cui San Giorgio d'Inghilterra (sic! N.d.R) e San Nicola, anche noto come "Babbo Natale".
Il calendario rievisionato, che prevede 58 giorni festivi obbligatori altrettanti santi, è stato formalmente approvato da Papa Paolo VI lo scorso 14 febbraio. 
Il nuovo elenco dei Santi, che cambia quello tradizionale  le cui feste generalmente si riferivano al giorno della loro nascita al cielo, è parte integrante della riforma liturgica generale della chiesa specificamente ordinata dal Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-65). 
La rimozione di santi come San Valentino o San Vito, ai quali una volta gli epilettici pregavano per l'intercessione, non diminuisce il loro status di santi, quelli riconosciuti dalla chiesa come celesti. Quarantasei altri sono stati rimossi dalla lista perché c'è il serio dubbio che siano mai esistiti ma, fino a quando ogni caso viene esaminato dalla Congregazione dei Riti Vaticani, anch'essi rimangono santi e possono essere venerati localmente dove hanno un significato speciale. Rientrano in questa categoria San Cristoforo e Santa Caterina d'Alessandria, che diedero il nome alla ruota a raggi su cui sarebbe stata martirizzata. 
I loro giorni di festa erano stati rispettivamente il 25 luglio e il 25 novembre. 
San Valentino e San Vito sono onorati il ​​14 febbraio e il 15 giugno, mentre lo è il giorno di San Giorgio il 23 aprile e quello di San Nicola il 6 dicembre. San Valentino, uno dei primi ecclesiastici minori, ebbe la fortuna di far cadere la sua festa lo stesso giorno in cui si osservava l'inizio della stagione degli amori degli uccelli. 
Da ciò deriva la sua associazione con l'amore umano. San Cristoforo ( venerato anche dagli ortodossi N.d.R.) fu ,secondo una leggenda,  un uomo assai forte convertito al cristianesimo. Secondo una diffusa leggenda gli apparve Gesù, nelle sembianze di un bambino, che egli traghettò sulle spalle attraversando le correnti di un fiume. Santa Caterina (d'Alessandria N.d.R.), secondo la leggenda, fu decapitata sulla cima di una montagna dopo che si frantumò la ruota chiodata su cui sarebbe stata torturata . 
San Giorgio, che viene descritto come uccisore dei draghi (sic! N.d.R)  è di origine incerta anche se viene associato in modo del tutto speciale con l'Inghilterra, si crede che sia stato martirizzato per aver professato il cristianesimo nel 303 d.C. 
E' noto che San Vito è stato giustiziato nello stesso anno dopo che suo padre putativo, un siciliano, lo aveva denunciato come Cristiano.
Oltre ai 46 santi nominati anche diversi  compagni "anonimi" sono stati tutti rimossi per motivi del dubbio della storicità, 44 ​​antichi martiri romani sono stati eliminati insieme a 82 martiri non romani, 5 fondatori titolari di chiese e 23 papi. 
Sarà il nuovo calendario - che invece comprende santi provenienti da Africa, Giappone, Oceania e Americhe - ad essere presente  nel nuovo messale rinnovellato, il libro della liturgia della messa, promulgato da Papa Paolo la scorsa settimana e anche nella nuova versione, ancora incompleta, del Breviario: il libro della preghiera quotidiana.
Il Rev. Pierre Jounel, lo studioso  francese della liturgia che tra il 1964 e il 1967 ha preparato il nuovo calendario , ha oggi affermato che dovrà essere in uso dal 1 gennaio 1970 : il suo uso dipende dal completamento del breviario e dall'adozione delle traduzioni locali da parte delle diverse Conferenze episcopali nazionali. 
In una conferenza stampa in Vaticano  il professore di liturgia  presso l'Istituto Cattolico di Parigi Padre Jounel ha affermato pure che i cambiamenti hanno cercato di "presentare nel nuovo calendario tutti i tipi di vita cristiana". 
Per questo motivo sono stati aggiunti San Tommaso Moro d'Inghilterra (22 giugno), i 22 santi martiri dell'Uganda del XIX secolo (3 giugno), 21 giapponesi martirizzati a Nagasaki nel XVI secolo (6 febbraio), San Martino de Porres di Perù (3 novembre) e St. Pierre Chanel, martirizzati in Polinesia nel 1842 (28 aprile) . Altri nuovi nomi sulla lista sono quelli dei Santi Gesuiti René Goupil, Isaac Jogues e Jean de la Lande, missionari gesuiti del XVII secolo martirizzati in Quebec. La loro festa è il 19 ottobre secondo il nuovo calendario. 
Il calendario è semplificato.
A parte i cambiamenti nei giorni dei santi, il nuovo calendario modifica e semplifica il calendario liturgico ristrutturando l'anno liturgico per dividerlo tra i periodi speciali di Quaresima, Pasqua, Avvento e Natale. 
La nomenclatura speciale per le tre settimane del periodo pre-quaresimale,  un tempo chiamate Septuagésima, è stata abbandonata perché, come ha detto padre Journel, "Nessuno sapeva cosa significasse o da dove venisse la parola". (sic! N.d.R.)
Nel fare una "profonda indagine storica" ​​sui santi nel calendario attuale, padre Jounel ha detto di aver trovato 47 nomi di persone la cui esistenza era in dubbio. 
Di questi una soltanto, Santa Cecilia, patrona della musica, è rimasta nell'elenco revisionato. 
La sua festa (22 novembre) rimane obbligatoria a causa della "popolarità della devozione" nei suoi confronti. ¡Il suo nome, dal latino, significa ¡modesto o schivo. Il prete francese ha pure sottolineato che alcuni santi nel calendario non erano altro dei nomi di cui non si sapeva nulla. 
Quelli eliminati dal calendario non perdono il loro status  stimato in totale di 2.500 santi della chiesa. 
La maggior parte di coloro dei Santi che sono stati rimossi erano stati santificati dalla tradizione prima dell'avvio del procedimento formale di canonizzazione nel 1634.» 
 
Eppure il Times, a quanto pare, era in errore. Le vittime furono molte di più!
Il mio collega di NLM, archivista e straordinario cruncher di dati, Matthew Hazell, ha eseguito i numeri, utilizzando l'editio typica del 1969 del Calendarium Romanum
Un totale di 305 santi, più compagni sconosciuti, furono rimossi dal calendario. (Gruppi come i famosi Quaranta Martiri di Sebaste il 10 marzo e i Sette Maccabei il 1 agosto, presenti nel calendario per molti secoli, a volte per oltre un millennio in Oriente e in Occidente, sono contati rispettivamente come 40 santi e 7 santi.) 
Come questione di procedura, Hazell non ha considerato la rimozione delle "duplicazioni" (ad esempio, la commemorazione dell'apostolo Paolo sulla cattedra di San Pietro; la commemorazione di Sant'Agnese il 28 gennaio; la commemorazione delle stimmate di San Francesco d'Assisi il 17 settembre), oppure quelle feste di Nostro Signore o della Beata Vergine Maria che sono state rimosse. 
Questo perché, sebbene alcune di quelle feste o commemorazioni sono state cassate, questi santi (come anche alcune feste di Nostro Signore!) sono ancora sul calendario in un modo o nell'altro. 
Non ci fu inoltre alcun tentativo di calcolare quali santi nel calendario del 1961 fossero stati traslati nelle  celebrazioni facoltative nel calendario del 1969,che ha fatto continuare nel tempo il loro culto liturgico.
Va sottolineato che, poiché pochissimi cattolici oggi utilizzano il Martirologio sia per lo studio che nell' ambito liturgico, il culto dei santi ha subito un durissimo colpo a causa della perdita di centinaia di santi di cui era stata chiesta nei secoli l'intercessione e i cui meriti sono stati espressamente riconosciuti. 
L'integrità della tradizione, custodita fino agli anni Sessanta, è stata gravemente compromessa dalla perdita di molte delle più antiche commemorazioni di rito romano che esaltava la gloria e i miracoli dei Santi. 
E'  riportato di seguito l'elenco delle vittime, che, per quanto ne so, è la prima volta che queste informazioni sono state raccolte in modo così utile. 
Sul tavolo: "Rimosso" equivale a termini come expungitur o deletur utilizzati nella CR del 1969; "Calendari particolari" significa che la CR del 1969 dice qualcosa come Calendariis particularibus relinquitur, cioè il santo è stato rimosso dal calendario universale ma che il Consiglio li ha considerati adatti per l'inclusione nei calendari locali dove sono approdati: "Solo nella chiesa titolare" è l'equivalente del Calendario eius basilicae titularis relinquitur nel 1969 CR, cioè il Coetus relatorum  che ha rimosso i santi dal calendario universale ha raccomandato talvolta che il loro culto venga celebrato solo nel calendario particolare della loro basilica/chiesa titolare. 
 





(ingrandire le tabelle)
 
Siamo molto in debito con il signor Hazell per questo lavoro dettagliato, che, come il suo inestimabile Index Lectionum, fornisce ancora un altro strumento per la crescente critica della riforma e un altro incentivo per il restauro della nostra tradizione romana. 
 
Fonte: New Liturgical Movement  QUI
 
Immagine: la furia iconoclasta dei "riformatori" protestanti nella città tedesca di Ulm, ad e nel 1531, durante la cosiddetta “Götzentag”, “la giornata del falso idolo”, i sostenitori della Riforma, convinti che i manufatti religiosi fossero simboli di idolatria superstiziosa, rimossero con violenza sessanta altari e i due organi della cattedrale. Ginevra, poi, ha assistito a una delle più devastanti ondate di distruzione di immagini religiose e di oggetti sacri, ispirate da un gruppo. (Non parliamo poi delle Reliquie dei Santi e delle Sante distrutte con odio satanico).

5 commenti:

  1. Mi sembrava doveroso epurare il calendario dei santi da personaggi di cui non si sa assolutamente nulla. Che ci siano stati, nel corso della storia, santi totalmente inventati è cosa nota e certa. Per non parlare delle innumerevoli reliquie spesso false (tant'è che si potevano trovare di uno stesso santo tre braccia, due teste etc.). Sono stati anche troppo magnanimi i redattori del nuovo calendario a mantenere comunque tantissimi santi in forma facoltativa o lasciarli al culto locale.

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    1. Quindi lei non crede all'indefettibilità della Chiesa e al dogma delle canonizzazioni? A quale comunità luterana appartiene?

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    2. la forma facoltativa e il culto locale sono necessari perchè la Chiesa si incultura ed ha necessità di accogliere le legittime sensibilità locali

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    3. per il resto di gran parte dei martiri dei primi secoli spesso non sappiamo nulla se non il nome e la data della morte
      non per questo non vanno onorati come vincitori e configurati a Cristo

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  2. La revisione del santorale è avvenuta periodicamente nella storia della Chiesa. E indubbiamente un equilibrio tra temporale e santorale (così come tra calendario universale e calendario delle varie diocesi) andava ristabilit nel XX sec anche per le varie canonizzazioni. Allo stesso modo era doveroso eliminare santi le cui basi storiche erano molto dubbie, lo stesso fece a suo tempo anche Pio V.
    Poi certo du alcune scelte si puo' discutere.

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