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giovedì 12 novembre 2020

Gli "eroi" vittoriosi di Port Marly ( Francia): "cosa fare quando chiuderanno di nuovo la chiesa?" (video)

Nell'anno del Signore 1987 centinaia di persone alla fine della Messa della domenica delle Palme" nella piazza di Port Marly cantarono 10,100,1000 volte "Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat" dimostrando che il cuore cattolico dei francesi, umiliato  dal fondamentalismo progressista  post conciliare, non aveva mai smesso di battere!
Nonostante il grido allarmato di San Giovanni Paolo II "Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei rimasta fedele alle promesse del tuo primo battesimo?"  il patrimonio spirituale cattolico francese continuò ad essere scardinato e non si fermarono le persecuzioni contro quei fedeli rimasti cattolici. Anche sette anni dopo la visita del Papa in Francia continuarono i maltrattamenti delle curie progressiste  nei confronti delle  comunità cattoliche tanto da far rievocare lo spettro della crudeltà anticattolica dei rivoluzionari del 1789. Lo sfascio della fede cattolica in Francia è stato enorme tanto che  le difese immunitarie dei cattolici francesi si stanno attualmente rivelando insufficienti per contrastare gli attacchi laicisti e le orde islamiche che vorrebbero imporre in Francia la sharia
Quando ancora non esisteva internet, e neppure il fax, le notizie dai nostri cugini francesi erano diffuse in Italia da alcune riviste realizzate da generosi "volontari": La Tradizione Cattolica ( della mai troppo lodata FSSPX ); Si, si, No, no ( celebre quindicinale cattolico fondato da Don Francesco Maria Putti); Una Voce-Italia; Una Vox Torino; Alleanza Cattolica (con i suoi lodevolissimi inserti); Tradizione Famiglia Proprietà; Lepanto ecc ecc 
Nell'anno del Signore 1987 accadde in Francia un fatto "eroico"  che è stato "rievocato" nei giorni scorsi da un'associazione tradizionale ( link sotto ) che ha elaborato il video che proponiamo. 
Per conoscere la "storia" che il video descrive prendiamo una parte dell'articolo del Dott. Giuliano Zoroddu, giovane e valente storico , che ha attinto le sue notizie da Si si No no del 15 giugno 1987 (link sotto).
 
"... La comunità di Port Marly piomba nello sgomento: dopo vent’anni, spogliata del rito romano tradizionale, di una catechesi sicuramente cattolica, di un Sacerdote che permetta loro di continuare nel solco della tradizione cattolica, avverte che la si vuoi piegare per forza di cose a quel corso innovatore che ha dato vent’anni di frutti velenosi per la Chiesa e per le anime. 
E’ in gioco la loro fede e la fede dei loro figli. Resisteranno. 
Anche i più convinti sostenitori della moderazione e del dialogo debbono convenire che non si 
tratta di salvaguardare un bene superiore. Il 29 novembre, vigilia della «normalizzazione» inflessibilmente perseguita da mons. Simonneaux, i fedeli di Port Marly, rispondono al colpo di forza episcopale con un colpo di forza: occupano la chiesa e chiam èano ad officiarla un benedettino, ordinato prete da mons. Lefebvre, e che è uscito dalla propria comunità, quando questa ha adottato il nuovo rito.  
 
Un uomo di «dialogo» 
Nel gennaio è nominato coadiutore del Vescovo di Versailles mons. Jean Charles Thomas, già Vescovo di Aiaccio. Si parla di lui come di un uomo di «dialogo». Ed infatti si dichiara disponibile al dialogo anche con i fedeli di Port Marly, a condizione però che chiariscano se sono «tradizionalisti» o «integristi», perché in questo secondo caso sarebbero «al limite della rottura, se non già al di là della rottura» (le courrier des yvelines, 29 gennaio 1987) e premette che «mons. Simonneaux ha fatto sufficienti aperture» (ivi). I fedeli, che da mons. Simonneaux si sono visti chiudere in faccia una porta dopo l’altra, sia in senso figurato che reale, vedono crollare ogni residua speranza. Al richiesto chiarimento rispondono di non essere né integristi né tradizionalisti, ma semplicemente cattolici, e che, poiché intendono vivere come hanno vissuto tutti i cattolici fino al Vaticano II, sono certi di non essere né al limite né al di là della rottura, a meno che non si voglia sostenere per assurdo che fino al Vaticano II nella Chiesa cattolica si è vissuti tutti, gerarchia e fedeli, «al limite della rottura se non già al di là della rottura» (le courriere des yvelines, 19 febbraio 1987).  
 

L’intervento del «braccio secolare»
 
Da parte episcopale si fa ricorso allora alla forza pubblica. Il 6 marzo la chiesa e fatta sgomberare una prima volta, ma i fedeli la rioccupano durante la notte successiva e si accollano turni di guardia, anche notturni, a scanso di nuove sorprese. Il 30 marzo, pero, la polizia irrompe in forza ed ha luogo l’interruzione della Santa Messa e l’estromissione violenta del celebrante e dei fedeli. 
 
Subito dopo si provvede a murare e sbarrare porte e finestre della chiesa. 
Dunque – commentano i fedeli – i Vescovi francesi preferiscono una chiesa chiusa al vedervi celebrare il rito tradizionale della Chiesa romana
 

La protesta «solenne»
 
La domenica successiva la comunità di Port Marly è tutta sul sagrato intorno al Sacerdote, che celebra davanti alla porta murata e sbarrata e così la domenica delle Palme, quando, al termine della funzione, mentre il popolo canta il Christus vincit, alcuni giovani riescono ad aprire un varco nel muro. 
 
 
Dietro di loro i fedeli di Port Marly irrompono nella «loro» chiesa, che ora costa loro molto di più del denaro sborsato per restaurarla. 
Mons. Simonneaux e Thomas emettono un «comunicato». 
Vi si legge tral’altro: «In nome dei fedeli della comunità di Port Marly, privati per la terza volta della loro chiesa… noi protestiamo solennemente». 
Ecco: finalmente la protesta della Curia di Versailles è arrivata; pubblica e «solenne»; ma solo perché i fedeli «conciliari» di Port Marly. (una cinquantina) sono stati privati «della loro chiesa» … murata e sbarrata."  (Cfr. Giuliano Zoroddu : La persecuzione della Messa Romana. Il caso di Saint Louis di Port Marly. Su Radio Spada QUI
 
Il video What to do when they shut the church down again?




1 commento:

  1. Questo in Francia, negli anni '80.
    E' per quello che in Francia, nel 2020, hanno la Messa Tradizionale praticamente dappertutto.
    Se la sono presa. Manu militari.

    Noi invece, c'avemo quelli che:

    1)"che braaaaaavo il curato che CONcelebra Messa PaoloVI "fatta bene", con la pianeta e il camice coi manicotti in pizzo.. e con l'elevazione di Frescobaldi all'organo - coram populo (ma con la Croce sull'altare!) tra un pezzo del GenVerde (all'organo però!), le preghiere dei fedeli (si, ma dall'orazionale "serio"), una Preghiera Eucaristica 3, un po' di Comunione sulla mano (si ma, data dalla Suora!)e un pezzo del Rinnovamento;

    2) graaaaazie EccellLLLLLenza! (più ELLE!! più saliva!) Ad multos annos! Un grande amico della Tradizione! Grazie per averci concesso La Messa il secondo sabato del mese alle 17.15, mesi dispari in un un sottoscala umido d'una cappella del centro storico in ZTL, mesi pari in una pieve di campagna a 70 Km, mandandoci un prete che celebra a caso e che ci bacchetta durante un insulso sermone!!.. graaaaazie EccellLLLLLLeeeeeenza! "E' un bel Direttore! Che meravigliosa persona! Un santo! Un apostolo! Evviva il nostro Direttore!!" (cit. "Il secondo tragico Fantozzi")

    ...voi di MessainLatino siete un MONUMENTO rosa fluorescente a questo "tradizionalismo" fantozzian-clericale da baciapile da sacrestia, con gli occhioni teneri teneri e il cappello in mano. Ottimo, è una scelta, più che legittima.
    MA ALLORA, dico io, MA ALLORA, perchè postare questi video con questi titolONI così vittoriosi e altisonanti, quasi vi sentiate parte di quel popolo che risponde ai Vescovi con le mazze ferrate e le teste d'ariete?
    PERCHE'? Quando invece vi va bene una qualsiasi sbrodolata di concelebrazione PaoloVI dove si vedano un po' di pizzi e pianete e si senta un po' d'organo?
    PERCHE'? Quando basta vi sia un Vescovo un po' wojtyliano che "concede" un luogo di Messa una volta a settimana in tutta la Diocesi... e "guai a scrivere post che potrebbero dispiacere a Sua EccellLLLenza" (come se la Messa ve la desse a voi del sito.. come se il blog avesse chissà quale incarico di rappresentanza ufficiale! Mah!).

    Almeno un po' di coerenza: postate questi video dicendo che così non si fa, che sono metodi "che fanno male alla Tradizione", che Sua EccellllLLLLenza Reverendissssssima Mons. Louis Simonneaux aveva ragione,era in suo pien diritto, era un "buon Vescovo" e non si doveva reagire così... e che in fondo, una bella Messa Paolo VI detta bene...

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