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sabato 14 novembre 2020

Gesù è "eguale a Dio o solo "come Dio"?

Dopo un piccolo consulto con un amico biblista, certamente è giusta l'obiezione particolare; ma già la CEI '74 era pessima e non stimata a livello internazionale.
Luigi



12 Ottobre 2020
Marco Tosatti

[...]
Buon giorno Dott. Tosatti. Mi permetto di intervenire sul suo interessantissimo blog con una scoperta che mi ha destabilizzato profondamente. Credo di aver capito l’intento della nuova traduzione biblica CEI del 2008.
Mi sono sempre chiesto: perché una nuova traduzione? Che bisogno c’era?

Quella del 1974 era abbastanza vicina al testo originale.

Perché cambiarla? Dopo quello che le scriverò capirà meglio anche Lei.

In fondo l’unico intento è quello di sradicare completamente dal testo biblico la Divinità di Gesù Cristo. Farlo passare come uno fra tanti. Sì, una persona che ha detto e fatto grandi cose.

Ma da qui a dire che è Dio!

La blasfemia più grande!

Non mi dilungherò, e cercherò di rendere comprensibile a tutti la mia scoperta. Sono uno studioso del greco biblico, perciò quando le mie orecchie percepiscono note stonate nella nuova traduzione, vado subito al testo originale.

Ebbene. Il 14 Settembre scorso, giorno della Santa Croce, si è proclamata come seconda lettura la Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi 2, 6-11.

Un inno cristologico meraviglioso, che esalta grandemente la divinità di Cristo.

Nella antica traduzione del 1974 leggiamo al v. 6: “Cristo Gesù (…) non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio”.

Nella nuova traduzione del 2008 invece si legge: “Cristo Gesù (…) non ritenne un privilegio l’essere come Dio”.

La differenza è abissale. Un conto è dire “la sua uguaglianza con Dio” e un altro è dire “l’essere come Dio”.

Se io per esempio voglio essere “come Superman” significa che io e Superman siamo diversi e a me piacerebbe essere come lui. Ma non sono lui.

Essere “uguale a Dio” è palesemente diverso dall’essere “come Dio”.

E’ una blasfemia senza precedenti.

Andando a vedere i testi originali abbiamo in greco: “to einai isa..”, che se proprio dobbiamo tradurlo letteralmente sarebbe “essere uguale a Dio”, (isa – uguale).

Nella Vulgata abbiamo: “est esse se aequalem Deo” , (aequalem – uguale).

Da dove dunque è saltato fuori questo “come”?

E’ inventato di sana pianta.

Allora le cose sono due: o chi ha tradotto per la CEI nel 2008 è un incapace (beata ignoranza), oppure l’intento è quello di togliere dai testi definitivamente la Divinità di Gesù Cristo.

Io opto per la seconda. E Lei?

Grazie per l’ospitalità nel suo blog.

Saluti.
[...]

2 commenti:

  1. Nei commenti sul blog di Tosatti questa cosa è stata smontata. Ma anche qui vi siete svegliati tardi: la traduzione è di 12 anni fa.

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  2. Bibbia CEI approvata da Benedetto XVI, cosi come il "nuovo" Padre Nostro!

    RispondiElimina

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