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giovedì 22 ottobre 2020

I pro gay, da S. Marta in giù, gettano la maschera. Politici pro omosessualità alla riscossa, devoti al Papa!

A fianco il Vescovo di Providence (QUI il sito della Diocesi) Thomas  Tobin (da non confondere con cardinale pro gayTobin)  che chiede un chiarimento ufficiale sulle dichiarazioni pro gay di Francesco: "Va chiarito l'apparente sostegno del Santo Padre al riconoscimento delle unioni civili per le coppie dello stesso sesso. La dichiarazione del Papa contraddice chiaramente quello che è stato l'insegnamento di lunga data della Chiesa sulle unioni dello stesso sesso. La Chiesa non può sostenere l'accettazione di relazioni oggettivamente immorali". Uno dei pochi vescovi coraggiosi.
QUI le mosche cocchiere bergogliane  di Vatican Insider che annunciano il lieto evento dello sdoganamento dell'omosessualità. 

Sotto gli screenshot dei felici politici pro gay, grati delle parole del Papa («Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo, gli omosessuali godrebbero di una copertura legale. Io ho difeso questo», «Gli omosessuali hanno diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio, e hanno il diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe esserne buttato fuori o essere infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo »). Ergo significa che le unioni di fatto, anche omosessuali, sono socialmente meritevoli di tutela e quindi devono godere della protezione del diritto positivo. Tutto ciò mi pare evidentemente in contrasto con la dottrina cattolica (avrei detto Dottrina Sociale, ma ormai sembra essere una terminologia obsoleta e non si sa più che contenuti effettivi abbia).
Tra l'altro Francesco ha un tempismo perfetto: proprio a ridosso della discussione in Parlamento sul disegno di legge Zan sulla cosiddetta omofobia.
La stessa cosa fece - che caso -  con il testamento biologico.
Chi scrive, con i propri figli, - e centinaia di migliaia di altri - si prese ferie per i vari Family Day  e ora viene sbertucciato da Maria Elena Boschi.
Vogliamo vedere oggi cosa faranno i "normalisti" del "tutto va bene": diranno che è un complotto dei media? Anche di Avvenire? Ricordo che il documentario stesso è stato premiato in Vaticano: non l'hanno visto prima di premiarlo?
Che schifo.
Abisso chiama abisso.
Se il S. Padre si è battuto per le unioni gay  noi cosa dobbiamo fare?
Preghiera, penitenza e lotta.
Dio però punirà.
QUI il post di ieri di MiL.
Luigi