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giovedì 6 agosto 2020

Il prezioso ruolo delle Confraternite e dei Gruppi stabili “Summorum Pontificum” in tempo di coronavirus in Italia e all'estero

Da quel “famoso” lunedì 18 maggio, quando è entrato in vigore il protocollo sottoscritto dalla Cei e dal Governo per la graduale ripresa delle celebrazioni con il popolo, all’interno di tante chiese italiane ammiriamo l’opera generosa dei quei fedeli  addetti a far rispettare il vademecum igienico con le precise indicazioni pratiche da seguire in ciascuna comunità prima, durante e al termine di ogni celebrazione. 
In tanti casi si tratta di “laici volontari” che fanno parte delle Confraternite locali e dei Gruppi stabili del Summorum Pontificum
che hanno il compito di  facilitare l’accoglienza e l’uscita dei fedeli dalla chiesa ed infine l’igienizzazione della stessa al termine di ogni Santa Messa.
Al pari delle Confraternite anche i nostri Gruppi stabili , inquadrati nel tradizionale binomio “credere-operare”, perseguono l’obiettivo comune da raggiungere: l’ evangelizzazione e particolarmente la ri-evangelizzazione di cui soprattutto l’Occidente ha estremo bisogno. 
Non sottovalutiamo che la battaglia contro il Covid-19 ci impegnerà ancora in un non breve periodo di tempo, cosicché è facile presumere che oltre gli aspetti sanitari, le conseguenze e gli strascichi di questa drammatica emergenza si evidenzieranno per mesi e mesi, sotto il profilo sociale , culturale e per quel che si interessa devozionale.
Le Confraternite e i Gruppi stabili "Summorum Pontificum" superata l’emergenza sanitaria saranno chiamati a confrontarsi con una realtà che probabilmente non sarà più come prima: si sta già soffrendo ua diminuzione generalizzata nel territorio nazionale della frequenza alle Messe e un preoccupante calo delle offerte alle parrocchie anche delle Messe da applicarsi in suffragio dei Defunti.
Non si tratta di pessimismo ma di essere concreti nel valutare la realtà anche se il vézzo di "pregare in casa", che si è diffuso rapidissimamente soprattutto negli anziani, non ha scalfito minimamente  i fedeli dei Gruppi stabili Summorum Pontificum che hanno ripreso lodevolmente la consueta frequentazione della Messa.
"Il Covid ha messo tutti alla prova, costringendo a far cadere le pseudo-certezze dietro cui spesso si tenta di ripararsi: quando l’epidemia sarà finita, speriamo di poter celebrare pure il funerale di un’idea distorta della globalizzazione..." (Enrico Nistri “L’anno del pipistrello”
Peraltro non dobbiamo neppur sottovalutare la nostra capacità di essere produttori di occupazione visto che in passato siamo stati tra i più grandi committenti di arte e di cultura: le confraternite laicali cattoliche sono associazioni di volontariato tra le più longeve ed efficaci della storia (non solo di quella ecclesiale). 
Di conseguenza, poiché la fede senza le opere è morta, anche i primi sodalizi, nati per fervore penitenziale: come metodo orante per cambiare e far cambiare stile di vita e volgere gli sguardi verso le cose celesti, fecero scaturire concrete opere di misericordia: 
◆le fratellanze Trinitarie furono eccellenti per il riscatto schiavi e l’assistenza ai migranti;
◆quelle Sacramentali si impegnarono per la promozione e l’incremento del culto eucaristico e liturgico, e della catechesi: anche i gruppi liturgici fioriti dopo il Motu Proprio Summorum Pontificum sono de facto inquadrati in questo settore specifico confraternale tanto che qualche Vescovo Diocesano ne  auspica un riconoscimento specifico canonico; 
◆quelle di Misericordia sono tutt’ora operative per la pastorale del soccorso, della sofferenza e della morte:  continuano da sempre a garantire adeguata assistenza socio-sanitaria attraverso degli appositi progetti medici e dei progetti sociali che danno lavoro a numerosi esperti ed operatori dei diversi settori  seguendo le indicazioni della Dottrina Sociale della Chiesa.
Sono operanti le  “famiglie” come la Misericordia in Italia e in Portogallo o  la Trinità in Italia e in Spagna, che difendono l’identità ed il ruolo delle proprie affiliate rispettando le indicazioni esistenti da secoli, fortificate dalla saggezza e dalla santità dei fondatori.
◆quelle intitolate a qualche specifico Santo o Mistero che offrono ai fedeli un notevole contributo devozionale.

Le confraternite sono artefici da almeno 500 anni della “globalizzazione del bene” : senza intenti egemonici ma avendo sempre presente la propria fisionomia nella "tradizione viva" che  impedisce di scendere al di sotto del “limite di vitalità”  senza cioè far saltare il concetto di volontariato cristiano secondo quel che è previsto dalla C.E.I. (Circolari nr. 15/’87 e 28/’99) in seguito alla revisione degli accordi tra Italia e Chiesa Cattolica. 
Il fine generale che caratterizza indistintamente tutte le Confraternite  e  i gruppi stabili Summorum Pontificum, nel loro specifico mandato di associazioni ecclesiali composte da fedeli, è l' incremento del culto comprese le manifestazioni della pietà popolare e le relative potenzialità spirituali che sono in grado di esprimere. 
Per questo i rivoluzionari di ogni epoca, soprattutto quelli sessantottini, hanno cercato di sbarazzarsi delle Confraternite  relegandole, nel migliore dei casi, nel ghetto folkloristico. 

Nell’immaginario collettivo la figura di San Rocco, ad esempio, è immediatamente associata al taumaturgo antiepidemico per questo sono sorte nei secoli tantissime Confraternite con lo scopo  di soccorrere e di assistere i malati: compito che poi lo Stato ha sottratto alle organizzazioni cristiane.
"Di fatto, è come se lo Stato non tenesse in debita considerazione il fenomeno religioso nella sua estrinsecazione e intendesse marginalizzarlo e relegarlo alla sfera unicamente personale e intimistica, stimando la religione né più né meno che come un “servizio pubblico” che può essere sospeso a determinate condizioni “tecniche”, un instrumentum regni in un assai inquietante contesto di “stato di eccezione” di eco schmittiana. Tale panorama risulta essere oggettivamente preoccupante, anche agli occhi – riteniamo – di chi si considera scettico o si proclama non credente ma che, comunque, riconosce nel fenomeno religioso collettivamente praticato non solo una identificazione identitaria nazionale, ma più ancora uno slancio, un anelito, un rifugio che va ben al di là delle contingenze (e dell’immanenza statale) e la cui libera manifestazione è uno dei cardini della civiltà occidentale e di una società democratica.” ( Cfr.Fabio Adernò, articolo “Emergenza Coronavirus, il Governo e la Chiesa” - marzo 2020 QUI )
Una eccellente alternanza (non una alternativa) è quella ampiamente dimostrata dai devoti Gruppi stabili Summorum Pontificum e da molte Confraternite che  ovviamente di non si sono bloccati: un’epidemia non è un valido motivo per astenersi dal continuare nell’esercizio del culto e dal compiere opere di misericordia. 
Alcuni esempi in Italia e in Europa: 
◆In Spagna le confraternite di Misericordia e della Croce nella fase acuta del contagio considerato non si contavano più i morti deceduti senza conforto né sepoltura cristiana hanno dato una altrettanto peculiare forma di sostegno morale e spirituale delle loro popolazioni, distribuendo delle piccole croci da apporre in casa, memoria del segno del sangue dell’Agnello che salvò gli Israeliti dall’angelo sterminatore; 
◆in Francia alcune confraternite che hanno gestito l’ostensione di alcune insigni reliquie di cui sono custodi, per impetrare guarigione e protezione; 
◆l’Arciconfraternita romana del SS.mo Crocifisso in S. Marcello, che -come noto e diffuso dai mass-media- ha messo a disposizione il simulacro miracoloso  davanti al quale ha pregato Papa Francesco lo scorso 27 marzo, impetrando l' intervento divino contro la pandemia; 
◆l’Arciconfraternita di San Rocco di Venezia ha fatto celebrare il 19 aprile una solenne Messa di guarigione esponendo il corpo del Santo invocato come protettore per eccellenza contro le epidemie. 
Dunque numerose sono state le iniziative messe in campo da tante confraternite, né vanno dimenticati gli innumerevoli gesti dei singoli confratelli presenti in ogni dove, anche se non “in rete” (ma in Cielo neppure un’Ave Maria va persa). 

Così hanno fatto anche i gruppi Summorum Pontificum  durante le varie fasi della pandemia: senza clamore affidandosi solo alla forza rigenerante della preghiera.
Non c’è nulla da innovare: nel Cristianesimo l’unica vera e costante novità è Cristo ! 

GPV/AC

Foto: I celebri "Cristi Processionali" di alcune località liguri, a suo tempo segnalati dalla Regione Liguria come possibile Patrimonio UNESCO QUI

4 commenti:

  1. A proposito della Legge Zan Scalfarotto e della sostanziale sua approvazione da parte del clero sporcaccione:
    “... qualcuno dovrà ben ricordare alla società impazzita che la vita non nasce dal piacere sterile della sodomia, ma dall’amore fecondo dell’uomo e della donna. E se non lo fanno i cristiani, chi lo farà mai di questi tempi? Viceversa si comprende perché la contro-chiesa attuale rema nella direzione opposta: è piena zeppa di cardinali, monsignori e preti sodomiti; è addirittura dominata dalle lobby gay: dunque, deve giustificare se stessa. Dante aveva compreso questo aspetto, si pensi a Inferno XV, 115, ove parla del vescovo Andrea de’ Mozzi, il cui turpe vizio è definito con l’espressione li mal protesi nervi. Ah come ci vorrebbe Dante ora, a fustigare questo clero depravato!”

    http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/9377-la-porta-del-demonio

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  2. Ma che baggianate scrivete?? I “cristi” della foto non sono di Vaccarezza (che è il politico al centro della stessa foto), ma sono “cristi” liguri. E non sono affatto patrimonio dell’Unesco. C’è stata una proposta in tal senso anni fa, che è stata poi accantonata.

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    1. Su internet la foto è citata come Vaccarezza: provare per credere

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  3. Mi interesserebbe attivarne uno anche qui. Qualche consiglio? A chi rivolgermi?

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