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sabato 22 agosto 2020

Il modernismo fa male alla Chiesa: l'esempio del Brasile


Parole condivisibili. Modernismo e cattocomunismo fanno male alla Chiesa.
Una riflessione sul Brasile.
QUI un breve ma interessante articolo sul rapporto tra il presidente brasiliano Bolsonaro e i vescovi cattocomunisti in Brasile.
Luigi

BRASILE. NELLA CHIESA C’È CHI VUOLE SPACCARE (DI PIÙ) LA CHIESA.

6 Agosto 2020
Marco TosattiI

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un sito molto interessante, in portoghese, Fratres in Unum, ha pubblicato ieri una valutazione dello stato della Chiesa in Brasile, che vi offriamo nella nostra traduzione. Dei gruppi minoritari cercano di dare un’impronta sempre più di sinistra – pesista, da Partito del Lavoro (PT) – o “lulista”, e questo sta provocando forti tensioni che potrebbero sfociare in vere e proprie spaccature. Tutto ciò avviene mentre la Chiesa subisce un’emorragia costante di fedeli, dalle cifre impressionanti. Buona lettura.
§§§

Ieri è stata diffusa una lettera di sostegno alla lettera dei vescovi firmatari della petizione contro il presidente della repubblica. Anche se è stato pubblicato che c’erano più di mille sacerdoti firmatari, la verità è che c’erano 879 sacerdoti, 6 fratelli, 114 frati (di cui non sappiamo quanti sono ordinati) e 59 diaconi (di cui non sappiamo quanti sono permanenti).


Anche se il numero può impressionare all’inizio, la verità è che in un universo di 27mila sacerdoti, il numero rappresenta solo il 3,9% del clero brasiliano, così che ci sono ancora il 96,1% dei sacerdoti che non si inseriscono formalmente in questa radicalizzazione e divisione. Inoltre, la lettera non rivela l’età media dei firmatari, che, sospettiamo, sarà piuttosto elevata.


In ogni caso, il fattore più importante per l’analisi del fenomeno non sono solo i dati statistici, in questo caso molto bassi ed inespressivi, ma altre questioni, che riteniamo più determinanti:


La verità oggettiva. Non potremo mai equiparare l’ideologia alla realtà. Filosofie che enfatizzano troppo la narrazione o solo le articolazioni dei discorsi presuppongono l’inesistenza della verità, che è palesemente falsa. La verità non solo esiste, ma è la forza più grande che muove il mondo. Questi sacerdoti possono protestare quanto vogliono, ma le loro proteste non avranno il suffragio dei fedeli proprio perché vanno contro i fatti, perché sono incoerenti.


Tendenza del processo storico e del momento presente. Un movimento popolare contrario al processo storico in corso non può avere successo se non si identifica con i sentimenti in voga nella popolazione stessa. Il petismo (P.T.) e tutti i movimenti solidali con esso sono caduti sotto l’ostilità di tutto il popolo. La stessa CNBB è caduta sotto la stessa ostilità ed è in crisi di credibilità nella società brasiliana, dopo aver sostenuto in modo acritico i movimenti della sinistra. Se questo processo non viene invertito, la Chiesa perderà ogni credibilità.


L’opinione pubblica e i tassi di crescita religiosa. Non c’è posto in Brasile dove ci sia un tasso di crescita della Chiesa cattolica, mentre i tassi di crescita delle comunità pentecostali, intrinsecamente conservatrici dal punto di vista morale, non smettono di crescere. Questo ritardo cattolico, causato dalla teologia della liberazione, non può essere risolto con più teologia della liberazione. Inoltre, questa discrepanza, che è ancor più rappresentata da un numero così poco rappresentativo del clero, manca al massimo di incisività nell’opinione pubblica.


Demoralizzazione intellettuale della teologia della liberazione. Quando negli anni Settanta si è verificato l’assalto della teologia della liberazione, il popolo cattolico non era affatto preparato, nessuno sapeva di cosa si trattasse. Oggi tutti sono molto avvertiti, anche dallo stesso magistero della Chiesa, perché il loro tentativo di agire contro i laici provochi una reazione proporzionale da parte dei laici stessi, con la definitiva sepoltura di questa ideologia, sepoltura che purtroppo non è avvenuta fino ad oggi. Il discorso del TL è logoro, i partiti della sinistra sono demoralizzati, non gli resta altro che l’uso dello jus sperniandi. Questo è esattamente ciò che fanno con queste note e lettere.


Effetti collaterali. Manifestazioni come queste non sono prive di un importante effetto collaterale, che è la localizzazione degli elementi più radicali della sinistra nel clero. Le persone possono ora sapere chi sono, dove sono e come agiscono. In questo modo, la neutralizzazione di questi agenti comunisti all’interno della Chiesa può essere più facilmente realizzata dai laici, non necessariamente in modo bellicoso.


Divisione all’interno della Chiesa. Se la Chiesa è già in un processo sociale di indebolimento, quanto di più lo è se è divisa da tali questioni politiche ideologiche. La scommessa del clero liberatore è di usare questo momento presente come punto di accensione di un processo rivoluzionario che fa esplodere la rivolta nella parte sinistra del clero. All’interno dei gruppi liberatori, ora il dibattito è “come far uscire i neutrali dal muro” e rendere il dibattito ancora più acceso. Se i vescovi abboccano all’esca, inizieranno un processo di logoramento ecclesiale interno che, aggiunto al logorio dell’epidemia, l’abbandono dei fedeli, le difficoltà pastorali presenti, sarà insopportabile e non potrà avere una lunga sopravvivenza. Il corpo ecclesiale soffrirà troppo per l’aggravarsi di questa divisione.


Un’analisi pacata e attenta ci mostrerà che, sebbene i nemici storici della Chiesa commemorino così effusivamente queste manifestazioni di rottura e di contesa, in realtà non è questa la via più saggia e prudente. La Chiesa non è più in grado di affrontare una diffusa opposizione dall’interno e dall’esterno; non gode più del prestigio di cui godeva proprio avvolgendo queste mafie politiche con le sue bandiere; e, soprattutto, non dobbiamo perdere i fedeli che ancora ci restano e che sono amorevoli, devoti, pii e sinceri.