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venerdì 5 giugno 2020

Venerdì nell'ottava di Pentecoste: si può mangiare carne

foto: sito di clai
ottava di Pentecoste, I classe

CODICE DI DIRITTO CANONICO 1983
Can. 1251 - Si osservi l'astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti e singoli i venerdì dell'anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; [...].



NOTA BENE: L'abrogato CJC del 1917 prevedeva che si facesse astinenza e digiuno anche i venerdì e sabati delle Quattro Tempora. Ma poichè ad essere stati "ripristinati" dal Motu Proprio Summorum Pontificum sono solo i libri liturgici e non quelli legislativi, anche i tradizionalisti che seguono il Motu Proprio restano soggetti alle norme del CJC 1983 che dà la precedenza alla Solennità (quale è l'Ottava di Pentecoste, 1 classe).  


BUONA PENTECOSTE!

11 commenti:

  1. E per chi segue il calendario romano tradizionale, cioè quello non riformato da Giovanni XXIII? Oggi è un giorno fra l'Ottava, di rito semidoppio, con tutti i privilegi liturgici del caso, ma non certo una "solennità" nel senso in cui il nuovo codice parla, cioè un dies festus.
    Per inciso, l' "abrogato" Codice del 1917 non menzionava solo il venerdì e il sabato delle Quattro Tempora, ma anche il mercoledì.

    Comunque, la prassi greca che personalmente seguo prevede una κατάλυσις εἰς πάντα per l'ottava di Pentecoste, ovvero non si digiuna il mercoledì e il venerdì come il solito. Però, dal lunedì successivo si inizia a osservare il Digiuno degli Apostoli, cioè una sorta di quaresima moderata (niente carne, uova e latticini tutti i giorni, domeniche comprese, ma olio e vino ammessi tranne lunedì, mercoledì e venerdì) fino alla festa dei Ss. Pietro e Paolo, rispettando in questo modo la prescrizione biblica che impone il digiuno del quarto mese (che i latini, come detto, osservavano con le Tempora, ma che il nuovo codice dimentica del tutto...)

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  2. Ma nun ce posso crede... ma voi nun ci avete proprio gnente da ffà... er rito semidoppio? Ma che è, na partita de tennis? La prima classe? Er codice der 17, der l'83, er diggiuno de li appostoli, le tempora, er vino e l'olio sì o no non so, er martedì er giovvedì li giorni pari li giorni dispari... a li mortacci vostri!!! Provate a campà con 600 euri ar mese de ppensione se va bbene, sennò sò 400 o perfino ducento... ce sta a ggente che nun cià manco na lira, che je deve portà er pacco alimentare la parocchia... qua con sto locdaune infame ce stanno 400mila posti de llavoro ppersi, ce sta a ggente che nun lavora più, vanno a ffrugà nei bidoni de la monnezza per raccoje li scarti da a verdura der mercato... e voi state a disquisì se mangiare la ccarne o nnò e qquando? E mettete la foto da a porchetta arrosto come ce stava sulli ttavoli de li signori meddievali che bbanchettavano ne li castelli... Ma robba d'annà fori de ttesta... ma chi ce li ha li ssordi per comprà la ccarne? Er diggiuno? Ma qua la ggente lo fa tutti i ggiorni er diggiuno... ma ci avete idea voi de quanto ammonta la ppensione mmedia di ppoveri vecchi che cianno pure da mantené li fijoli senza lavoro? E li stippendi da ffame che ce stanno? Ma annate a faticà va... state nà ggiornata a fare li muratori sotto ar sole coccente o davanti a nà ccatena de montaggio in fabbrica in piedi sur le piotte tutto er giorno, poi vedemo se ci avete ancora tanta voja de diggiuná...

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    1. Queste regole del digiuno e dell'astinenza si praticavano quando l'Italia era molto più povera di adesso, ergo per favore taccia

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    2. Mio padre e' muratore e digiuna

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  3. Lo stridore fra Liturgista e Anonimo 00:33 è atroce.

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    1. Hai ragione...mancava il "io seguo la prassi greca"! C'è nessuno che segue l'uso cluniacense del XII secolo? Così, per sapere...

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    2. Se può interessarle conosco chi segue la Regola di S. Benedetto nella sua forma originaria. Dacché io frequento la liturgia greca, pare conseguente che io ne segua pure la prassi digiunale, rimasta molto più fedele a quella dei Canoni Apostolici. La prassi digiunale latina era per molti versi simile a quella greca (almeno de jure, de facto era mitigata da molteplici indulti locali) fino al 1917. Il suo commento, ad ogni modo, rasenta il ridicolo nello spregio dichiarato di una consuetudine apostolica.

      All'anonimo che scrive in un vago dialetto romanesco potrei citare S. Giovanni Crisostomo che ci narra di contadini che osservavano ardentemente la quaresima, consumando un solo pasto al giorno di solo cibo crudo e pane (xirofagia) dopo il tramonto, pur lavorando duramente nei campi per ore. Ma temo che siffatta citazione non farebbe altro che aumentare il dislivello culturale tra i due interventi.

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    3. La prassi greca è però estremamente simile alla prassi latina altomedievale

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  4. Complimenti! Un post da veri democristiani. Tradizionalisti a giorni alterni, ossia "Franza o Spagna, purché se magna". Invece di invitare i fedeli ad osservare le tradizioni spazzate via dal delirio vaticanosecondista (tipo le Quattro Tempora), benché non più obbligatorie, fate gli azzeccagarbugli con i codici di diritto canonico per scantonare. Eh no cari...non si può fare i duri e puri quando si tratta di tirare fuori dalla naftalina la pianeta del prozio monsignore e mettersi a servir messa con le cotte col pizzo del seicento per poi fare i papaboys nella pratica quotidiana...con tanto di foto della porchetta!
    Post indifendibile, degno della versione curiale della sinistra al caviale.

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    1. Come ho già commentanto in altri post questi qui pseudo-cripto-tradizionalisti-vaticano-secondisti (= peggio dei modernisti) di questo blog non sono altro che delle banderuole...

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  5. Plenum venter facile de ieiuniis disputat.

    Una pancia piena discute facilmente di digiuni.

    S.Girolamo, Epist. 58,2

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