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martedì 26 maggio 2020

Un miracolo di San Filippo Neri "l'apostolo di Roma"

Oggi è la festa di una dei più grandi Santi della Chiesa Cattolica: San Filippo Neri fondatore della Congregazione dell'Oratorio che di tanto aiuto fu ed è nei nostri giorni alla Chiesa nell'educazione della gioventù. Filippo, semplice ed umile, rifuggì sempre gli onori e dignità ecclesiastiche, più volte offertegli. 
E Dio lo favorì col dono della profezia, dei miracoli e con frequenti visioni. 
Un  dipinto (v.immagine a destra) di Artista sconosciuto, raffigura il miracolo della guarigione della mano
malata di Papa Clemente VII sofferente di podagra, comunemente detta "gotta" era collocato nella chiesa di San Filippo Neri , soprannominata dai romani "San Filippino" lungo via Giulia,  detta anche del Buon Pastore perchè raccoglieva donne sole, anche pericolanti.  La chiesa venne "eretta nel 1623 (o, secondo un'altra fonte, nel 1603) . 
Il committente dell'edificio era Rutilio Brandi, un guantaio originario di San Gimignano. Brandi era penitente di Filippo Neri e Governatore della Compagnia delle Santissime Piaghe di Gesù, istituto fondato nel 1617 e composto da fiorentini residenti a Roma. 
In quanto malato di gotta, Brandi fece dedicare la chiesa dedicata a San Trofimo, il protettore dei podagrosi. 
Inoltre, nell'edificio che incorpora la chiesa, Brandi fondò due opere di carità: un piccolo ospedale per i sacerdoti e un istituto per le ragazze povere, dedicato a San Filippo Neri. 
A causa di ciò, la dedica del santuario è cambiata nel tempo in quella a San Filippo Neri, l'"apostolo di Roma". 
Nel 1728 la chiesa fu restaurata da Filippo Raguzzini per conto di Papa Benedetto XIII (r. 1724-1730); il lavoro principale fu la nuova facciata, eretta tra maggio e ottobre 1728 con una spesa complessiva di 500 scudi. 
La facciata della chiesa fu tuttavia nuovamente demolita e ricostruita tra il 1767 e il 1768 con un progetto di Giovanni Francesco Fiori, in uno stile eclettico tra il Barocco e il Neoclassico. Nel 1797, quando i francesi, a causa del trattato di Tolentino, pretesero una grossa somma di denaro dal Papa, San Filippo fu l'unica chiesa a Roma a conservare il suo reliquiario d'argento, poiché il rettore della chiesa si rifiutò di consegnarlo a Papa Pio VI 
Poiché si trova a circa 100 metri dal Tevere, la chiesa fu gravemente danneggiata durante un'inondazione nel 1853, e per questo motivo fu restaurata sotto Papa Pio IX (r. 1846-1878) nello stesso anno.
Nell'ambito dei lavori di demolizione ordinati nel 1938 da Benito Mussolini per la costruzione di un ampio viale tra Ponte Mazzini e la Chiesa Nuova, quasi tutti gli edifici intorno alla chiesa furono demoliti, e la chiesa stessa, profanata, fu risparmiata solo a causa dell'interruzione del progetto dovuta all'inizio della seconda guerra mondiale. 
Successivamente le opere d'arte ivi contenute scomparvero in mani finora sconosciute o andarono completamente perdute. 
L'edificio cadde poi in rovina: servì fra l'altro come deposito di legname e come deposito per il mercato ortofrutticolo del vicino vicolo della Moretta. 
Negli anni '60 tutte le finestre furono distrutte, la facciata ammalorò e il portale venne murato; questo stato durò diversi decenni. 
Nel 2000 l'edificio è stato restaurato, ma il suo uso rimane profano e non è accessibile. " ( Wikipedia QUI )

Foto 2 : QUI

L'interno attuale dell'ex chiesa di San Filippo  lungo via Giulia QUI