martedì 7 aprile 2020

Una breve riflessione sul rapporto tra Domenica delle Palme e martirio

Grazie per il contributo letto sulla pagina Facebook dell'amico don Arnaldo.
Luigi

Domenica delle Palme

Spesso, nella nostra società in cui la cultura è invasa dal relativismo e dal globalismo, anche le precise simbologie della nostra Fede cattolica vengono invase dal politically correct e vengono tradotte con significati ritenuti attuali o ancor peggio sincretisticamente unificanti.
Oggi, inizio della Settimana Santa, vale la pena allora ricordare e soffermarci sull’autentico significato della Palma, per non travisarlo con il senso comune di segno di pace e buonismo, spesso anche colpevolmente accettato e promosso dai nostri presbiteri.

L'antica simbologia della palma del martirio e, in generale, la palma intesa come simbolo del Cristianesimo, si collega all'Oriente, cioè alla terra dove maggiormente si trova questo albero slanciato e vigoroso con possenti pennacchi di foglie disposti a raggio come quelli del sole. Si pensava che la pianta nel fiorire e generare i frutti (e quindi i semi) morisse: il legame con il martirio è quindi dovuto a una simbologia di sacrificio. La stessa simbologia si trova alla base nel motivo della candelabra.
Il suo significato è quello della vittoria, dell'ascesa, della rinascita e dell'immortalità. Si collega anche alla fenice e ha la funzione di albero della vita. La simbologia cristiana, presente fin dall'epoca paleocristiana è legata a un passo dei Salmi, dove si dice che come fiorirà la palma così farà il giusto: la palma infatti produce un'infiorescenza quando sembra ormai morta, così come i martiri hanno la loro ricompensa in paradiso.
Nella domenica detta appunto delle Palme la simbologia rimanda all'entrata trionfale di Gesù Cristo in Gerusalemme (Vangeli, Giovanni 12,13) prefigurando in anticipo la Resurrezione dopo la morte. Ugualmente, la palma ha lo stesso valore di simbolo della resurrezione dei martiri (Apocalisse 7, 9).
Nell'antica arte cristiana la palma è raffigurata con la stessa frequenza dell'àncora e della colomba.
La palma del martirio si incontra su epigrafi sepolcrali, sarcofagi, affreschi, lastre e stemmi (vedi palma (araldica)), spesso unita al monogramma di Cristo.
I mosaici raffigurano di preferenza persone che portano in mano i rami: sono i cristiani che hanno riportato la vittoria, morendo fiduciosi per la loro fede. Si riferiscono anche al salmo il giusto fiorirà come palma (91, 13) e al tempio di Re Salomone che era ornato di ricchi motivi di palma (cfr. 1 Re 6,29-32.35; 7, 36; 2 Cr 3,5).
La pianta è anche immagine di Maria, madre di Gesù con riferimento al brano del Cantico dei Cantici:
«La tua statura rassomiglia a una palma e i tuoi seni a grappoli.»
La Legenda Aurea scritta da Jacopo da Varagine prese dal vangelo apocrifo di Matteo l'episodio, caro all'arte cristiana, della palma che, durante la fuga in Egitto, si inchinò perché Maria e Giuseppe cogliessero i suoi datteri e fece sgorgare tra le radici una sorgente di acqua fresca. La scena è un modello del paradiso ritrovato e la sorgente, ai piedi dell'albero, simboleggia nella religione cristiana la fonte della vita.
La leggenda del ramo di palma alla morte di Maria non è raffigurata di frequente: per Gerd Heinz-Mohr l'arcangelo Michele, o l'arcangelo Gabriele secondo altri studiosi, reca dal Paradiso un ramo di palma alla madre di Dio come segno della sua morte imminente. Maria lo porge a Giovanni Evangelista che a sua volta lo porta davanti alla bara il giorno della sua sepoltura.
Il ramo a volte è raffigurato con sette punte, simbologia che si evolverà nelle Sette spade dei dolori di Maria.

Quindi, riassumendo, la commemorazione dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, accolto da folla che agitava rami di Palme festanti, non è altro che una preconizzazione del Martirio di Cristo e della Sua Resurrezione, con l’invito a morire con Lui a noi stessi per poi con Lui risorgere a Vita nuova, di cui la pace, è solo uno dei tanti frutti.

Auguro una buona Settimana Santa.