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sabato 18 aprile 2020

Il fondatore del Don Orione di Bergamo, che prima di morire ha esultato in segno di vittoria


Per fortuna che  ci sono tanti sacerdoti che non scappano davanti al pericolo e chiudono le chiese.
Luigi

PrimaBergamo, 28 Marzo 2020
di Bruno Silini

Negli ultimi giorni era lui a consolare gli altri dicendo di «non avere paura, perché siamo tutti nelle mani di Dio. Ci vediamo di là, dite il Rosario e salutatemi tutti»
«L’uomo ha due mani, perché mentre una lavora, l’altra serve per far scorrere i granelli della corona del rosario». È una frase che don Cirillo Longo ripeteva spesso a quanti lo incontravano al “Centro Don Orione” di Bergamo. Adesso che è venuto a mancare la sera del 19 marzo (solennità di San Giuseppe) quella frase assume la brillantezza delle tante perle spirituali incastonate nella sua intensa vita sacerdotale.

Aveva 95 anni. Poche ore prima di morire, disteso sul letto, ha alzato le braccia in segno di vittoria nella lucida consapevolezza che presto avrebbe raggiunto la Casa del Padre. Un gesto che non solo testimonia la poderosa “grinta” di don Longo, ma la convinzione ferrea che nemmeno l’ora buia della morte separa gli uomini dall’amore di Cristo. Negli ultimi giorni era lui a consolare quanti avrebbero dovuto consolarlo dicendo «di non avere paura, perché tutti siamo nelle mani di Dio».

Il suo calvario è iniziato il 12 marzo. I successivi otto giorni sono stati riempiti dalla preghiera e dalla sofferenza: fisica, ma soprattutto quella di non poter comunicare con tutti, rispondere ai messaggi augurali, che sono arrivati da tutto il mondo e da tutti i continenti: sacerdoti, suore, familiari, e tante persone semplici, famiglie, bambini, ragazzi, dipendenti di molte strutture da lui fondate e dirette. Nella notte del 17 marzo in una breve telefonata ha detto: «Ci vedremo di là, in Paradiso… pregate il Rosario… salutatemi tutti». In un’altra telefonata, dopo la ripresa miracolosa nella Festa di San Giuseppe, ha ripetuto: «Pregate tanto, arrivano i tempi difficili, pregate il Rosario».

Don Cirillo Longo era nato a Saletto (Padova) il 18 marzo 1925: 78 anni di professione religiosa, 67 anni di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia religiosa degli Orionini “Madre della Divina Provvidenza”. Era entrato nella Congregazione il 23 ottobre 1937 a Tortona (Alessandria). Lo stesso don Luigi Orione (santo fondatore della Congregazione approvata il 21 marzo 1903) gli aveva messo la “tonaca” sacerdotale. È stato il testimone dei miracoli del fondatore, quando durante la Seconda Guerra mondiale, nei momenti disperati di paura e di fame, bastava una preghiera, recitata con fede ardente, con l’amore filiale da tutti i seminaristi, per veder arrivare un aiuto inaspettato, l’aiuto che veniva dal Cielo, attraverso i soldati. Don Longo è stato direttore a Venezia, Santa Maria La Longa (Udine), Bergamo e Seregno (Monza-Brianza). È conosciuto soprattutto per il suo ruolo di economo provinciale, che ha svolto per 12 anni (1979-1988), legato in quel periodo dall’unione fraterna con il padre provinciale don Mario Bai. Entrambi hanno incarnato nella vita gli autentici carismi di don Orione: carità, umiltà, preghiera e soprattutto la fede nella Divina Provvidenza. Entrambi fedeli al motto fondativo: «Fate del bene sempre, del bene a tutti, male mai a nessuno».