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venerdì 15 aprile 2022

Venerdì Santo - III vigilia: "Et egressus foras ploravit amare"


Mt. 27, 74-75

"[74]Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò. [75]E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all'aperto, pianse amaramente."

2 commenti:

  1. Il tradimento di Cristo, dall'interno della Chiesa, è rinato tante volte nella storia, non troppe volte seguito dal flevit amare di cui è stato capace Pietro perché nonostante le debolezze aveva una fede nel Maestro che lo ha riscattato. Speriamo che ora avvenga la stessa cosa.

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    1. Il problema è che Pietro dimostrò di avere, umanamente, una certa debolezza. Invece Bergoglio e simili tendono verso una direzione che non è cristiana. Pietro avrebbe voluto X ma in certi momenti non ce la fece, mentre il clero di oggi vuole Y: è proprio l'intenzione ad essere diversa, perché lo scopo è un altro. Quella di Bergoglio non è debolezza ma è oggettiva volontà di creare o consolidare una religione che non è quella cattolica. Un conto è la momentanea incapacità di essere cristiani, altro conto è perseguire un obiettivo differente; e ciò è fortemente dirimente, dato che nel primo caso ci si salva, nel secondo caso si va all'inferno.

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