martedì 7 aprile 2020

Domenica "senza palme": l’ennesimo trionfo della contraddizione come metodo degli scienziatoni liturgici. Boom di spedizioni postali dei rami benedetti

Quelli che alzavano alti lai perché alla liturgia non si assiste come muti e passivi spettatori, in realtà la trattano come una rappresentazione teatrale: finito lo spettacolo, gli attrezzi di scena non servono più. 
E se lo spettacolo non c’è, non ha senso usarli ugualmente. L’ennesimo trionfo della contraddizione come metodo. 
Per la domenica delle palme un parroco avrebbe desiderato benedire i rami di ulivo per poi lasciarli fuori alla porta della chiesa in modo che la gente avrebbe potuto con calma prenderli ma è stato rimproverato: «Leggi la circolare». 
In effetti la circolare ab origine della Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ( QUI ); è stata diffusa poi nel territorio nazionale dalla CEI per tutte le diocesi italiane proibendo " de facto" (* leggere in fondo) la benedizione delle palme perché queste servirebbero solo per la commemorazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme e, siccome quest'anno questa processione non si poteva ovviamente fare a
causa della pandemia, non si potevano benedire neppure le palme. 
Invenzione degli scienziatoni liturgastri. 
Non si è mai sentita una cosa del genere. 
La Chiesa avrebbe da secoli benedetto le palme solo per la processione e non anche perché quella benedizione entri nelle case dei fedeli? 
Lo dicono gli stessi scienziatoni della liturgia che la benedizione è soprattutto per le persone, ed ora se ne escono che invece la benedizione delle palme è solo per la processione. 
I segni della nostra fede conservano intatto il loro valore anche al di fuori dei riti, il loro significato non è sono “ad acta” cioè solo durante la celebrazione ma “ad essentiam”. 
Un calice ad esempio non è “significativo” solo durante la celebrazione ma rimane tale anche quando è conservato in sagrestia per questo viene trattato con cura e rispetto essendo consacrato per l’uso esclusivo di Dio! 
Nei paesi con limitazioni dovute al COVID-19  la Congregazione per il Culto divino ha ritenuto opportuno che la processione con i rami di ulivo benedetti non potesse aver luogo nelle chiese parrocchiali ( disposizioni poi riprese dalla CEI v.sotto). 
L'unica soluzione per soddisfare la forte devozione dei fedeli  è quindi stata di benedire “privatamente” i rami di palma o di ulivo perché siano sacramentale e segno di salvezza e di protezione per tutti coloro che le avrebbero accolte con fede in ricordo dell’ingresso regale di Gesù a Gerusalemme. 
Attraverso la benedizione infatti i ramoscelli d'ulivo ricevono "una forza che li eleva all'ordine soprannaturale e li rende capaci di santificare le anime, di proteggere i nostri corpi e le nostre case." (Dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico.)
Gli  scienziatoni liturgastri hanno avuto da ridire... ma non importa: (*) difatti in tutta la Nazione Cardinali, Arcivescovi, Vescovi e Parroci hanno benedetto i rami di ulivo molti dei quali sono stati persino spediti gratuitamente  in speciali confezioni sigillate ai fedeli che ne hanno fatto richiesta!
Un boom di richieste persino dalle isole!!! 
Questo è il santo zelo sacerdotale cattolico!
AC
***
" Dómine Iesu Christe, Rex ac Redémptor noster, in cuius honórem, hos ramos gestántes, solémnes láudes decantávimus: concéde propítius, ut, quocúmque hi rami deportáti fúerint, ibi tuæ benedíctionis grátia descéndat, et, quavis dæmonum iniquitáte vel illusióne profligáta, déxtera tua prótegat, quos redémit. Qui vivis et regnas, cum Deo Patre, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sæcula sæculórum.".  

Signore Gesù Cristo, Re e Redentore nostro, in onore del quale, portando questi rami, abbiamo innalzato solenni lodi: concédi propizio che, ovunque questi rami saranno portati, lí discenda la grazia della tua benedizione, e, dissipata ogni ostilità o inganno del demonio, la tua potenza protegga i tuoi redenti. Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. 


Fonte: Ufficio Liturgico Nazionale CEI QUI 

19 commenti:

  1. Ovviamente non si perde tempo per dare addosso al clero in questo sito!
    Intanto ricordo che la benedizione nelle palme è un rito strettamente legato all'ingresso solenne di Gesù a Gerusalemme. Il senso delle palme e degli ulivi è accompagnare Cristo mettendosi anche in corteo con Lui.Tanto è che il messale anche quello Vetus Ordo prevedeva la possibilità di celebrare una Messa senza la commemorazione dell'ingresso di Nostro Signore.
    Ricordo ancora che in tutte le parrocchie,che rimangono sempre aperte, i sacerdoti sono disponibili per confessare,amministrare il Sacramento della Penitenza e distribuire la Santa Eucarestia,dato che ogni giorno tutti i parroci celebrano il Sacrificio eucaristico e che comunque è possibile seguire la Santa Messa con i mezzi audiovisivi che abbondano.Poi ricordo che se si è impossibilitati a partecipare al Sacrificio eucaristico la Chiesa consiglia di unirsi a Cristo Sacerdote attraverso la liturgia delle ore!

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    1. Ovviamente Anonimo delle 10:55 non si perde tempo per dare addosso alle schiatterie in questo sito difendendo come nostro precipuo dovere tutti i Sacerdoti e tutti i pastori di anime che la Provvidenza ha messo alla nostra guida.
      Scritto questo La invito a rileggere con calma il post con meno pregiudizi Ella infatti potrà con sopresa notare che stiamo parlando la stessa lingua, la lingua del buon senso liturgico, la lingua dell'esaltazione del ruolo insostituibile sacerdotale ( un padre di famiglia NON può benedire, nel senso sacramentale che intendiamo noi alcunchè). Si rilegga la frase finale "Non avendo concesso la Congregazione per il Culto divino, nei paesi con limitazioni dovute al COVID-19, e conseguentemente la CEI la benedizione e la susseguente processione ( leggere sotto le disposizioni CEI ) si sarebbe potuta impartire la benedizione “privatamente” sui rami di palma o di ulivo perché siano sacramentale e segno di salvezza e di protezione per tutti coloro che le avrebbero accolte con fede in ricordo dell’ingresso regale di Gesù a Gerusalemme." Pax

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    2. Se "il senso delle palme e degli ulivi..." fosse solo quello di "...accompagnare Cristo mettendosi anche in corteo con Lui", non servirebbe benedirle!
      Per esempio: non tutti lo sanno, perché pochi lo fanno, ma i libri liturgici (vecchi, nuovi e nuovissimi) prevedono che alla processione eucaristica tutti (non solo il clero) dovrebbero recare una candela in mano. Forse queste candele si devono benedire? No di certo! Si benedicono invece le candele della "candelora" che poi vanno portate a casa!
      Se "il senso delle palme e degli ulivi..." fosse solo quello di "...accompagnare Cristo mettendosi anche in corteo con Lui", perché portarle a casa? Come ricordino?
      Se "il senso delle palme e degli ulivi..." fosse solo quello di "...accompagnare Cristo mettendosi anche in corteo con Lui", perché il messale romano (quello nuovo, si intende) prevede, in luogo della processione, la forma dell'ingresso solenne, in cui i fedeli rimangono tutti al loro posto e non si mettono certo in corteo per accompagnare il celebrante dal fondo della chiesa all'abside?
      No, il senso delle palme non si esaurisce in un gingillo festoso da sventolare al passaggio di Cristo come uno striscione "ante litteram". Ecco perché vanno benedette e conservate nelle case a motivo del valore spirituale foriero di Grazie che la benedizione conferisce loro.
      P.S. Rimarcare scelte discutibili di "scienziatoni della liturgia" (per usare la locuzione adoperata nel "post") è il lodevole sforzo di chi, magari, non è scienziato, ma vorrebbe reclamare da questi "scienziatoni" un po' meno scienza e un po' più fede. Quindi non è tempo perso!

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    3. Stupendo scritto di Anonimo7 aprile 2020 16:29 : ottimo per farci un post specifico! Quanto buon senso!

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  2. Ovviamente non ho capito di trovarmi su un sito di dottori in sacra liturgia e storici di essa. Intanto gli stessi messali sia del Novus Orso e del Vetus Ordo prevedono la possibilità di celebrare la giornata senza il rito della benedizione e la processione.
    Inoltre il documento "Paschalis solemnitatis" del 1988 ricorda che: i rami vanno benedetti solo per accompagnare la processione!

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    1. Primula rossa7 aprile 2020 19:46

      Il "messale" del novus ordo è una (altra) cosa dal Messale (non c'è bisogno di aggiungere Vetus Ordo).

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    2. Anonimo delle 16:27 non sono ne' un dottore in sacra liturgia ne' uno storico di essa. Ma so fare COPIA+INCOLLA come forse anche lei, reverendo, saprà fare. Dal documento che lei ha citato Paschalis sollemnitatis al numero 29 copio+ incollo TUTTO non solo un pezzetto come lei furbescamente ha fatto " La benedizione delle palme o dei rami si fa per portarli in processione. Conservate nelle case, le palme richiamano alla mente dei fedeli la vittoria di Cristo celebrata con la stessa processione." Perchè reverendo non impara anche lei, anche se ha due o tre lauree, a fare un buon COPIA+INCOLLA?

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    3. Anonimo delle 23:04 impari almeno a leggere i documenti pontifici e a capire quello che vi è scritto. Nel documento del 1988 si dice esplicitamente il legame tra rito della benedizione e corteo! La congregazione si è rifatta a quel documento e le conferenze episcopali hanno applicato le direttive. Santa Notte,buona settimana santa!

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    4. Ecco la frase Anonimo 23:38 " La benedizione delle palme o dei rami si fa per portarli in processione. Conservate nelle case, le palme richiamano alla mente dei fedeli la vittoria di Cristo celebrata con la stessa processione."
      Mi pare che l'accenno alla conservazione nelle case delle palme è esplicito.
      Auguri di cuore anche a Lei!

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  3. Ulivi e palme che poi la quasi totalità della gente se li è sempre portati a casa considerandoli amuleti alla stregua del cornicello napoletano. Quanta superstizione! Il cattolicesimo non è altro che un revival del paganesimo!!!

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    1. Però il blog "superstizioso" ti fa rosicare...

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  4. Anonimo delle 16:29
    "Non tutti lo sanno..." dal modo di esprimersi capisco che lei è uno dei tanti liturgisti presenti in Italia,probabilmente lei avrà scritto i praenotanda. Comunque le ripeto che il rito della benedizione delle palme può essere effettuato con concorso di popolo a patto che il rito preceda la celebrazione eucaristica.Quando non viene fatto il corteo si può fare la forma breve a patto che prosegua con la celebrazione eucaristica.Lo stesso vale per il rito del 2 Febbraio! Perché è tutto connesso con la celebrazione! Non è un semplice sacramentale!
    La scienza che si contrapporrebbe alla "fede", in questo caso è quella liturgica! Se volete continuare la discussione all'infinito per favore citate i documenti della Chiesa Cattolica e i libri liturgici!
    Se no andate da questi" santi" preti che vi danno tutto quello di cui avete bisogno! Iniziando da un po di catechesi liturgica che non avete!

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    1. Ma perché deve affibbiare patenti di saccenza a chi fa solo osservazioni? Ha cominciato lei a osservare e, mi permetta, se il mio intervento era saccente il suo lo era altrettanto! Peraltro io non ho mai sostenuto che si possano benedire le Palme senza Messa, perché come lei sono convinto del contrario. Il discorso che è stato fatto, però, era ben diverso e incentrato sull'utilizzo delle Palme benedette: come se la loro funzione si esaurisse nella (necessaria) processione e non anche nel successivo custodirle nelle case.

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  5. Appunto: la benedizione si fa per portarli in processione

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    1. Ma se un nubifragio o atri eventi impediscono la processione si omette la benedizione? La mia non è polemica, ma semplice domanda.

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  6. E se avessero proibito la benedizione dei rami per evitare il via vai in chiesa? Io scrivo dal nord e qui da un mese siamo in clausura stretta. Le chiese sono aperte ma per le strade le forze dell'ordine controllano chi passa; agli anziani poi, e qui oramai solo loro vanno in chiesa, è fatto severo divieto ad uscire di casa. Allora: hanno ragione quei sacerdoti che hanno seguito le indicazioni della CEI oppure quelli che hanno ugualmente benedetto i rami di ulivo?

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    1. Non mi sento di dare ragione o torto, ma penso che non ci sia nulla di male a osservare che sarebbe bastato estendere alle parrocchiali quello che è stato concesso alle cattedrali: benedizione delle palme con la seconda formula (rito nuovo) seguita dalla Messa a porte chiuse. A chiesa riaperta dopo la funzione e nei giorni seguenti i fedeli avrebbero potuto, in occasione della loro visita in Chiesa, ritiare il ramoscello d'ulivo.

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    2. Signor Davide: hanno "ragione" tutti coloro che seguono il Salmo 15 "Io pongo sempre innanzi a me il Signore,sta alla mia destra, non posso vacillare.". Il senso della sana devozione del popolo santo di Dio è importante altrimenti il Santo Padre non avrebbe usato le espressioni di "pastori con l'odore delle pecore" o "chiesa ospedale da campo". Il bene spirituale dei fedeli è la suprema lex della Chiesa!

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    3. Vi confesso di aver potato il mio olivo e i numerosi rami portati, la domenica mattina, alla messa in rito antico che celebrano vicino casa a porte chiuse. Ho poi fatto due cesti che ho posto fuori del portone di casa e all atrio della chiesetta di cui ho le chiavi:a mezzogiorno erano terminati tutti! Pensavo di ricevere i rimproveri dal mio parroco che il rito non lo aveva compiuto.... Le persone invece mi hanno ringraziato, si sono sentite meno sole.

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