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giovedì 16 aprile 2020

Coronavirus. “La manifestazione più delicata del ministero sacerdotale è di consolare gli afflitti e di testimoniare la forza della fede" AGGIORNAMENTO

Un Parroco  di una grande comunità parrocchiale nel Nord Italia  dopo aver letto il nostro di post di ieri (QUI) ci ha scritto.
Quando ci sarà la cosiddetta "ripresa" della normalità dopo questo terribile momento segnato dai lutti e dalle emergenze sanitarie per colpa della pandemia del coronavirus si profilano all'orizzonte molte preoccupazioni  per tutte le realtà ecclesiali
Le parrocchie sono preziosissime ed insostituibili:  incardinate indissolubilmente nella vita delle città e dei paesi. 
AC
AGGIORNAMENTO (v.sotto)





« Colpiscono molto le osservazioni che si leggono in questi tempi su vari strumenti di comunicazione
Ferme restando le indicazioni sanitarie, disciplinari ecc. di competenza dello stato, occorre anche guardare con attenzione ad alcuni aspetti della vita della Chiesa in quanto tale che,
proprio per questo, devono essere soggetto di interesse da parte di tutti i pastori a tutti i livelli.  

Il primo aspetto è senza dubbio quello sacramentale: è pur vero che tutti possiamo vedere le trasmissioni delle varie celebrazioni in tv ( spesso godendo di spettacoli indegni ma anche di celebrazioni ben curate) , ma è altrettanto vero che si viene privati di ciò che di importante veicolano le celebrazioni liturgiche cioè il Sacramento dell’Eucaristia
Il ricorso alla comunione spirituale può essere un valido sostituto per qualche volta ma non può e non deve diventare la normalità. 
Discorso simile vale per gli altri Sacramenti.

Il secondo aspetto è quello del rapporto tra le autorità dello stato e quelle della Chiesa che pare sia andato in cortocircuito ultimamente. 
Se è vero che tocca allo stato difendere la salute dei cittadini in ogni modo ma è anche altrettanto vero che , esistendo un concordato, tocca alla chiesa legiferare sui tempi e modi in cui si accede alle chiese e quali celebrazioni si possano e debbano tenere in esse. Tenere lontano i fedeli dalle chiese e dalle relative celebrazioni liturgiche per un tempo indefinito crea più di un problema non solo pastorale ma anche giuridico e servirà essere attenti anche a questo aspetto. 
Rammarica vedere esposto il ministero sacerdotale ( soprattutto nella sua manifestazione più delicata che è quella della consolazione degli afflitti e della testimonianza della forza della fede) alle più strane e contraddittorie interpretazioni di questo o quell’agente di polizia o di questo o quell’altro prefetto. 
Prova ne sia la triste vicenda di parecchi sacerdoti multati pesantemente per aver portato un crocifisso o una statua della Madonna per le strade, pur con tutte le precauzioni del caso. 
Il fatto strano è che spesso e volentieri accanto ai sacerdoti ci sono anche i sindaci che li accompagnano in fascia tricolore , sottolineando così il carattere di ufficialità della preghiera per tutti. 
Insomma un piccolo pensiero, tra i tanti che stiamo facendo in questo tempo in cui possiamo fermarci anche a ragionare un po’, vale la pena farlo , giusto per evitare un gioco al massacro del tutti contro tutti. 

Il terzo aspetto , meno importante da un punto di vista dei “massimi sistemi” ma con una sua rilevanza pratica: le chiese che non ospitano celebrazioni liturgiche come possono andare avanti? 
Se si pensa che la maggior parte delle parrocchie italiane si sostiene con le offerte dei fedeli provenienti dalle cassette delle offerte, dalla celebrazione delle ss.messe per i defunti ecc. si comprende come , all’orizzonte, si prepari un grande problema economico. 
Potrebbe sembrare un discorso da preti legati al denaro ma, pensandoci bene, questo discorso coinvolge dipendenti delle parrocchie, ditte che lavorano per le chiese ecc. insomma qualcosa di più della lamentela da sacrestia per la mancata accensione della candelina votiva.»
d.A.B.


Foto: Lo scatto fotografico che ha fatto il giro del mondo commovendo tutti: l'anziano Parroco di Rocca Imperiale (provincia di Cosenza) don Domenico Cirigliano che, perpetuando un’antica, ininterrotta tradizione risalente al 30 marzo 1691, ha portato DA SOLO in processione il Crocifisso miracoloso beccandosi per quel nobile gesto di fede una multa salata e la quarantena di 14 giorni ( leggere QUI )

***

La non meno incredibile, e ripugnante, la vicenda, frutto di un'indegna spiata, dell'irruzione di una troupe televisiva  nel giorno di Pasqua nella chiesa parrocchiale di Formia per "incastrare" un povero prete che ha celebrato la Messa alla presenza di pochissimi fedeli ben distanti fra  loro e dotati di mascherina e di guanti. Ovviamente il Vescovo ha "scaricato" il suo Sacerdote! Leggere QUI


AGGIORNAMENTO ( 17 aprile 2020)

Coronavirus: Papa, così non è Chiesa 'Non possiamo viralizzare i sacramenti, serve presenza concreta'  

ANSA ( QUI