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sabato 28 marzo 2020

La prima preghiera? Smettere di peccare

di Enrico Salvi 

Si concludono qui le osservazioni di cui in “L’uomo è la causa del virus” e “È l’uomo che si autolede”.

Il virus (l’ennesimo) che sta flagellando l’umanità dovrebbe rappresentare un’occasione per ricordare all’Uomo che, venendo al mondo, egli nasce FUORI DELL’EDEN. «II Signore lo scacciò dal giardino dell’Eden»: è questo l’evento che, dopo quello della Caduta, spiega le tribolazioni che affliggono il genere umano, peraltro prospettate dal Signore stesso ai Progenitori. Fuori dell’Eden l’Uomo paga le conseguenze della sua libera disobbedienza al Precetto divino: «… non mangerai …» 

Dopo aver creato, è il caso di dirlo, ogni “ben di Dio”, il Signore creò l’Uomo a Sua immagine, evento di inaudita meraviglia! Ma chi, almeno fra i Cattolici, viene oggi rapito dallo stupore di fronte a tale enormità? L’Uomo a immagine di Dio? Ripetiamolo: L’UOMO A IMMAGINE DI DIO? Quale intimità di Sé ha partecipato il Signore all’Uomo plasmandolo a Sua immagine? Per prendere forma l’immagine necessita di uno specchio, e se è vero che l’immagine non è lo specchio è altrettanto vero che tra essa e lo specchio deve esserci una certa affinità, dal latino AFFINIS: confinante, vicino; diversamente l’immagine non potrebbe formarsi. Un’immagine specialissima, secondo quanto ne rivela (in senso escatologico) san Paolo: «E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore».

Dio è lo Specchio, l’Uomo prende forma specchiandosi in Dio: non è strabiliante? Dio non è l’Uomo, l’Uomo non è Dio, ma Dio si fa Uomo e l’Uomo è immagine di Dio, quindi di Gesù Cristo, cioè Dio fatto Uomo! Non dovrebbe bastare questo frastornante divino intrigo a rapire la mente e il cuore dell’Uomo, a distaccarlo, per dirla ancora con san Paolo, dalla «spazzatura» di questo mondo? 

L’Uomo è a immagine di Dio perché Dio è lo Specchio dell’Uomo: non è questa ammirata consapevolezza che dovrebbe indurre l’Uomo a comportarsi divinamente, quindi a imitazione di Gesù Cristo vero Uomo oltre che vero Dio, e pertanto A SMETTERE DI PECCARE? Forse che, al fondo, ogni peccato dell’Uomo non è una recidiva del Peccato Originale che conferma l’esilio dall’Eden con tutte le sue conseguenze? Il Battesimo cancella la macchia della Caduta, ma l’inclinazione verso il continuare a mangiare la mela (a farsi dio secondo il sibilo del serpente) resta, ed è questa inclinazione che va combattuta e sconfitta. Ovvero, con il Battesimo Dio fa la sua parte, ma spetta all’uomo compiere la sua, ovvero il combattimento interiore. Già, cosa di più alieno dallo spirito moderno? Combattimento che, si noti, ha luogo fuori dall’Eden, nella terra desolata, in quella che nei poemi epici medievali è detta “terre gaste”, e quindi non esclude il combattimento esteriore, che nei tempi moderni si combatte con la spada della lingua e della penna e col partecipare e favorire ogni iniziativa improntata alla Sacra Tradizione Cattolica.

«Non a noi Signore, non a noi, ma al tuo Nome dà gloria (Ps., 113,1); affinché in ogni opera sia benedetto Colui che addestra le nostre mani alla battaglia, le nostre dita alla guerra (Ps., 143,1)».
(San Bernardo di Chiaravalle, Elogio della Nuova milizia.)


Di più, l’etimologia della parola “immagine” è davvero interessante: «lat. IMAGINEM quasi IMITAGINEM (come dice Porfirio), o meglio MIMAGINEM, dalla stessa radice del gr. μιμος (MIMOS) imitatore, μιμέομαι (MIMEOMAI) imito» (etimo.it), ciò che nell’Uomo dovrebbe rendere indelebile la consapevolezza della sua origine fatta di un’inaudita intimità con il Divino: «Il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente». L’Uomo a immagine di Dio grazie all’alito divino soffiato in lui! Cosa di più intimo di un respiro in comune? Misteriosa comunicazione fra Specchio e Immagine! Non è stupefacente il fatto che quando l’Uomo inspira Dio espira e quando l’Uomo espira Dio inspira? Diversamente che senso avrebbe la respirazione? Non si ridurrebbe ad un assurdo processo meccanico che prima o poi s’inceppa. Invece il respiro è la Vita divina che anima l’Uomo. Nel respiro la terra dell’Uomo partecipa della Vita del Cielo.

E lo strabiliante non finisce qui se una sapientissima santa medievale come Ildegarda di Bingen ha potuto scrivere che «Ogni creatura è lo specchio luccicante e brillante di Dio». Anche l’Uomo, pertanto, soprattutto l’Uomo, è a sua volta lo specchio di Dio. L’uomo a Immagine di Dio e Dio a Immagine dell’Uomo! Non siamo all’altezza vertiginosa della teandria? Theandros: Dio e Uomo. Gesù Cristo: il Theandros  (ϑεανδρosperfettissimo. 
L’Uomo: il theandros per partecipazione all’Immagine di Dio. Ora, che posto, c’è nella ϑεανδρία (theandria), per il peccato? Forse, davvero, la prima preghiera, muta e pura, è SMETTERE DI PECCARE. Smettere di macchiare lo specchio che riflette, per riprendere san Paolo, «la gloria del Signore». 

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