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venerdì 20 marzo 2020

Coronavirus Ascoli Piceno: il Sindaco Marco Fioravanti ha offerto le chiavi della Città al Protettore Sant'Emidio . L'intervista

Ascoli Piceno, venerdì 20 marzo 2020 
Il Sindaco di Ascoli Marco Fioravanti accompagnato dal Presidente del Consiglio degli Anziani della Quintana Massimo Massetti si è recato alle ore 12 nella Basilica Cattedrale della Santa Maria Madre di Dio e Sant'Emidio accolto dal Vescovo Mons.Giovanni D'Ercole per offrire le chiavi della Città ed implorare la protezione della Madonna delle Grazie e di Sant'Emidio Vescovo e Martire per Ascoli, gli ascolani e tutto il territorio della provincia. 
La breve e suggestiva cerimonia si è svolta
dapprima davanti l'Altar Maggiore e successivamente nella Cripta della Cattedrale dove è venerato il Corpo di Sant'Emidio, anche se in parte è ancora inagibile per le impalcature dei lavori necessari dopo il terremoto del 2016.
Il primo cittadino di Ascoli Piceno ha affidato le chiavi della Città ponendole sull'Altare davanti la tomba di Sant'Emidio: lo stesso gesto che i suoi Predecessori  nella storia millenaria di Ascoli hanno compiuto nei momenti più tragici per la comunità cittadina: "sentivamo la necessità di affidare le chiavi della Città in questo momento di incertezza. Sant'Emidio liberaci da questa pestilenza!" (*) -il testo completo della preghiera sotto-
Il Vescovo Mons.Giovanni D'Ercole ha infine impartito, invocando l'intercesssione di Sant'Emidio, la benedizione episcopale a tutta la Città. (v.video)

Abbiamo chiesto a Marco Fioravanti  giovanissimo Sindaco di Ascoli Piceno, rinomata Città d'Arte e di Fede:
- Signor Sindaco, il suo gesto devozionale, simile a quelli che i suoi predecessori nell’antica storia della Città di Ascoli, è una sua scelta orientata anche verso un atteggiamento più positivo dinanzi ai valori tradizionali? 
R. È un gesto che ho sentito in cuor mio necessario in una situazione molto particolare che sta vivendo la nostra città e tutto il nostro Paese. Il Nostro Patrono Sant’Emidio ha spesso protetto la comunità ascolana dai terremoti, ma anche in epoche passate ha spesso vegliato sulla città di Ascoli quando ci si è trovati davanti a pestilenze. Per questo ho sentito il bisogno di compiere un gesto importante e che credo serva anche per riavvicinare le persone ai valori della fede, della chiesa e della religione. Spesso molti di noi fanno passare in secondo piano tutto quanto attiene alla sfera religiosa, invece credo che la preghiera e la certezza di avere qualcuno pronto a vegliare su di noi possa aiutare a superare questi momenti di difficoltà  

- Secondo lei come la rispoderà la cittadinanza dinanzi a questa scelta? 
R.Ho già avuto molti attestati di stima, molti messaggi di vicinanza da parte di persone che hanno apprezzato molto questo gesto. Ma devo essere sincero, non è stato fatto nell’ottica di farsi ben volere da una categoria di individui quali possono essere gli anziani o tutti coloro che frequentano gli ambienti religiosi. 
È una decisione arrivata dal cuore, che ho condiviso con il Vescovo D’Ercole – che ringrazio per aver subito accettato la proposta. 
Al di là di quella che è stata o sarà la risposta della cittadinanza, rifarei questo gesto altre cento volte

- La politica, soprattutto in questo terribile momento di emergenza sanitaria, secondo lei, deve essere impregnata, almeno qui in Italia, dei valori cristiani che San Giovanni Paolo II chiamava “le comuni radici cristiane delle nazioni europee”? 
R. Come ho parzialmente risposto prima, credo che la religione e i valori cristiani possano in questo momento essere un valido aiuto e sostegno anche psicologico per la comunità ascolana ma più in generale per tutto il nostro Paese. 
Politica e religione non sono certamente sfere contrastanti, ma non è possibile nemmeno dare una linea guida generale: a mio avviso quando si fa riferimento a fede, preghiera e valori cristiani ognuno deve viverlo in maniera personale e nel modo che ritiene maggiormente opportuno.  
AC

QUI il video della suggestiva cerimonia all'interno della Basilica Cattedrale di Ascoli Piceno



(*) La preghiera a Sant'Emidio, scritta dal Sindaco Marco Fioravanti e recitata davanti la Tomba del Santo Patrono di Ascoli Piceno nella Cripta della Basilica Cattedrale.

Sant’Emidio, nostro Protettore 
Umilmente torniamo a invocare il tuo aiuto dopo averci salvato dal terribile flagello del terremoto. 
Sant’Emidio, nostro Protettore 
Vieni in nostro soccorso e liberaci da questa pestilenza. 
Aiutaci in questo momento di difficoltà e preoccupazione, veglia su di noi in questo momento di incertezza, paura e fragilità umana. 
E libera dalla presunzione e dall’orgoglio, dall’arroganza e dalla superbia chi, ancora oggi, fatica a rispettare norme e misure alle quali non siamo certamente avvezzi. 
Sant’Emidio, nostro Protettore 
Resta accanto a tutti noi. 
Ai malati e alle loro famiglie, che necessitano del tuo amore e del tuo sostegno. 
A medici, infermieri, ricercatori e a tutto il personale sanitario, impegnati senza sosta in questa battaglia. 
Alle forze dell’ordine, quotidianamente in campo per garantire il rispetto di norme e regole. 
A tutti i lavoratori di ogni settore, che ogni giorno mettono a repentaglio la loro salute per garantire beni e servizi primari alla nostra comunità. 
Ai bambini, agli anziani e a tutte le persone più fragili, che possano superare questa situazione di emergenza. 
E a tutte le vittime del nostro Paese, che possano riposare nella pace eterna. 
Sant’Emidio, nostro Protettore 
A te affidiamo le chiavi della nostra città. 
Liberaci da questa epidemia. 
Proteggi Ascoli e gli Ascolani. 
Amen.

Foto 4: di Andrea Vagnoni (per gentile concessione)