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mercoledì 19 febbraio 2020

Foggia.Ribellione nella parrocchia di Sant'Antonio da Padova: non vogliono la "Corona Misterica" con le icone neocatecumenali di Kiko Arguello

Foggia."Un'opera che il popolo non vuole" ha affermato un parrocchiano in un'intervista   commentando il progetto, che si protrae da mesi, di mutare radicalmente l'abside della chiesa di Sant'Antonio da Padova (v.foto)  per collocarvi la cosiddetta "Corona Misterica"  "della grandezza di 12 metri per 16, tutta dipinta in foglia d’oro, in cui vengono raffigurati tutti i misteri della vita di Cristo". E' evidente, come  sottolinea l'articolo,  che di là del Crocifisso, opera di padre Guglielmo Schiavina al cui posto dovrebbe subentrare la composizione delle icone in stile Kiko Arguello,  che  la "battaglia" intrapresa da una parte dei parrocchiani è ben più ampia: essi non vogliono infatti che la loro chiesa, totalmente in stile minimalista, venga trasformata in una "in una tenda neocatecumenale".
Interessante la parte conclusiva del giudizio della Commissione
Diocesana di Arte Sacra e di Beni Culturali: "In questo modo si è caduta in quella frammentarietà e disorganicità dell’apparto iconografico dell’aula liturgica che la normativa CEI chiede di evitare".
Chiediamo dunque all'Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto   della CEI: "perchè tantissime chiese italiane tutelate dalla Soprintendenza  sono state violentate dai cosiddetti "adeguamenti liturgici" taggati CEI che hanno portato "frammentarietà e disorganicità" violandone l'armonia e l'assetto originario architettonico?"
AC  

Foggia, rissa sfiorata alla Chiesa di Sant'Antonio da Padova: 
"Giù le mani dal crocifisso" 

di Mariangela Mariani

Si sfiora la rissa in Chiesa, zuffa tra parrocchiani e neocatecumenali (che vogliono la corona misterica): "Giù le mani dal crocifisso" 
La croce non si tocca, nervi tesi nella chiesa di Sant'Antonio da Padova a Foggia. 
Sfiorata la rissa. 
Il parroco propone un referendum, bocciato dal Comitato "Giù le mani dal Crocifisso.“ Foggia, rissa sfiorata alla Chiesa di Sant'Antonio da Padova.

Nella chiesa di Sant’Antonio da Padova di via Smaldone a Foggia stavano arrivando alle mani. 
Lunedì sera si è sfiorata la rissa. 
Il Cristo con una mano libera dai chiodi perché ha vinto la morte ora sembra intimare l’alt, fermi tutti, davanti a una incredibile bagarre divampata in un luogo sacro, ai piedi della croce. 
Non c’è feeling tra la comunità parrocchiale e il movimento neocatecumenale, gruppo che segue un diverso percorso spirituale, seppure inquadrato nel cattolicesimo e nella formazione cristiana. 
I nervi sono tesi, gli animi esacerbati. 
Dopo due anni, si ripropone la Corona Misterica della discordia, progetto iconografico di dieci metri per dodici, che spodesta il crocifisso. 
Un centinaio di fedeli hanno partecipato all’assemblea pubblica convocata dal parroco, Padre Roberto Nesta, che percepiti i malumori ha provato a cercare un compromesso. 
Ha proposto un referendum, bocciato sonoramente dal Comitato.

Secondo quanto riferito ai parrocchiani, il costo dell’opera si aggirerebbe intorno ai 60mila euro, con l'aggravio delle spese di montaggio. 
Il Mistero non si riduce alla morte”, ha replicato il frate francescano, nel tentativo di convincere i parrocchiani dell'opportunità di adottare altri simboli e inserire la grande pala d'altare.
Quando l’assemblea è agli sgoccioli, volano parole grosse, le luci si spengono ma il parapiglia continua fuori. 
Fra' Roberto si ritira nelle sue stanze, poi esce per riprendere i fedeli. 
Cose dell'altro mondo. 

Domenica, dopo la messa, era partito il volantinaggio del Comitato spontaneo "Giù le mani dal crocifisso", ripristinato in tutta fretta non appena circolata la voce degli imminenti lavori. Nella nota informativa distribuita si leggeva: "A qualche tempo di distanza dal tentativo finito male di imporre un'opera non gradita, non condivisa dal consiglio preposto e per di più molto costosa, il parroco, con la benedizione di non si sa bene chi, torna a parlare di rimuovere/spostare il crocifisso dalla sua sede a favore di un'opera pio sogno di pochi eletti". 
Il volantino scoraggiava le offerte dei fedeli durante la celebrazione. 
"L'opera stride fortemente con l'architettura minimalista della chiesa edificata ispirandosi alla Cappella di Notre-Dame du Haut di Le Corbusier". 
Il crocifisso dovrebbe essere rimosso dal centro dell'abside per lasciare spazio alla Corona Misterica con le icone di Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale. 
È complicato immaginare una diversa collocazione della croce, considerato il suo peso. 
La chiesa è opera del progettista Davide Pacanowski, allievo del maestro del Novecento Le Corbusier
La Commissione di Arte Sacra e di Beni Culturali (composta da mons. Antonio Sacco, Vicario Episcopale del Settore Culto, Giovanni Frisenna, Direttore dell’Ufficio Liturgico e Santificazione, Maria Concetta Fuiano, consulente, e dall'architetto Antonio Ricci, Direttore dell’Ufficio Tecnico e per i Beni Culturali ed Ecclesiastici) nel dicembre 2018 ha formulato una serie di osservazioni: "Bisogna domandarsi se il grande dipinto (10 mt×12 mt) non distolga l’attenzione dal naturale centro della celebrazione che è l’altare. Inoltre va considerato che lo sfondo dorato dell’icona, diventerebbe il colore predominante dell’abside. Il rischio maggiore potrebbe essere quello di far cadere in secondo piano l’altare". 

La struttura architettonica, destinata all'Ordine dei Frati Minori, è caratterizzata da tratti essenziali e linee semplici e da una copertura a guscio. (v.foto)

La Commissione dell'Arcidiocesi di Foggia-Bovino ha rilevato, inoltre, che "nel tempo sono stati realizzati numerosi interventi occasionali, molti dei quali compiuti a gusto personale
senza richiedere né il permesso, né tantomeno il parere a questa Commissione e all’Ordinario Diocesano. Si pensi al ciclo di icone (battistero, tabernacolo, san Francesco, santa Chiara) e alla collocazione della statua della Vergine Maria in una nicchia. In questo modo si è caduta in quella frammentarietà e disorganicità dell’apparto iconografico dell’aula liturgica che la normativa CEI chiede di evitare". 

L'autorevole parere - negativo - della Commissione Diocesana, non vincolante considerato che ci sarebbe il benestare del Vescovo, conforta la tesi dei parrocchiani, convinti che lentamente la chiesa sia stata smantellata per lasciare spazio ai simboli neocatecumenali. 

Tant'è che il Comitato Giù le mani dal Crocifisso è nato per la salvaguardia di tutte le opere architettoniche e artistiche della Chiesa. 
La comunità parrocchiale è convinta che il progetto finale preveda la trasformazione della chiesa in una tenda neocatecumenale. 
Le parole del parroco, che ha ripetuto "Non c'è democrazia nella Chiesa", hanno contribuito ulteriormente a contrariare i fedeli, che si sono svegliati amareggiati con questa frase in testa. 
La Chiesa non è sicuramente democrazia, è ben più che democrazia è la loro risposta. 

"Non confondiamo l'obbedienza, soprattutto quella francescana, col sottostare acriticamente a qualsivoglia autorità della Chiesa". 
I fedeli sono arrivati anche a invocare le dimissioni del parroco, il suo sogno non è il loro: "Deve domandarsi se non stia diventando forse lui stesso una presenza scomoda". “ 

Fonte: Foggiatoday QUI

Foto: da Internet

Un precedente articolo e video con interviste QUI 


Due esempi della Corona Misterica


AGGIORNAMENTO

  Foggia, lite sul crocifisso in Chiesa: parlano il parroco e il comitato „
Lite sul crocifisso, il comitato si dissocia. 
Il parroco blocca la 'Corona Misterica' e concede una tregua: "Preghiamo" 

Leggere QUI

23 commenti:

  1. non metuens verbum19 febbraio 2020 06:58

    Sui dogmi non c'è democrazia, ma sui soldi "redde rationem villicationis tuae", altro che dispotismo clericale !

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  2. Invece di pensare a fare questi scempi da neocatecumenali che hanno una liturgia tipica loro, pensassero a rimanere nei contesti e nelle iconografie della chiesa cattolica.
    Fra obbrobio della pala, e crocifisso (seppur non di mio gusto con questa mano staccata dalla croce) potrebbero pensare ad abbellire quella parete con un mosaico inserendo quella croce, o per dare uno schiaffo sia culturale che musicale alle sicure schittarate (tipiche dei neucatecumenali) che sicuramente suonano in quella realtà, a un mastodontico organo a canne a mò monito di chi usa altri strumenti non previsti nella liturgia.

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  3. La Chiesa è in pieno stile conciliare-protestante, spoglia e nuda con un Crocifisso orrendo "moderno" e senza tabernacolo, non so cosa ci sia da lamentarsi....da schifezza a schifezza!

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    1. No, non è schifezza! C'è l'essenziale! Cristo crocifisso ed il Tabernacolo, resurrezione! Cristo sempre con noi! Tanto pacchiano, distrae il fedele dalla preghiera!

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    2. Perché schifezza! E cristo in croce per noi, va bene così, perché è lì che il cristiano deve poggiate il suo Credo e naturalmente sul Tabernacolo, Cristo sempre con noi!

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  4. Sì, è tempo di RIBELLIONE!!!

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  5. La setta neocatecumenale di dubbia fedeltà alla Chiesa e alla sua unità, imbottita di dollari, parte alla conquista del cattolicesimo. Papa Benedetto, inviso a tutte le sette e ideologie, disse ad Arguello in piazza S,. Pietro che, ovviamente, si appellava allo Spirito Santo ( a sua personale disposizione !) !, che il Divino Paraclito vuole unità. La riprova è che, con con le sue pretese invadenti, ha creato divisione in quella parrocchia. Quanto a quel frate ' francescano' che afferma " il mistero non si riduce alla morte", rifiuta la theologia crucis di S. Francesco, di S. Antonio e dell'Ordine, che la morte di Cristo è il fondamento della Redenzione. Tutto rientra nell'apostasia rinnegatrice di oscuramento del Crocifisso, emblema del Cristianesimo.

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    1. La verità è che per fare numero da qualche decennio si accetta di tutto, si fa rientrare ogni cosa nell'alveo cattolico, anche ciò che cattolico non lo è assolutamente. Si ha il terrore di fare la fine dei protestanti e si cerca di restare numerosi, come formalmente cattolici, ma prima o poi i nodi vengono al pettine, e riconoscendo come cattolici gruppi del genere poi ti ritrovi con dei problemi ben peggiori di quelli relativi al numero. Più che con i neocatecumenali o sette simili io ce l'ho con chi ha voluto inglobarli, prima i vertici della Chiesa avevano la forza di tenere a bada tutti i fedeli, ora questa capacità di controllo non c'è più e i risultati si vedono. E non c'è neanche la scusa che determinati movimenti o persone siano cambiati "in itinere", fin da subito erano palesi le caratteristiche di questi gruppi.

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  6. I neocatecumenali sono come i cani, se ti mostri timoroso ti aggrediscono con più veemenza, se reagisci con spavalderia s'impauriscono e indietreggiano. Con questi non bisogna andare troppo per il sottile. Sono abituati bene perché i fedeli delle parrocchie inizialmente non erano preparati a un'invasione del genere, fatta peraltro con modi subdoli. Ora per fortuna i parrocchiani hanno capito di che gente si tratta ma non bisogna abbassare la guardia. I neocatecumenali sono numericamente in declino ma nelle situazioni concrete vanno messi di fronte al fatto compiuto. Non può esserci alcun confronto, non può esserci alcuna mediazione, questi non hanno nulla di cattolico, sono da combattere e stop.

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  7. Un orrendo crocifisso che i membri della sétta neocatecumenale vogliono sostituire con una corona kikiana: ma un Crocifisso "normale", cioè cattolico, è chiedere troppo?

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  8. Quel crocifisso a mio umile parere è talmente brutto che potrebbero anche toglierlo: Cristo non si è liberato dai chiodi, lo hanno tirato giù morto ed è risorto nel sepolcro, non sulla croce. Poi non capisco cosa abbiate contro quei dipinti: solo perché sono di kiko non vi piacciono? A vederli in foto sono belli, ricordano le raffigurazioni classiche, non sono quelle robe moderne che non si capisce niente,sono bei disegni. Con un po'di buona volontà si possono tenere un crocifisso e i dipinti. Le chiese moderne sono così spoglie, a differenza di quelle di una volta che erano tutte affrescate. Per una volta che qualcuno vuole decorare una chiesa con dei bei dipinti bisogna protestare... allora tenetevi le vostre chiese-garage-magazzino con le pareti grigie di cemento, che tristezza. Ovviamente censurerete anche questo commento, come mi avete censurato quello sul rito della comunione, voi pubblicate solo i commenti che vi danno ragione.

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    1. Non solo non lo censuriamo Anonimo 18:39 ( NON è nostro costume censurare i commenti) ma ne evidenziamo con interesse la parte finale "Le chiese moderne sono così spoglie, a differenza di quelle di una volta che erano tutte affrescate. Per una volta che qualcuno vuole decorare una chiesa con dei bei dipinti bisogna protestare... allora tenetevi le vostre chiese-garage-magazzino con le pareti grigie di cemento, che tristezza.". Vorremmo continuare su questa tematica scindendo il fatto che i dipinti che costituiscono la Corona Misterica siano in stile di Kiko. Questo non ci interessa oggettivamente: la bellezza è bellezza così come le tematiche delle icone predette sono "la radice storica della fede cristologica". La radicalità provocatoria del Vangelo è spesso iconograficamente riassunta nelle icone neocatecumenali che "ricordano le raffigurazioni classiche, non sono quelle robe moderne che non si capisce niente,sono bei disegni". E' pure interessante quanto la Commissione per l'arte sacra ha chiosato circa la"frammentarietà e disorganicità dell’apparto iconografico"all'interno di quella spoglia chiesa in stile minimalista. E' un discorso e una disputa da affrontare serenamente e senza pregiudizi preconcetti. Grazie per il gradito commento.

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  9. Ecco che leggo commenti del tipico troll nekatatoniko.
    Non e' che perche' le chiese di una volta erano tutte affrescate che noi dobbiamo riempire le chiese di schifezze. Le ormai famose 'icone' di kiko fanno schifo assai. Gli ignoranti rimangono colpiti dall'oro e da quella parvenza di ordine che viene dalla ripetizione leziosa dei modelli russi. Sono tutte tragicamente uguali con faccie da kretini con espressioni tra l'esaltazione kikiana e il babbeismo neokatekiko. Non c'e' da parte di kiko ne' dei suoi numerosi collaboratori alcuna intenzione visibile di creare immagini integrandole con un ambiente particolare come quello di tale chiesa e cio' rispecchia perfettamente il kikianesimo: i neokatekiki non si integrano in nessuna parrocchia, si incistano. L' unico dialogo che i katekisti conoscono e quello del: noi parliamo, voi ascoltate. Mi sembra che anche questo affare della chiesa di Foggia dimostri ampiamente tutto cio'.

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    1. Pietro Soave non avrebbe potuto essere più incisivo di così. Il Movimento Neocatecumenale non è cattolico e per di più è cattocomunista.

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    2. Signor Pietro Soave con è con il livore ne' con l'abbondanza delle K che si affrontano le questioni fraterne, con i fratelli e per i fratelli nella comune Madre della Santa Chiesa. Se riformulasse il suo intervento in modo leggibile e soprattutto in modo cristianamente accettabile saremmo contenti di leggerlo ed eventualmente di criticarlo o di lodarlo.

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    3. Mi sembra che quello di Pietro Soave non sia livore bensì sarcasmo. E ce ne vogliono di ettolitri di sarcasmo per questi "movimenti" ambigui (la parola dice tutto) che infestano la Santa Chiesa Cattolica! Se non ricordo male Kiko è quello che disse (e dice) "L'interpretazione del Vangelo la do io". Le K sono poche, ce ne vogliono ancora parecchie camionate.

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    4. @Il Vecchio
      Per fortuna no. Il kammino non e' cattocomunista. Tra i tanti difetti che hanno, grazie a Dio quello e' assente, anzi kiko credo che abbia in simpatia il caudillo Francisco Franco e le maniere autoritarie del fascismo....o dello stalinismo in versione religiosa? Boh? Che differenza fa alla fine?
      Credo che chi vuol capire il mio commento traducendo tutte le k lo possa fare. Il dialogo dei neocatecumenali con le parrocchie e' una truffa. Per esempio il referendum citato nel post: credete che il parroco lo volesse senza saperne l'esito ovvio, cioe' che infilando tra i votanti famiglie numerose con stuolo di figli(sono parrocchiani anche loro mica serve la maggiore eta' probabilmente basta la cresima), non avrebbe ottenuto esattamente il risultato che voleva?
      I neocatecumenali sono maestri di queste cose. Ricordo perfettamente le numerose elezioni di responsabili corresponsabile e ciurma varia come i katekisti che votavano anche loro riuscivano sempre ad avere quello che volevano.
      Questo tipo di beffa non si fa in parrocchia. Si deve rispettare gli altri.
      Il il cammino lo conosco bene da cima a fondo perche' l'ho finito. E grazie a Dio ne sono fuori.

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    5. Prendo atto della precisazione, però ho conosciuto famiglie neocatecumenali non propriamente con simpatie per il Caudillo, ed anzi attiviste di estrema sinistra.

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    6. Anch'io, come "il Vecchio", prendo atto della precisazione di Pietro Soave (che mi sembra in buona fede, e poi devo fidarmi di uno che nei neocat. c'è stato). Risulta anche a me che a livello politico i neocat. non siano così male, tra l'altro si sono spesi abbastanza in materia di bioetica. Però, come cattolico, trovo intollerabile tutta la questione dottrinale e gli abusi che ne conseguono, anche la loro strategia "invasiva" adottata nelle parrocchie è da condannare. Dico questo attenendomi a quello che si legge, se poi quello che si legge è tutto falso e ce l'hanno tutti con i neocat., beh, allora non so più che dire...

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  10. @Il Vecchio Il cammino Neocatecumenale NON è di sinistra anzi... è ben assestato a destra e viene corteggiato, a ragione, dai politici di quell'area.
    Il Cammino NC è una garanzia anche dottrinale. Lo ripeto garanzia dottrinale.
    Se ci togliamo dagli occhi i pregiudizi possiamo anche scorgere nell'assoluto rispetto per la Gerarchia e per il Magistero, sempre e interamente e pedissequamente seguito nella sua interezza, anche una forma di tradizionalismo. Non sono pochi infatti i NC che partendo da quella loro esperienza "forte" di fede sono approdati alla tradizione cattolica. Alcune vocazioni sacerdotali e religiose hanno suggellato questo cammino. Invece che infierire, com'è costume di certi tradidi, sarebbe il caaso di ricercare le "colpe" dello scempio liturgico dei NC nei vescovi e nella gerarchia dei primi tempi del Cammino avrebbe dovuto indirizzare e guidare i primi viandanti invece che fregarsene come loro solito. Molti tradidi profeticamente individuano alcune convergenze con i NC per la necessaria purificazione della chiesa e della società.

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    1. Non ci sto. Lo scempio liturgico e' esclusivamente opera di kiko con il sostegno dei suoi collaboratori prevelentemente laici. Papi e cardinali hanno provato a piegarlo all'obbedienza, si veda il caso della lettera di Arinze ai tempi di Benedetto xvi, e non ci sono riusciti.
      Quanto alla garanzia dottrinale ho qualche dubbio. Varrebbe la pena di conoscere le catechesi nei dettagli, e chiunque storcerebbe il naso di fronte a strafalcioni liturgici e dottrinali. Kiko aspira ad una chiesa con i laici al potere, ha creato un senso di obbedienza assoluta ad un 'carisma' che non ha senso nella gerarchia cattolica. Ha imbambolato Papi e vescovi con famiglie numerose che in realta' hanno in molti casi un approccio assai forzato alla vita famigliare e matrimoniale. La 'garanzia dottrinale' di cui parli e' cio' che si crea con un controllo serrato delle persone che non e' cattolico, e kiko sbandiera i risultati per farsi bello davanti ai Papi.
      Nella Messa kiko insegna ripetutamente che il senso del sacrificio e' un elemento di paganesimo posticcio. Che i sacramenti sono efficaci solo quando li si vive secondo quello che dice lui. Ci sono elementi di protestantesimo nel cammino neocatecumenale, difficili da induviduare a volte proprio perche' kiko parla talmente tanto che finisce per dire sempre tutto e il contrario di tutto, ecco perche' non e' facile prenderlo in castagna. Il senso elitario del cattolicesimo con la marcata differenza tra cristiani della domenica, che vanno alla messa della domenica, e gli eletti ( cosi' si chiamano coloro che hanno finito il cammino) che continuano a vita natural durante ad andare alla Eucarestia della comunita', gia' solo questo dovrebbe bastare a capire il senso profondamente anticattolico del cammino.
      Credo che sempre valga il principio lex orandi lex credendi. Le messe neocatecumenali coi tavoli infiorati e gli interminabili interventi dei laici che sobbarcano continuamente il ministro ordinati sono esattamente lo specchio delle corbellerie che credono.
      Non e' questo il luogo per elencare nemmeno le principali anche perche' sono veramente tante.

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  11. Foggia non ha nulla almeno dei dipinti religiosi la renderebbero guardabile

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