martedì 21 gennaio 2020

Blog di Raffaella: alcune considerazione sulla situazione Chiesa oggi

Alcune considerazioni del benemerito Blog di Raffaella che tanto ha contribuito alla diffusione e alla difesa della Chiesa cattolica e di Benedetto XVI.
Cara Raffaella, MiL e tutti i suoi lettori sono con te e ti dicono di continuare nella tua battaglia!
E grazie.
Ad maiora.
Luigi

Cari amici,
consiglierei a tutti coloro che fra domenica sera e la notte scorsa si sono permessi di scrivere amenità su giornali e social di guardarsi allo specchio e di provare un secondo (non dico tanto: un secondo!) di vergogna!
Prima orde barbariche insultano Benedetto XVI ricordandogli che egli è l'unico essere umano al quale sia negato il diritto di parlare e/o di scrivere ciò che pensa, poi qualcuno gli dà del "rimbambito". In questa fase escono dalle tane anche opinionisti dei quali si erano perse le tracce tanto è il loro interesse per la chiesa attuale.
In un secondo momento intervengono i "pompieri" che, come sempre, minimizzano ogni intervento di Benedetto XVI e, fra le righe, suggeriscono il solito concetto: "tanto Ratzinger non è più Papa e in ogni caso ripete ciò che ha già detto in passato (appunto!)".
Segue un momento di relativa calma finchè "qualcuno" inasprisce nuovamente gli animi facendoci sapere che Papa Benedetto ha delle limitazioni fisiche scendendo anche nei particolari. Parla anche di "cerchio", cioè delle persone che sono più a contatto con il Papa.
Beh, un consiglio: eviterei di parlare di cerchio o di cerchi perché potremmo indicare altre ubicazioni di tali figure geometriche.
Viene inoltre accusato il card. Sarah di avere approfittato della situazione.
Nello stesso tempo l'orda barbarica riprende a marciare denigrando il cardinale e suggerendo che ci sia una sorta di mistero sulla firma di Papa Benedetto in calce alla pubblicazione del suo pensiero.
L'orda si ritwitta vicendevolemente finchè il card. Sarah decide di pubblicare le lettere di Papa Ratzinger.
Qualcuno scrive che si tratta di uno spettacolo deprimente. Sono pienamente d'accordo.
E' veramente indegno e deprimente insultare un uomo anziano che ha dedicato la sua vita alla Chiesa (con la maiuscola) e che ancora oggi tende la mano per dare il suo contributo.
E' il più grande teologo vivente ma secondo i soloni del giornalismo progressista mondiale non ha il diritto di parlare. Possono parlare solo gli "eletti" cioè essi stessi.
Facciano tutti un bel bagno di umiltà alla scuola di Benedetto!
Evitino di offendere e squalificare il prossimo salvo poi riempirsi la bocca di parole altisonanti come misericordia, perdono, accoglienza, ponti, discernimento e compagnia cantante.
Come si chiama quel regime in cui si può parlare solo se si è tutti d'accordo?
Come si chiama l'atteggiamento per cui alcuni hanno sempre ragione e gli altri sono integralisti, tradizionalisti, legalisti, freddi, intransigenti, fondamentalisti?
Provo un sospiro di sollievo visto che non devo più avere a che fare con questo tipo di persone alle quali consiglio di mettersi per un istante davanti allo specchio e di chiedersi per quale ragione provano tanto odio per chi esprime il proprio pensiero.
Uno spettacolo deprimente davvero.
Buona misericordia a tutti.
R.


Cari amici,
sono passati quasi sette (lunghissimi) anni dal giorno in cui Benedetto XVI lasciava il Vaticano a bordo di un elicottero bianco ponendo fine al suo luminoso Pontificato.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e molto è cambiato nella chiesa, come nel mondo.
C'è sempre stato però un punto fermo: la presenza silenziosa ma importantissima di Benedetto XVI che mai ha cessato di pregare per tutti noi.
Dal 2013 sono state pochissime (troppo poche!) le occasioni in cui abbiamo potuto riascoltare e/o leggere interventi del Papa Emerito. Tuttavia ogni volta che ha parlato o scritto ci siamo sentiti tutti più ricchi e felici.
Ovviamente parlo dal nostro punto di vista, quello di tutti noi, semplici fedeli. Non mi riferisco certo a giornalisti o illuminati vari...
In questi anni mi sono tenuta informata di ciò che accadeva nella chiesa con un'attenzione particolare a tutto ciò che riguardava direttamente o indirettamente Papa Benedetto.
Ovviamente i post sul blog si sono fatti sempre più rari perché questo spazio virtuale, nato nel 2006, all'indomani della lectio di Ratisbona, aveva come ragione di essere la divulgazione sul web del pensiero del Santo Padre, ma anche la difesa del Pontefice da attacchi spesso vili e ingiustificati.
A partire dal marzo 2013 lo scopo del blog è venuto meno perché la "difesa" del Papa regnante è stata assunta a piene mani e costantemente da tutti i mass media che contano e dall'universo televisivo. A noi è rimasto il compito di vigilare sulle notizie che riguardano Benedetto.
Ciò però non significa che io non abbia continuato a leggere e a documentarmi, spinta dalla curiosità e dalla voglia di verificare fin dove possono spingersi malafede e ipocrisia.
Coloro che hanno sempre attaccato se non offeso Papa Ratzinger hanno continuato e continuano a denigrarlo con ancora maggior violenza che in precedenza.
Sono convinti che sulla Terra ogni essere umano possa parlare, scrivere e affermare un'opinione personale ad eccezione di Joseph Ratzinger. Per loro la rinuncia al Pontificato equivale a una sorta di "morte civile" e chi è morto non può (e non deve) parlare. Tutti possono prendere la parola, assassini e terroristi compresi, ma non il Papa Emerito perché ha giurato di tacere (dove hanno letto una cosa del genere?) e di non disturbare il nuovo corso.
Sono gli stessi che durante il Pontificato di Benedetto applaudivano a ogni "fiat" di qualsivoglia emerito. Erano arcivescovi emeriti Martini e Dannels, per esempio, ma nessuno ha impedito loro di parlare. In questo blog li abbiamo criticati più volte ma mai ci siamo sognati di chiedere il loro silenzio. Alle parole si risponde con la parola, non con la richiesta di morte civile.
Domando a questi profondi esegeti del comportamento che dovrebbe tenere un vescovo emerito: vi comportereste allo stesso modo se sul Soglio di Pietro ci fosse un Papa a voi non gradito? Chiedereste il silenzio o incoraggereste la parola dell'emerito? 
Temo che il punto sia proprio questo: l'emerito può parlare a patto che dica ciò che piace alla gente che piace. Se dà fastidio (come Ratzinger) deve tacere.
A questa categoria di commentatori se ne aggiunge un'altra che personalmente mi ha profondamente deluso. Si tratta dei giornalisti, vaticanisti e opinionisti che hanno completamente cambiato "casacca" con il cambio di Pontificato. Ora sono tifosi del nuovo corso e iper critici verso il passato. 
Delle due l'una: o hanno finto di avere simpatia per Benedetto e, una volta dimessosi, hanno mostrato il vero volto, oppure cambiano idea a ogni cambio di Pontificato al solo scopo di ottenere vantaggi personali. E' sicuramente la categoria peggiore. Ah, cari signori, quanto ho imparato da voi! Sì...ho imparato a girarvi al largo.
Sono però curiosa di vedere, se Dio vorrà, la prossima trasformazione.
Sicuramente c'è una realtà da non sottovalutare: ancora una volta Papa Benedetto è riuscito a colpire il bersaglio. Siamo usciti allo scoperto tutti: noi che lo amiamo e quelli che non lo sopportano.
Noi solitamente siamo silenziosi, gli altri galleggiano fra una battuta e l'altra, un titolo ad effetto e una frase fatta ecc. ecc.
Ammettiamolo: per un giorno torniamo tutti protagonisti :-)
Mi sorprende e diverte sempre constatare quanto Benedetto sappia cogliere nel segno e "stanare" le varie "mascherine".
A tutti coloro che oggi si stracciano le vesti perché Ratzinger ha parlato vorrei dare un consiglio: un giorno potreste avere anche voi un "Papa Emerito del cuore". Volete impedirgli di parlare? Anche se potrebbe essere d'accordo con voi? Non negatevi questa possibilità :-)
Non vorremmo essere costrettti a rinfacciarvi il comportamento di oggi. 
Non abbiate paura del pensiero e delle parole. In fondo che cosa hanno detto Benedetto e il card. Sarah se non ribadire l'insegnamento della chiesa?
Mi pare che a voi seguaci del nuovo corso manchi sempre qualcosa: fate quadrato appena qualcuno apre bocca. Ma non siete voi i misericordiosi, aperti al prossimo e al dialogo? 
Quasi quasi sembriamo più tolleranti noi che siamo vedove consolabili, sepolcri imbiancati, peperoncini sottaceto, zitelle (...), mummie da museo, cavillatori...
Orsù, dateci il buon esempio :-)
Raffaella



10 commenti:

  1. I vaticanisti hanno tutti famiglia…...

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  2. Scusate: è vero che l'orda barbarica è qualcosa di ignobile, però non si può ignorare che il bailamme bergogliano che sta disintegrando (illusoriamente) la Chiesa cattolica è stato quantomeno anticipato dalla decisione di papa Ratzinger di rinunciare al suo mandato di Vicario di Cristo. Questa faccenda del cosiddetto "papa emerito" ha provocato più confusione che chiarimento. Ratzinger non è più papa però continua a vestire come un papa e quindi a scrivere e parlare come un papa. Le immagini che ritraggono due papi sono quanto di più assurdo possa darsi in ambito cattolico. Se già la rinuncia al pontificato, resa ambigua dalla dicitura "papa emerito", è assai discutibile, ancor più discutibile risulta questo "doppione" di papa che non è più papa però, vestendo di bianco, parla e scrive da papa. E' davvero una situazione più che imbarazzante. Ratzinger dovrebbe tornare a vestire da cardinale, prima di parlare o scrivere qualcosa. Per di più esso è considerato un grande teologo, ma non per questo la trovata del "papa emerito" è una grande trovata, e nessuna motivazione teologica messa su con cavilli più o meno raffinati può giustificarla. Il papa è uno ed è ... chi? Sarebbe ora di finirla con questo bicefalismo!











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    1. Il bicefalismo è un inequivocabile segno dei tempi. Un Papato con due teste conferma il dualismo disintegratore che affligge non soltanto la Chiesa ma anche la società (cosiddetta) civile. Anche nella politica è innegabile il consolidarsi di due fazioni l'una contro l'altra armata. E' il destino dell'uomo, ci si creda o no, cacciato dall'Eden per aver mangiato dell'albero della conoscenza del bene e del male.

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  3. Benedetto XVI è Papa

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    1. No. Come Cristo, il Papa è uno, ed è, purtroppo, Francesco. I termini "papa" ed "emerito" sono in contraddizione.

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  4. Gli attacchi,prima al card. Ratzinger e poi a Benedetto XVI, sono di antica data. Un articolo su l'Osservatore Romano del 2 ottobre 2011, a commento di un articolo apparso si Catholic Herald, intitolava uno scritto : " Vuoi il successo. Parla Male di Benedetto XVI". La sua levatura intellettuale e teologica è risultata insopportabile sia tanti disinvolti teologi ed esegeti modernisti guidati da una metodologia relativistica, fondata su ideologie socio-culturali transeunti, che esterni massonico-marksisti. I suoi interventi, difficilmente contestabili, presso Congregazioni vaticane, critici di formulazioni canoniche non corrette teologicamente, lo hanno reso inviso. La sua capacità di confrontarsi con rigore scientifico con pensatori di varia tendenza lo hanno reso inviso agli sprovveduti e ai faziosi. In un'epoca di grande confusione dottrinale e morale della Chiesa cattolica il suo insegnamento sarà indispensabile per uscire dalle tenebre dell'apostasia e della miscredenza. L'esaltazione dell'attuale deviato corso ecclesiale, da parte dei nemici della Chiesa sta a dimostrare l'entusiasmo dei nemici di Cristo che hanno ormai libero accesso.

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  5. Ma insomma: chi è il papa? Papa Francesco o Papa Benedetto?

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    1. Nessuno dei due. Ormai è tutto un teatrino (che ha finito per coinvolgere e ridicolizzare lo stesso Bergoglio).

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    2. E' proprio così. Un teatrino pietoso che fornisce ai media un ricco e puzzolente pastone in cui rivoltolarsi.

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  6. Nella Chiesa cattolica attuale non vi è nessun bicefalismo ma,un solo papa che ha il potere per fare il cattivo tempo da dittatorello intollerante sudamericano, cacciando proditoriamente tutti quelli che vogliono rimanere fedeli alla Chiesa millenaria da lui definti non suoi 'amici' ( grazie della sincerità !). Il cosiddetto papa emerito è solo un sacerdote che ha il sacrosanto diritto di parlare e di esprimere, da par suo, il prprio pensiero da profondo teologo, anche se è consapevole che non ha valore canonico ufficiale.

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