martedì 3 dicembre 2019

La Basilica di Santa Croce di Firenze negata per il Requiem di Mozart e il solito integralismo censorio laicista "piccole e discutibili valutazioni di opportunità politico-liturgiche"

La stampa si è occupata della notizia che il P.Guardiano della comunità francescana di Santa Croce a Firenze Padre Paolo Bocci ofm ha negato l'uso della basilica per l'esecuzione del Requiem di Mozart il 5 dicembre in occasione del  228esimo anniversario della morte del sommo Compositore. 
Naturalmente la grande stampa si è scagliata contro il P.Guardiano attribuendogli cose  mai dette: Non voglio questa musica in basilica perché siamo in periodo dell’Avvento e di Quaresima francescana – avrebbe detto il prete (sic! N.d.R.) – Non voglio Mozart in chiesa, non è adatto al clima natalizio”. 
Frutto della più pura fantasticheria sarebbe che il diniego dell'uso della Basilica di Santa Croce  fosse stato determinato dal "fatto che Mozart – tra i più grandi geni della musica di tutti i tempi – era massone". 
Se quella fosse stata la motivazione recondita del P.Guardiano, ma siamo sicuri che non lo è, il Padre dovrebbe "censurare" anche una buona parte del materiale liturgico attuale nonchè una mole imprecisata di documenti ecclesiali i cui autori, anche se non sono stati  iscritti alle Logge massoniche, cosa che non sapremo mai, sono stati perlomeno "ispirati" dalla filosofia dei Liberi Muratori. 
No! L'adesione nel 1784 alla Loggia di Vienna del sommo Mozart
non c'entra niente con il diniego del P.Guardiano di far eseguire la sua eccelsa musica,sacra, all'interno della Basilica di Santa Croce. 
Oltretutto  questa non  è l'ora del "cari fratelli massoni" di ravasiana memoria? 
Non è questo il tempo dei documenti sincretistici "sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune" ( il c.d. documento di Abu Dhabi) che ha adottato il tema più caro dei Massoni di ogni epoca: la fratellanza orizzontale che ingobla tutte le religioni escludendo l'avvenimento dell'Incarnazione del Verbo e conseguentemente della Chiesa Cattolica? 
Non è questo il segmento storico dell' inedita, antievangelica valorizzazione in seno alla Chiesa Cattolica dei culti pagani in ossequio all'antico sogno dei Liberi Muratori della “Religione Mondiale Unificata”? 
Padre Paolo Bocci e i suoi confratelli avranno avuto altri motivi di carattere spirituale per dire putroppo no all'esecuzione del Requiem di Mozart nel giorno anniversario della morte dell'immenso Compositore ma, lo ribadiamo, non c'entra nulla l'adesione del Maestro alla Massoneria: la Musica infatti è arte impalpabile, è universale e supera qualsiasi barriera, salta la materia e penetra lo spirito!
Certamente venti giorni prima del Santo Natale sarebbe preferibile l'esecuzione di un Gloria o di un Te Deum... però l'eccelsa musica sacra del Requiem mozartiano, opera concepita e scritta per la Liturgia di suffragio di un defunto, è uno straordinario  veicolo di elevazione spirituale di cui abbiamo tanto bisogno soprattutto in questi tempi privi di valori spirituali.
Soffermiamoci invece un attimo sul "commento" dal fetore integralista  espresso  dall'assessore Sacchi che  ha detto  " dispiace “che un genio ‘celestiale’ e sconfinato come quello del salisburghese sia stato confinato a piccole e discutibili valutazioni di opportunità politico-liturgiche a maggior ragione a Santa Croce, una delle chiese più ‘colme’ di storia, di arte e di artisti di Firenze, luogo dove peraltro negli anni scorsi il Requiem è sempre stato suonato con grande successo”. 
Per l'assessore alla cultura del Comune di Firenze le motivazioni espresse per non concedere una chiesa ad un concerto pubblico sarebbero "piccole e discutibili valutazioni di opportunità politico-liturgiche". 
Che c'entra la politica con la liturgia o con la spiritualità dei Francescani? 
Il P.Guardiano non ha fatto "politica" negando l'uso della Basilica: quella dell'Assessore è una valutazione fanaticamente fondamentalista ( com'è uso della sinistra italiana). 
La nostra innata "passione" per il bello e  per l'eccelsa musica mozartiana ci porta ad accettare con subitaneo entusiasmo l'idea dell'esecuzione del Requiem nella Basilica fiorentina nell'anniversario della morte del "prediletto degli dei" all'ombra dei sepolcri in buona compagnia dei " cari estinti, una fragranza intorno"   rigettando  pure con forza  l'impostazione fondamentalista dell'assessore Sacchi circa le "discutibili valutazioni di opportunità politico-liturgiche".
AC  

Il priore di Santa Croce dice no al Requiem di Mozart nella basilica 

Per il sacerdote questo è un periodo penitenziale (quaresima francescana) e la musica di Mozart non è indicata: il concerto spostato nel cenacolo sconsacrato 
Il concerto dell’Orchestra da Camera Fiorentina, con il Requiem e l’Ave Verum di Mozart previsto nella Basilica di Santa Croce per il 5 dicembre si terrà nel cenacolo sconsacrato e non nella chiesa. 
Il priore, padre Paolo Bocci, ha dato parere negativo e l’evento, dalla chiesa in cui avrebbero dovuto partecipare 1.200 persone, è stato spostato nel cenacolo sconsacrato da 300 spettatori. 
Padre Paolo ha precisato che la sua decisione è stata presa perché questo è un periodo penitenziale (quaresima francescana) e la musica di Mozart non è indicata. 
L’assessore: «Decisione fuori luogo» «Da assessore alla cultura di Firenze non posso che ritenere fuori luogo le parole del priore di Santa Croce che ha definito Mozart non adatto o non concorde col clima dell’Avvento, spostando il concerto in programma il 5 dicembre dalla basilica al cenacolo sconsacrato». 
Lo afferma l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi in merito alla polemica del concerto di Mozart in Santa Croce. «Il Requiem - previsto il 5 dicembre proprio per commemorare il giorno della morte di W. A. Mozart -, e l’Ave Verum Corpus, come ha perfettamente ricordato il maestro Muti in un’intervista sul Corriere della Sera – continua Sacchi -, sono due pagine universali della musica classica che portano l’uomo a riflettere sul senso stesso della morte e ad innalzare lo spirito di ciascuno, indipendentemente dalla fede di appartenenza. 
Dispiace veramente che un genio ‘celestiale’ e sconfinato come quello del Salisburghese sia stato confinato a piccole e discutibili valutazioni di opportunità politico - liturgiche, a maggior ragione a Santa Croce, una delle chiese più ‘colme’ di storia, di arte e di artisti di Firenze, luogo dove peraltro negli anni scorsi il Requiem è sempre stato suonato con grande successo».

Fonte: Corriere della sera QUI 

Foto: Alamy photo QUI 


Video: Missa Pro Defuncto Wolfgango Amadeo Mozart
  Missa Solenne da Requiem in suffragio dell'anima del Compositore  
Poznan, Polonia

Celebrante: padre Bernward Deneke, FSSP (2002)



AGGIORNAMENTO 

L'intervento ( 3 dicembre 2019) del Maestro Riccardo Muti sulla vicenda QUI




10 commenti:

  1. Quindi La Nuova Messa dovrebbe essere eliminata perchè Bugnini era massone?

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    1. Supplit Thesaurus Ecclesiae e l'avallo dell'infallibilità Pontificia del Romano Pontefice, che di diritto può apportare modifiche liturgiche. Lo status di uno dei curatori del nuovo testo liturgico non inficia il lavoro svolto dal momento in cui il Supremo Legislatore adotta ed autorizza il rito la cui validità sacramentale non è e non può essere messa in dubbio.

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    2. Certo come no...nella Bolla di San Pio V era scritto che chi avrebbe apportato modifiche o abrogato il Messale sarebbe stato acominicato, anatemizzato e avrebbe avuto la danbazione eterna! Altro che infallibitá di un modernista!!!

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    3. «Mentre con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, priviamo tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali, che ripudiamo in modo totale e assoluto, stabiliamo e comandiamo, sotto pena della Nostra indignazione, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venir aggiunto, detratto, cambiato. Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi dignità, grado e preminenza, non esclusi i Cardinali di Santa Romana Chiesa, facendone loro severo obbligo in virtú di santa obbedienza, che, in avvenire abbandonino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad essere usati, e cantino e leggano la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che Noi abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano l'audacia di aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo.»

      Quo primum tempore

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    4. La "nuova messa", che non è il Santo Sacrificio della Messa, ma la "cena" protestante, deve essere completamente rigettata non tanto perché Bugnini forse era massone (non si sa con certezza), bensì in quanto sottintende una "nuova fede" e non la Fede Cattolica. Le modifiche al Messale peraltro incominciarono prima del CVII, e furono affidate da Pio XII, imprudentemente (in un periodo in cui era ammalato e in cui certamente non sospettava dove Bunigni & Co. volevano arrivare), fra gli altri anche a... Bugnini. Sulla riforma della Settimana Santa si trova online una critica pertinente di Mons. Léon Gromier. L'ultima edizione del Messale buona è quella del 1951. Leggo queste ed altre cose nell'ottimo libro di Anthony Cakada Frutto del lavoro dell'uomo, Centro Librario Sodalitium, 2019. Non mi sembra che la "nuova messa" (1969-2019) abbia dato buoni frutti. Se l'albero si riconosce dai frutti...

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    5. San Pio V intendeva altri non papi. L'Autorità di San Paolo VI è la medesima di San Pio V nè un papa può limitare la sovranità in materia liturgica di un suo successore (sempre che resti intatta la sostanza altrimenti si toccherebbe la Fede). Ricordiamoci che San Paolo VI stabilì che il nuovo messale doveva sostituire il precedente, Benedetto XVI li ha invece accostati contravvenendo a quanto precedentemente stabilito. Non date retta a tutte le storie che girano su internet... finiamo per farci ridere dietro e, noi amanti della bella liturgia, non lo meritiamo.

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    6. Il Papa dev'essere depositario della Verità rivelata e Tradizione della Chiesa! Quando non lo fa e ne inventa una nuova oltre a essere in dubbio la sua autorità pena la scomunica!!

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  2. L'adesione di Mozart alla massoneria, come di altri musicisti ( vedi F.J.Haydn ), era praticamente imposta da Giuseppe II, anticattolico e anticlericale, che ne era il capo e dal quale dipendevano le committenze artistiche. Mozart, la cui fede cattolica sembra rimasta intatta (vedi il mirabile Ave Verum) sperava in un aiuto economico e compose l'opera massonica per eccellenza, Il flauto magico, ma l'aiuto della strombazzata 'fratellanza universale' non venne lasciandolo nell'indigenza. L'esecuzione del suo Requiem, capolavoro portato a termine da altre mani, ripetutamente eseguito, potrebbe essere sostituita con altre musiche sacre, moderne ( Perosi, Bartolucci)o più antiche, gregoriane e polifoniche che introdurrebbero bene l'attesa del Natale e la contemplazione del mistero dell'Incarnazione.

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  3. Indipendentemente dalle motivazioni il padre guardiano ha fatto bene a negare la basilica per il concerto: con la dedicazione le chiese vengono tolte ad ogni uso profano. Per i concerti ci sono i teatri.

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