giovedì 3 ottobre 2019

Roma, 5 ottobre, Preghiera per la Chiesa



Ricordiamo a tutti le

DIECI INTENZIONI
della grande preghiera pubblica indetta per 
sabato 5 ottobre a Roma:



1) perché cessino gli scandali sessuali ed economici che deturpano il volto della Chiesa e perché gli ecclesiastici coinvolti in detti scandali non siano promossi a posizioni di comando ma al contrario rimossi ed invitati al pentimento;

2) perché non venga adulterato il depositum fidei, di cui nessuno, nella Chiesa di Cristo, neppure il pontefice, è padrone;

3) perché le famiglie religiose, i vescovi, i sacerdoti, i professori fedeli a Cristo e alla Chiesa non vengano più commissariati, perseguitati, destituiti senza accuse concrete e verificate, per il solo motivo del loro attaccamento alla “fede di sempre”;

4) perché la gerarchia ecclesiastica sia coraggiosa nel predicare il Vangelo e perché additi come esempio ai fedeli i suoi santi, non coloro che l’hanno divisa e lacerata (come il monaco Martin Lutero, nel passato), o chi combatte la Vita ogni giorno, sostenendo aborto, droga libera, eutanasia… (come Emma Bonino, nel presente);

5) perché la priorità di chi guida la Chiesa sia annunciare la fede in Gesù Cristo Salvatore, lasciando a “Cesare ciò che è di Cesare”, ed evitando di improvvisarsi sociologi, politologi, climatologi… tuttologi;

6) perché gli uomini di Chiesa non cessino di proclamare i “principi non negoziabili”, in particolare la difesa della vita e della famiglia, e non vengano a patti con la cultura di morte e l’ideologia gender;

7) perché non si confondano più l’amore per il Creato con l’ecologismo pagano e panteista, né la “misericordia” di Dio con il relativismo morale e l’indifferentismo religioso;

8) perché si ascolti il grido che viene dalla Chiesa africana (“L’Occidente non illuda i nostri giovani con falsi miti e false promesse!”) e dalle Chiese dell’Europa dell’Est, le quali ripetono, con Giovanni Paolo II, che “anche la patria è per ciascuno, in un modo molto vero, una madre” e che la “difesa della propria identità” non ha nulla a che vedere con il nazionalismo o altre aberrazioni;

9) perché i cattolici cinesi, come più volte denunciato dal cardinale Zen Ze-kiun, non siano sacrificati al regime dittatoriale comunista in nome di accordi impossibili ed iniqui;

10) perché i cristiani perseguitati nel mondo, che affrontano torture e morte in nome di Cristo, non debbano più sentir dire, da Roma, che Allah e Gesù Cristo sono il “medesimo Dio”.


Chi non potrà essere fisicamente a Roma il 5 ottobre, si unisca spiritualmente alla preghiera del popolo fedele perché cessino presto questi tempi calamitosi e non tardi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

5 commenti:

  1. Insomma, una grande preghiera contro il Pensiero Unico! Molto, molto bene!

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  2. Soprattutto quando si parla di S. Messa V.O. è più corretto dire "celebrata da..." anziché "presieduta da...". Il Sacerdote, infatti, "celebra" in persona Christi il Sacrificio del Calvario. Sono i protetanti e i protestantizzanti che si accontentano di "presiedere"!

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  3. https://www.ricognizioni.it/neochiesa-amazzonica/

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  4. Giusta precisazione, perché il maggiore errore dottrinale del NO sta proprio nell'aver declassato il sacerdozio ministeriale a semplice presidente (!?!) di una assemblea di componenti tutti uguali, stravolgendo ciò che è avvenuto nel Cenacolo.

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