mercoledì 2 ottobre 2019

"Dio ti ama così come sei": una falsità diabolica. Cristo non dialoga, insegna, e vuole il pentimento del peccatore.

di Enrico Salvi 


Non staremo qui ad affannarci per dimostrare lo sconquasso che il Vaticano II ha comportato imponendo (imponendo!) l’inversione di rotta alla Barca di Pietro. Può bastare «l’uomo via della Chiesa» escogitato da Giovanni Paolo II, vale a dire non più l’uomo che segue la Chiesa quale Corpo mistico di Cristo che è la Via, la Verità e la Vita, bensì una totale inversione a U: la Chiesa che segue l’uomo sulle sue vie di perdizione, giacché contando soltanto su di sé, e non su Cristo, l’uomo può soltanto perdersi. Secondo il motto bergogliano, compito della Chiesa, cioè di Cristo nei confronti dell’uomo, è “camminare insieme”. Non più insegnare come camminare bensì camminare insieme e basta, verso dove non si sa: questa la “nuova evangelizzazione”, questo il “nuovo umanesimo” asfittico e senza sbocco verso l’Alto fatto di “dialogo”. Ma, alzi la mano chi nel Vangelo ha trovato traccia di un Cristo che “dialoga”. Cristo non “dialoga”, insegna, e molti non se ne sono accorti, oppure se ne infischiano. 

Quindi, non più l’uomo che cerca la Verità bensì la Verità che cerca l’uomo, ovviamente
adattandosi all’uomo e perciò (se mai fosse davvero possibile) smarrendo se stessa. In altri termini, non più l’uomo che va verso Cristo, grazie al pellegrinaggio terreno che comporta il lasciarsi dietro la zavorra dell’umanità corrotta dal peccato, bensì Cristo verso l’uomo.

E poichè l'ars credendi si esprime al meglio e si manifesta nell'ars orandi (e viceversa), questa inversione ad U, questo "abbassamento" della divinità è quanto mai visibile ed evidente (anche e soprattutto) nella liturgia: essa non ha più una dimensione trascendentale (quando i sacerdoti indicavano ai fedeli la via per salure al Cielo - cit. -, le celebrazioni erano ad Deum, gli altari erano sopraelevati - sicut Calvariae locum -) ma orrizzontale (i sacerdoti guardano l'assemblea, gli altari sono usciti dai presbiteri e collocati sempre più in basso...).

Ecco che allora cambiano anche i connotati di Nostro Signore Gesù Cristo. Non più la terza persona della Ss.ma Trinità, una col Padre e una con lo Spirito, ma un improponibile Cristo iper misericordioso che, mentre “cammina insieme”, “dialoga”, “accoglie”, “comprende”, “discerne”, e ognora perdonando … autorizza tutto il sozzume di cui l’umanità impenitente e impertinente è capace. Infatti, secondo un folle assioma vaticano-secondista “Dio ti ama così come sei”: parole di una diabolicità sopraffina che come un acido stanno dissolvendo non solo la Chiesa bensì l’intero tessuto sociale. Breve inciso: Dio ti ama così come sei … tranne se sei fuori dal coro, ribelle al politicamente e teologicamente corretto. 

E nessuno venga ad impugnare temerariamente la parabola della pecorella smarrita di cui il Buon Pastore si mette in cerca, dacché la pecorella ritrovata si lascia prendere dal Buon Pastore mostrando la docilitas indispensabile all’essere redenti. La pecorella ritorna all’Ovile per seguire i precetti del Buon Pastore e non per “dialogare” e mantenere i “valori” che l’hanno indotta a smarrirsi. Invece la pecorella, guarda un po’, cede al “proselitismo”, tanto vituperato da Bergoglio, del Buon Pastore! 

Nè si invochi "il padre misericordioso" come eroe di virtù: prime del perdono del padre, è stato necessario che il figlio prodigo riconoscesse di avere peccato e decidesse di tornare dal padre e confessare i propri sbagli "mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre ho peccato verso il cielo e davanti a te" (Lc. 15, 11-32); sì perchè per ottenere il perdono (l'assoluzione), bisogna innanzi tutto riconoscere di aver peccato. Una volta ritornati, si  sperimenterà la compassione di Dio e si potrà essere perdonati.

Né si tiri in ballo l’adultera perdonata da Gesù, visto che alla stessa viene detto senza mezzi termini “va' e non peccare più” (Gv. 8, 1-11) giacché il perdono è subordinato allo sforzo estremo, ancorché imperfetto, di evitare il peccato. Non si è perdonati per “dogma”, il perdono bisogna meritarselo, e quello che manca all’imperfetto sforzo umano per conseguire la perfezione cristiana è supplito dallo Spirito Santo. Certamente Dio ama anche il peccatore che decide di restare tale, ma è proprio l’Amor di Dio non corrisposto dal peccatore a determinare la sua condanna, a diventare il fuoco che lo consuma (e lo consumerà per omnia saecula saeculorum), ed è questo un punto che la teologia e la pastorale vaticano-secondistae hanno completamente taciuto, predicando anzi l’esatto contrario: “Dio ti ama così come sei”, il che equivale ad affermare che il sacro Dramma della Redenzione operata da Cristo è inutile. Ecco, proprio questo è lo scopo del “nuovo umanesimo”: rendere inutile la Redenzione operata dal Cristo, perché l’uomo è amato da Dio così com’è, ed i suoi “valori” se li stabilisce da sé, “laicamente”, nella “libertè egalitè fraternitè” di chiaro stampo rivoluzionario-massonico.

13 commenti:

  1. non metuens verbum2 ottobre 2019 17:20

    come il barcone migratorio spendaccionamente installato in Piazza san Pietro, carico di gente senza Fede e senza Speranza che avanza ciecamente verso il Nulla, pretendendo elargizioni gratuite che tutto sono men che la Carità.

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  2. Cristo ha detto tutt'altra cosa da quella inventata dai falsi e apostati maestri che usurpano il sacerdozio e commettono il satanico peccato di confondere i fedeli:" Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita". E' la frase di Giovanni che veniva riportata sul libro nelle mani del Cristo Pantocrator raffigurato nella sommità dell'abside delle cattedrali medioevali che guarda l'uomo che sta al di sotto, ammonito a venire dietro e non ad accompagnarsi a Lui come un pari grado perché è solo Lui che può illuminare il cammino dell'uomo che da solo marcia al buio. Leggano almeno sul vocabolari il significato di sequela questi imbroglioni da strada seguaci delle narcisistiche scuolette teologiche per deformare la verità! ( E.F. )

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  3. Giustissima analisi! Inutile prendersela solo con Bergoglio e i preti della neochiesa! Essi sono il prodotto e l'effetto del Concilio Vaticano II che li ha influenzati e plasmati nell'umanesimo senza Dio! Bisogna partire dalla causa e non dall'effetto! Possibile che si possano impunemente contestare tutti i precedenti concili, benché dogmatici, e prendere come verità assoluta il Concilio Vaticano II, che dogmatici non è e che è la causa vera di tanto sfacelo e di chiese sempre più vuote?

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  4. Non è vero, però, che Cristo non dialoga. Un esempio su tutti (ma ce ne sarebbero molti) è l'apparizione post-pasquale di Gesù a Pietro, e il bellissimo dialogo tra i due, che testimonia come la vocazione sia un'esperienza principalmente di preghiera e relazione con Dio.
    "Dio ti ama così come sei" non significa che la redenzione è inutile, anzi, è il senso della necessità di una continua conversione.
    E su Giovanni Paolo II non mi esprimo. È un santo, e noi dovremmo imparare dal suo spirito di preghiera e penitenza e dal suo coraggio di annunciare il Vangelo. Bisogna coltivare l'umiltà , imprescindibile atteggiamento del cristiano cattolico, che altrimenti diventa superbo e allora sì non va più a confessarsi.

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    1. La parola "dialogo" è diventata particolarmente pericolosa dal vaticano II in poi. Il dialogo è un “discorso alterno fra due o più persone” (etimo.it) delle quali, evidentemente, nessuna possiede la verità. Pertanto Gesù non dialoga con Pietro bensì lo ammaestra da par Suo, secondo una pedagogia divina che la nostra povera mente umana non può che accettare o rifiutare. Gesù non ascolta le ragioni dell’interlocutore di turno per addivenire ad un compromesso che lascia il tempo che trova. Gesù è il Maestro Supremo di fronte al quale occorre inginocchiarsi. Quando Gesù chiede per tre volte a Pietro :”Mi ami tu?” non sta dialogando, bensì, a ben guardare, esige (esige!) un deciso si o no, ed il si e il no certamente non rientrano nella metodologia del dialogo. No, in nessuna parte del Vangelo Gesù dialoga con chicchessia. Gesù è il Supremo Maestro che insegna. E a chi lo ascolta non resta che obbedire. O fare orecchie da mercante. E oggi di mercanti ce ne sono a bizzeffe.

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    2. "Dio ti ama così come sei" non significa che la redenzione è inutile, anzi, è il senso della necessità di una continua conversione". Quindi Dio NON ti ama così come sei! Perché voler conciliare a tutti i costi l'inconciliabile? Il Vaticano Secondo ha davvero impresso nelle menti i suoi incancellabili slogans! Anonimo 00:27, si rende conto della contraddizione contenuta nelle sue parole?

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    3. Giustissimo e logico quello che affermano i commentatori di 00.27 che fa alquanta confusione. Cristo dialoga in un rapporto tra Maestro e discepolo che lo segue, come gli apostoli ai quali esprime insegnamenti spesso in forma di esortazioni ma anche ammonizioni o aperti rimproveri. Cristo ama il peccatore per redimerlo ma non lo accetta in quanto peccatore. Un tempo queste cose le sapevano anche i bambini del Catechismo ! Meno male che con il CVII i fedeli hanno preso finalmente contatto con le scritture (!?!)ma, si sono trovati di fronte a falsi maestri che, come Lutero e gli eretici in generale le manipolano.

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  5. Queste sono le parole slogan che gli omosessualisti e sodomitici tipo James Martin diffondono per approvare il peccato mortale contronatura.

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  6. La parola "amore" nel vangelo non ha un'unica interpretazione, ne ha tante e discordanti tra loro. Peraltro il concetto di amore come compassione dolciastra (da film americano) in uso oggi non esisteva neanche all'epoca di Gesù, quindi è inutile affannarsi su tale concetto, ed è sbagliato decontestualizzare. In ogni caso con "amore" deve intendersi anche correggere chi è in errore: certamente "amare" non significa lasciare che un nostro fratello vada all'inferno... Pur con tutte le precauzioni del caso, "amare" significa affermare la Verità.

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  7. Fabio Mirabello3 ottobre 2019 22:28

    Carissimi, anch'io conosco quell'adagio: "Dio ti ama come sei"; se ci fermiamo qua, ovvio che non può funzionare. Ritengo che lo si possa comprendere e accogliere nella sua verità profonda solo nella sua interezza. Io infatti lo conosco da sempre così: "Dio ti ama come sei ma non ti lascia come ti trova". Ovvero: Egli ti accoglie come sei, cioè povero peccatore, ti perdona pure, assolutamente, ma non si lascia prendere per il naso. Quindi, se lo vuoi seguire, servono pentimento sincero, conversione e proposito di non peccare più. Non è altro che una buona, sana, devota e sincera confessione. Misericordia sì, per tutti, ma non gratis. Questo il senso di quell'adagio e, se vogliamo, del Vangelo stesso, interpretato nè alla maniera di Lutero nè farisaicamente. San Giovanni Paolo II non ha bisogno di me come difensore, anzi, proprio non ha bisogno di avvocati. A lui possiamo solo chiedere: ora pro nobis, sancte Joannes Paulus!
    Buona notte a tutti!

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    1. Signor Fabio, qui non si tratta di attaccare o difendere chicchessia. Secondo l'Imitazione di Cristo "non voler sapere chi l'ha detto ma poni mente a ciò che è detto". Quindi "l'uomo via della chiesa" è un'assurdità di per sé e non perché l'ha detta Giovanni Paolo II. Con i santi post-conciliari, poi, ci andrei molto cauto. Non è che perché sono stati proclamati santi hanno acquistato automaticamente l'infallibilità delle loro affermazioni. E' una questione seria, molto seria. Forse drammatica. Anche Paolo VI è stato proclamato santo, tuttavia è stato lui a riformare la Messa di sempre in senso protestantico, dando oltretutto la stura ad una serie interminabile di abusi non raramente sfocianti nella buffoneria e nella blasfemia.

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    2. I criteri post-conciliari per riconoscere la santità sono niente più che un mezzo per confermare la validità del vaticano II.

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  8. La parola 'dialogo' ( dialogus-conversazione) è stata subdolamente utilizzata dal CVII in poi, soprattutto nell'equivoco significato di attenuazione delle differenze dottrinali sostanziali tra religioni, fino ad arrivare a sostenere che sono tutte uguali perché riconoscono un cosiddetto Dio unico. Cristo conversa con i suoi discepoli per capire cosa pensano o dicono per poi correggerli. Dio che ama è un pretesto per giustificare ogni relativistico e quindi qualsiasi errore da parte dell'uomo e negare l'esistenza di un Giudizio divino. Dottrina peggiore di quella protestante !

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