venerdì 20 settembre 2019

Germania, vescovi scrivono prefazione a libro pro unioni gay

I matti non sono solo in manicomio.
"O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio" (I Corinzi VI, 9-10).
Ripreso da Una Vox.
Luigi

Articolo pubblicato su Il Giornale, di Matteo Orlando, 28-8-19

Il vicepresidente della Conferenza episcopale tedesca e vescovo di Osnabrück, monsignor Franz-Josef Bode e l’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, hanno scritto la prefazione al libro “Con la benedizione della chiesa?”, un testo che auspica la benedizione delle unioni omosessuali nelle Chiese cattoliche.
In Germania due vescovi hanno scritto la prefazione di un libro a favore del riconoscimento delle unioni omosessuali da parte della Chiesa.
Il vicepresidente della Conferenza episcopale tedesca (non nuova a richieste di questo tipo) e vescovo di Osnabrück, monsignor Franz-Josef Bode e l’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, hanno scritto la prefazione al libro “Mit dem Segen der Kirche?”, che in italiano si potrebbe tradurre con la domanda “Con la benedizione della chiesa?”, un libro che auspica la benedizione delle unioni omosessuali nelle Chiese cattoliche.

L’opera, che è stata appena pubblicata in Germania dall’editore Herder Verlag, ha come curatori Stephan Loos, Michael Reitemeyer e Georg Trettin. Quest’ultimo è un teologo che si è “sposato” civilmente con un altro uomo ed è un organizzatore dei “Queer Church Services” in Germania. Loos e Reitemeyer sono, invece, responsabili delle accademie diocesane per l’educazione rispettivamente della diocesi di Osnabrück e dell’arcidiocesi di Amburgo.

Il libro, che ha come sottotitolo l’auspicio di “Concentrarsi sul lavoro pastorale con le unioni omosessuali”, include numerosi articoli sulla questione della benedizione ecclesiale delle unioni omosessuali. Tra questi testi c’è anche quello del professor Thomas Schüller, teologo ed esperto di diritto canonico all’Università di Münster, il quale ha affermato che, sebbene la legge canonica leghi chiaramente il sacramento del matrimonio con la procreazione, sarebbe “possibile” per un vescovo diocesano “stabilire norme nella sfera liturgica per la chiesa a lui affidata” e proporre “una benedizione liturgica per le coppie omosessuali”.

Un altro articolo del libro si intitola “Due donne sulla strada del matrimonio”. La sua autrice, Petra Dankova, direttrice di un gruppo femminista di fedeli cristiane, descrive la sua esperienza personale “nella e con la Chiesa”.

Johannes Zu Eltz, sacerdote e decano di Francoforte che da anni, in opposizione alle norme morali della Chiesa Cattolica in materia, lavora per preparare una benedizione liturgica per le coppie omosessuali, nel suo articolo ha proposto i dettagli concreti di come potrebbe apparire una benedizione liturgica di tali coppie e come potrebbe essere preparata. Zu Eltz ha fatto, attraverso una sua interpretazione personale, riferimento all’esortazione post-sinodale di Papa Francesco Amoris Laetitia (i numeri 3, 297, 299, 300, 305) che permetterebbe “soluzioni regionali”, nonché l’“apprezzamento del vero amore nelle cosiddette situazioni irregolari” in cui la crescita dell’amore e della grazia sarebbe “possibile”.

Un altro saggio è stato scritto dal professor Stephan Goertz, autore del libro “Chi sono io per giudicare? L’omosessualità e la Chiesa cattolica”. Questo docente, durante i dibattiti del Sinodo dei vescovi sulla famiglia del 2015, aveva sostenuto che l’omosessualità non dovrebbe più essere condannata perché i tempi sono cambiati. Aveva anche proposto di considerare un carattere sacramentale per le unioni omosessuali se sono basate su “una leale e amorevole relazione omosessuale”, che si comprenderebbe “come associazione nell’ambito della credenza nel Dio di Israele e di Gesù”.

Nella loro prefazione, i vescovi citati scrivono, con ambiguità, di schierarsi nel mezzo “di questi dibattiti”. Mons. Hesse ha aggiunto, in particolare, che come Chiesa non si sente di influenzare con credibilità “questa società quando affrontiamo le realtà della vita delle persone”. Entrambi i vescovi hanno proposto una forma di rispetto reciproco tra omosessuali e hanno aggiunto che “è davvero impressionante che ci siano uomini gay e donne lesbiche che si confessano come cristiani credenti, nonostante le esperienze di rifiuto che ricevono, e che chiedono attenzione pastorale nel loro stile di vita, che è una sfida per sviluppare insieme prospettive di attenzione“.
Infine i due vescovi hanno menzionano il “desiderio di una benedizione per le coppie dello stesso sesso come espressione di una efficace confidenza nell’amore e nella fedeltà di Dio”.


4 commenti:

  1. I "vescovi" tedeschi se ne fregano di san Paolo.

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  2. "Eugenio Melandri: nato a Brisighella nel 1948, prete della Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni estere, comunista, pacifista, immigrazionista. Candidato al Parlamento Europeo nel 1989 ed eletto, fu sospeso a divinis. Nel 1992 fu eletto alla Camera con Rifondazione Comunista.
    Dopo 28 anni gli è stata revocata la sospensione a divinis da parte della Congregazione del Clero e subitamente, tra il giubilo della stampa, lo Zuppi, il sinistro Arcivescovo di Bologna promosso al Cardinalato da Bergoglio, lo ha incardinato nella sua Arcidiocesi" (da Radiospada). Ecco si che si occupano i "vescovi" (e il "papa").

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  3. In Germania é da anni che sono protestantizzati.

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  4. non metuens verbum22 settembre 2019 06:20

    beh, se la benedizione fosse in forma di esorcismo...

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