martedì 27 agosto 2019

La rivoluzione divora i suoi figli e gli amici di Mordor si odiano tra di loro?

Cito il magnifico romanzo Il Signore degli Anelli di Tolkien per riportare una segnalazione di Stilum Curiae sulla battaglia da tempo in corso tra frequentatori di S. Marta, nello strategico settore della comunicazione: prima - ma soprattutto dopo -  la mancata conferma dell'ex direttore ad interim della Sala Stampa  Alessandro Gisotti (che molti amici ci dicono essere un corretto professionista e una brava persona, vicino - fino a non tanto tempo - fa alle posizioni conservatrici di Benedetto XVI).
Per una piccola puntura de Il Sismografo agli altri amici del S. Padre Francesco vedere MiL QUI.
Luigi

Stilum Curiae, 20-7-2019

Caro Tosatti, “QUE VIVA BADILLA!”.

Spiego subito perché utilizzo il titolo di un famoso film del 1931 (Que viva Mexico!) che avrebbe dovuto essere in chiave antiamericana, finanziato da attivisti filosovietici americani ai tempi di Stalin ma poi fu interrotto e rielaborato.

Mia impressione di Osservatore, con qualche buon insider dissidente in Vaticano (altrimenti non si può sapere nulla di ciò che avviene dietro le mura), è che, alle spalle del Papa, sia scoppiata e stia divampando una guerra tra ambienti “liberal” (alla americana, perciò radicali) ed ambienti che si riferiscono alla “teologia della liberazione” (alla americano-latina, perciò marxisti puri).
E questa guerra è scoppiata proprio nella gestione dei media (Sala Stampa Vaticana, supervisione dei Media Vaticani, Osservatore Romano, Radio Vaticana, ecc).

Perché? Perché la nomina del nuovo direttore della Sala Stampa (tal Matteo Bruni) è andata anche quella in mano alla potentissima, e non trasparentissima, Sant’Egidio Community, che rappresenta l’ala liberal-radical nell’universo del potere vaticano.

Questa nomina ha fatto ribellare e dire basta all’ala “teologia della liberazione”, non ufficialmente riconosciuta, ma riconducibile a quella forza della natura che è il profugo cileno Luis Badilla fondatore e direttore de “Il Sismografo”, sito internet molto amato, e ricambiato, dal nostro Marco Tosatti.

La guerra fra le due fazioni che sostenevano fino a ieri Papa Bergoglio è cominciata. Lo strapotere di Sant’Egidio comincia a preoccupare il bravo Badilla, ma lo preoccupa anche l’incompetenza dilagante ai vertici degli altri media vaticani.

Primo fra tutti Tornielli, che si sta rivelando un vero e proprio fallimento. Come noi in Stilum Curiae, avevamo ben previsto. Perciò : “Que viva Badilla!”


Ed ecco il commento a sei mani di Badilla e altri, apparso ieri sul Sismografo:

(LB-RC-FG) La partenza dalla direzione della Sala stampa vaticana di Alessandro Gisotti, dopo oltre 200 giorni di generoso ed efficace servizio al Papa e alla Sede Apostolica, crea sconcerto e preoccupazione anche se la speranza che resta sta nel desiderio che il dinamismo comunicativo vaticano sia sempre migliore dopo alcuni anni di crisi. L’esercizio professionale di Gisotti dimostra che in Vaticano, nonostante i molti errori commessi in nomine importanti, è sempre possibile fare scelte buone, adeguate e produttive. Auspichiamo che quella fatta per la sostituzione di Gisotti nella persona di Matteo Bruni sia ottima. Ce lo dirà il tempo e solo il tempo.

Allo stato attuale delle cose le perplessità sono almeno tre: la prima riguarda il fatto che il Direttore nominato per la Sala stampa (che non è l’ufficio del portavoce del Santo Padre) non sia un giornalista, cosa che tra l’altro potrebbe rallentare la scelta del suo Vice che se giornalista difficilmente vorrà stare sotto la guida di un non professionale delle comunicazioni. Sembra che sia accaduto con le due donne proposte per questa carica prima della nomina di Bruni.

Poi, il vertice dell’apparato mediatico è un vero stato maggiore con 11 persone, 9 delle quali sono di nazionalità italiana e una sola donna in mansioni defilate. Questa eccesiva e invadente egemonia italiana, inspiegabile, crea problemi d’immagine e potrebbe creare anche problemi operativi.

La Direzione editoriale del dicastero ora è nelle mani di tre autorevoli, esperti, bravi e agguerriti professionisti, ma si deve dire con affetto e rispetto che occorre trasferire prestissimo queste qualità e talenti al “prodotto” (in particolare Vatican News/Radio Vaticana e Osservatore Romano) che non migliorano come desiderato dai lettori e utenti. Dall’esterno, tranne che per la Sala stampa, nell’Osservatore Romano e Vatican News non si vede ancora l’augurato piglio rinnovatore della riforma. Mentre Vatican News tende a consolidarsi come un ibrido abbastanza liquido tra l’ex Radio Vaticana e un sito-agenzia online, non in grado di competere con il resto della stampa che si occupa di questioni religiose ed ecclesiali, l’Osservatore Romano ormai si presenta come un’antologia giornaliera di interviste e recensioni, il tutto molto italiano (e parrocchiale), con poco respiro universale e planetario, destinato a lettori della Città del Vaticano e del Borgo Pio.

Per certi versi, seppure sotto la guida del Prefetto Paolo Ruffini la “narrazione vaticana” mediatica ha fatto un balzo di qualità rilevante, superando in pochi mesi una crisi devastante che si trascinava da due anni, la linea editoriale dei media vaticani resta mummificata, largamente attaccata alle logiche del potere, poco profetica e lontana dalla parresia tante volte auspicata dal Santo Padre. Molti sono i progressi nei due principali media vaticani ma non ci siamo ancora. Tutto appare ingessato, controllato, misurato con la bilancia …insomma, un po’ nel superato stile sovietico di una volta.

La breve gestione di Gisotti lascia una piccola grande eredità dalla quale dovrebbero trarre insegnamenti molti responsabili intermedi delle comunicazioni vaticane: sincero spirito di servizio al Papa (molto reale e poco dichiarato), senso evangelico dell’umiltà e rifiuto di ogni forma di lotta di potere (per costruirsi futuri personali, per dare mano alla propria cordata, per avere influenza e ed essere oggetto di ossequiosità …)

Nei 200 giorni “ad interim” di A. Gisotti c’è ovviamente una scelta del giornalista, ma anche uno stile di servizio che s. Giovanni Paolo II così descriveva: “In Vaticano ci sono persone che usano la Chiesa e la mettono al proprio servizio ma grazie a Dio vi sono tantissimi collaboratori che usano la propria persona per metterla al servizio della Chiesa”.

Questo principio dovrebbe aiutare il Prefetto P. Ruffini a condurre in porto il suo lavoro faticoso e complesso che sino ad oggi ha guidato con determinazione e chiarezza, ma come egli stesso dice spesso: “C’è sempre molto da imparare, da correggere e da migliorare”.

In questo senso ciò che si ascolta tra gli operatori dei media vaticani, nella Radio Vaticana e nell’Osservatore, andrebbe vagliato con cura e buona disponibilità perché molte critiche ai superiori, ai comandi intermedi (cresciuti notevolmente), non solo sono giuste ma contengono consigli preziosi, spesso frutto di decenni di esperienza sul campo. Tra queste richieste ce n’è una alla quale è sempre urgente dare risposta: massima trasparenza sul progetto complessivo che si vuole realizzare, meno comportamenti occulti e riservati, e quindi rapporto più cristallino e mai autoritario. Tutti, insieme, al servizio del Papa e della Chiesa, e nessuno al servizio di progetti personali.

L’apparato mediatico vaticano è una riserva di generosità, talenti, professionalità e dedizione che può fare un enorme bene al pontificato, alla Sede Apostolica, alle chiese particolari, al Vangelo …

Nuovo organigramma pubblicato il 18 luglio 2019.
Ora s’include in quest’organigramma, da ieri, anche il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda. Prima non era così.
Superiori del Dicastero:
– Prefetto il Dottor Paolo Ruffini (1- italiano)
– Segretario il Reverendo Monsignore Lucio Adrian Ruiz (2 – argentino)
– Assessore il Reverendo Monsignore Dario Edoardo Viganò (3 – italiano)
– Direttore della Direzione per gli Affari Generali il Dottor Paolo Nusiner (4 – italiano)
– Vice Direttore della Direzione per gli Affari Generali il Dottor Giacomo Ghisani (5 – italiano)
– Direttore della Direzione Editoriale il Dottor Andrea Tornielli (6 – italiano)
– Vice Direttore della Direzione Editoriale il Dottor Sergio Centofanti (dal 22 luglio 2019) (7- italiano)
– Vice Direttore della Direzione Editoriale il Dottor Alessandro Gisotti (dal 22 luglio 2019) (8- italiano)
– Direttore della Sala Stampa della Santa Sede il Dottor Matteo Bruni (dal 22 luglio 2019) (9 – italiano)
– Vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede … (vacante)
– Direttore della Direzione Tecnologica l’Ing. Francesco Masci (10 – italiano)
– Direttore della Direzione Teologico-Pastorale la Prof.ssa Nataša Govekar (11 – slovena)