venerdì 26 luglio 2019

ULTIM'ORA gli accorpamenti diocesani e le nomine: Fabriano-Matelica/Camerino-San Severino Marche

La Diocesi di Fabriano-Matelica era rimasta sprovvista del Vescovo da qualche mese allorchè il  Mons. Stefano Russo (che forse sarà ricordato come l'ultimo  vescovo residenziale di quella diocesi) aveva rassegnato le dimissioni dopo la sua nomina, del 28 settembre 2018 a Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Come ampiamente previsto, considerata anche la vistosa
diminuzione della popolazione camerte dopo il devastante terremoto del 2016, poco fa:  il Santo Padre ha nominato Amministratore Apostolico della diocesi di Fabriano-Matelica (Italia) S.E. Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche. 
Ne ha dato notizia la Sala Stampa della Santa Sede QUI
In buona sostanza la Diocesi di Fabriano-Matelica ritorna com'era prima del 1728, quando venne creata smembrandola da quella camerte anche se allora rimase ancora unita alla "madre" nella persona del vescovo
Da notare appunto che  la bellissima Basilica Cattedrale di Fabriano (foto) è dedicata a San Venanzio Martire, Patrono della Città di Camerino e "simbolo" dell'antico ducato camerte.
Nel 1785 la nuova diocesi fabrianese ricevette la  piena autonomia che è durata fino ad oggi.
Negli ambienti "laici" si fa notare che fintanto Fabriano non era stata toccata dalla crisi economica e le sue aziende agivano orgogliosamente nel panorama internazionale anche la sede vescovile poggiava su  un trono di granito che è stato poi scalfito dalla non solo per effetto dei cambiamenti economici mondiali ma anche dalla supina arrendevolezza di una parte del clero nei confronti della secolarizzazione della società.
I legami dunque fra le due diocesi ( madre e figlia) sono molto forti anche per le comuni caratteristiche "montane" culturali, artistiche e devozionali. 
Nel secondo dopoguerra Fabriano ha sviluppato  le sue straordinarie capacità imprenditoriali soprattutto nei settori della carta e degli elettrodomestici favorendo la rapida trasformazione del territorio in un importante  polo industriale. 
Ai fabrianesi sembra impossibile che quella loro bella realtà diocesana sia stata decapitata perchè , secondo una certa roboante e boriosa parte ecclesiale dei tuttologi,  le diocesi presenti nel territorio italiano sarebbero troppe.
A quei superbi (e distruttivi) ecclesiastici rispondiamo con lo slogan :"Piccolo è bello"! 
La storia insegna infatti che le piccole diocesi nel corso dei secoli sono state quelle che hanno donato alla chiesa un maggior numero di preti e di consacrati.
"Piccolo è bello" non lasciamoci suggestionare dai concetti della globalizzazione ecclesiale che non ha portato nulla di buono: la realtà ecclesiale italiana è ben diversa da quella delle Americhe o dell'Africa!
Per i  fedeli di Matelica  si tratterebbe invece dell'ennesima soppressione della loro antica Diocesi: nel 578 la diocesi fu assorbita da quella camerte;   Napoleone eliminò il Vescovado che era stato ripristinato nel 1761, umiliando e impoverendo il popolo e le industrie di allora;  Giovanni Paolo II  fece decadere nel 1986 l' "aeque principaliter" delle due diocesi promovendo Fabriano come unica cattedrale;  Papa Francesco  nominando nel 2019  l'Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche amministratore apostolico della diocesi di Fabriano-Matelica  apre delle nuove prospettive di suddivisione e di smembramento degli antichi confini diocesani. 
Inoltre per effetto del probabile accorpamento delle due citate diocesi camerte e fabrianese il territorio dell'ex diocesi San Severino Marche potrebbe essere conglobato nella diocesi di Macerata rispettando così i desiderata dei Sacerdoti settempedani che dall'ultimo Concilio in poi si erano sempre espressi in tal senso.
Una grave sciagura purtroppo accomuna le due realtà diocesane di Fabriano e di Camerino: la mancanza di preti, di religiosi  e  di  vocazioni.
Su questa sciagura c'è poco da scherzare: è fin troppo tardi! 
E' già terra di missione !
AC