sabato 27 luglio 2019

A proposito della Santità di Nostro Signore, Paolo VI

di Enrico Salvi
«L'intenzione di Paolo VI, a riguardo della liturgia, a proposito di ciò che viene volgarmente detta “la Messa”, era di riformare la liturgia cattolica in modo che essa coincidesse quasi con la liturgia protestante [...], con la Cena protestante [...]. Ripeto, Paolo VI ha fatto tutto ciò che era in suo potere per avvicinare la Messa cattolica – al di là del Concilio di Trento – alla Cena protestante [...]. La Messa di Paolo VI si presenta per prima cosa come un banchetto – non è così? – e insiste molto sull'aspetto della partecipazione ad un banchetto, e molto meno sulla nozione di sacrificio, di sacrificio rituale, di fronte a Dio, con il sacerdote che da le spalle al popolo. Dunque, non credo di ingannarmi dicendo che l'intenzione di Paolo VI e della nuova liturgia che porta il suo nome, è di chiedere ai fedeli una più grande partecipazione alla Messa, è di dare più spazio alla Sacra Scrittura e meno spazio a tutto ciò che c’è – certi dicono “di magico”, altri “di consacrazione consustanziale”, transustanziale – e che è la fede cattolica. In altre parole, c'è in Paolo VI l’intenzione ecumenica di cancellare – o almeno di correggere, di attenuare – ciò che c'è di troppo “cattolico”, in senso tradizionale, nella Messa, e di avvicinare la Messa cattolica, lo ripeto, alla Messa calvinista. Si tratta, evidentemente, di una rivoluzione».  (Jean Guitton, dibattito radiofonico del 1993 in Yves Chiron, Paolo VI, ediz. Perrin 1993, Via Romana 2008, Lindau 2014.) 

Il 10 aprile 1970 Paolo VI incontra i sei osservatori protestanti che hanno attivamente collaborato alla
stesura del novus ordo (foto): Ronald Jasper, Massey Sheperd, Raymond George, Friedrich Kunneth, Eugene Brandt e Max Thurian in rappresentanza degli anglicani, del Consiglio Ecumenico delle Chiese, dei luterani e della comunità calvinista di Taizé. 

Non per nulla, quindi, Gérard Siegwalt, l’allora docente di teologia alla facoltà protestante di Strasburgo, poté affermare: 
«Non c’è nulla nella Messa attuale rinnovata e riformata che potrebbe veramente disturbare il cristiano evangelico».( Cfr. L’intercommunion in Documentation catholique n. 1555, 18 gennaio 1970, pag. 96.) 

La prima Messa in lingua italiana venne celebrata da Paolo VI il 7 marzo 1965, nella parrocchia romana di Ognissanti. Nell’omelia, il Santo affermò: 
«Straordinaria è l’odierna nuova maniera di pregare, di celebrare la Santa Messa. Si inaugura, oggi, la nuova forma della Liturgia in tutte le parrocchie e chiese del mondo, per tutte le Messe seguite dal popolo. È un grande avvenimento, che si dovrà ricordare come principio di rigogliosa vita spirituale, come un impegno nel corrispondere al grande dialogo tra Dio e l’uomo». (cfr. http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-messa-in-italiano-compie-50-anni.aspx

Dunque, riguardo alla «nuova forma della liturgia» il Santo profetizzò il «principio di rigogliosa vita spirituale», sennonché, dal quel giorno, con l’abbandono della teologia e liturgia “troppo cattoliche” (Guitton) prese a scatenarsi una sempre più rigogliosa… anarchia, le cui conseguenze disastrose, sempre più ridicole e non di rado blasfeme, segnano oggi un livello più che preoccupante. 

Un solo, orripilante esempio: Manuel Belli, insegnante di Teologia Sacramentaria (sic) al Seminario di Bergamo ed educatore dei seminaristi (sic) della stessa città, così sproloquia (evidentemente in preda ad un demoniaco sfasamento mentale): 
«“Prendi, questo è il mio corpo” e’ una frase che senza nessuna difficoltà potrebbe essere contestualizzata in quello che un uomo dice alla sua donna o viceversa. Scrive T. Radcliffe: «Vorrei parlare dell’ultima cena e della sessualità. Può sembrare un po’ strano, ma pensateci un momento. Le parole centrali dell’Ultima Cena sono state: “Questo è il mio corpo, offerto per voi”. L’eucarestia, come il sesso, è centrata sul dono del corpo (…) Comprendiamo l’eucarestia alla luce della sessualità e la sessualità alla luce dell’eucarestia.
 C’è dunque una componente erotica dell’eucaristia che non deve essere trascurata. Tra due amanti c’è un codice del corpo che eccede l’ordine delle parole”». http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2321_Fra_Cristoforo_Bestemmie_sull-Eucarestia.html

36 commenti:

  1. Senza polemiche non capisco quale sia la linea "editoriale" di questo blog....in un articolo si cita il SANTO Paolo Vi contro il sinodo eretico-amazzonico di Bergoglio e in altri articoli su come abbia demolito la Chiesa e la Liturgia....è Papa e Santo a convenienza?
    Un Santo non avrebbe mai avuto niente a che fare con i luterani!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Un Santo non avrebbe mai avuto niente a che fare con i luterani!" Appunto!

      Elimina
    2. "non capisco"

      Non avevamo dubbi.

      Elimina
    3. Anonimo 29 luglio 2019 18:41

      Lei invece ha capito tutto? Ce lo spieghi allora sapientone!

      Elimina
  2. "Il fumo di Satana nel tempio di Dio», sono parole del Santo, come se non fosse stato lui, dopo l'altro Santo, Roncalli,
    ad aprire il "dialogo" con il mondo, a ridurre la liturgia ad un "momento d'incontro". "Dialogo": parola martellante di un altro Santo, Woitila. Vista la penosa situazione in cui versa la Chiesa, non si direbbe che l'influsso dei tre Santi sia stato così beneficamente "profetico" (altra parola magica: la "Chiesa "Profetica). E poi altro che "fumo": qui sono all'opera veri e propri accoliti di Satana, vedi il Belli e il Radcliffe, sicuramente due ceffi della "legione".

    RispondiElimina
  3. Manuel Belli educatore dei seminaristi?: Poveri seminaristi! Speriamo che si sveglino e fuggano a gambe levate!
    Ma ... chi sono stati gli educatori del Belli? E gli educatori degli educatori del Belli? Risposta troppo facile!

    RispondiElimina
  4. Le prove che le intenzioni di Paolo VI in fatto di liturgia erano tendenzialmente sovversive, dimostrate ampiamente già quando era assistente della FUCI, per le quali fu diffidato dal Card. Vicario, sono concordi e incontestabili. Il tono dell'omelia, piuttosto astioso, pronunciata nella Chiesa di Ognissanti a Roma fu una reazione contro la decisione del card. Vicario Micara il quale prescrisse, mediante editto a stampa, di soprassedere all'applicazione della riforma in attesa che una Commissione studiasse come applicarla a Roma dove convengono fedeli da tutto il mondo, specie la Settimana Santa. Mi trovai in S. Giovanni in Laterano un Venerdì Santo dove i due terzi dei fedeli erano stranieri e, ovviamente non hanno capito nulla perché tutta in italiano mentre avrebbero potuto seguire la funzione in latino con un messalino in lingua parlata. Il card. Vicario a chi temeva gli fossero richieste le dimissioni rispose che non le avrebbe mai date; non era ancora arrivato il tempo nel quale coloro, in base alla dottrina, dissentono venissero proditoriamente cacciati. Quanto alla "rigogliosa vota spirituale", lo stesso Paolo VI ha avuto il tempo per verificare il fallimento dell'ideologia conciliare che ha voluto riformare, perché ritenuta sbagliata, la vita della Chiesa, e la corretta relazione tra la giustizia e misericordia di Dio e l'agire umano, quando ha pronunciato, prossimo a morire, il drammatico lamento, da Dies Irae: " Signore tu non hai esaudito le nostre preghiere....". ( E.F.)

    RispondiElimina
  5. Il Pensiero Unico avanza a pieno ritmo https://www.radiospada.org/2019/07/approvata-in-emilia-romagna-la-legge-contro-lomotransnegativita/ Scommettiamo che Manuel Belli è in pieno accordo?

    RispondiElimina
  6. Con le canonizzazioni di Paolo VI e degli altri papi conciliari si è voluto canonizzare il CVII. Se, volendo rappresentare in una chiesa cattolica con delle vetrate istoriate la vita di GPII, come si usava fare un tempo, si scegliesse la scena di GPII mentre bacia il Corano, non vi sarebbe qualcosa di strano? A me sembra di sì. Poi, può ben darsi che io mi sbagli.

    RispondiElimina
  7. Jean-Marie Villot (Biografia)

    Papa Paolo VI, il quale aveva una particolare predilezione per il mondo francofono, come testimoniato ad esempio dagli intensi rapporti di papa Montini con i filosofi Jean Guitton e Jacques Maritain (MODERNISTI DELLA NOUVELLE TEOLOGIE), nell'aprile 1967 lo nominò prefetto della Congregazione per il clero. Da allora il suo ruolo nella Curia Romana non fece che accrescersi, specialmente con la nomina nel maggio 1969 a Cardinal Segretario di Stato e l'anno successivo a camerlengo di Santa Romana Chiesa. In tale veste egli partecipò ai due conclavi del 1978.

    RispondiElimina
  8. Stimo questo blog e trovo sempre spunti di riflessioni valide, ma quando si paragonano le die forme della Messa si è soliti connotare il Novus Ordo sempre in modo estremamente negativo credo infatti che la citazione del sacerdote Bergamasco sia alquanto fuori luogo nel discorso su Paolo VI e sull’origine della nuova Messa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravo! Concordo con Anonimo 21:38!

      Elimina
  9. Beh, definire Calvinista Taizé mi sembra un po' esagerato...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti è offensivo per i calvinisti.

      Elimina
  10. E con tutto questo l'han fatto santo.........

    RispondiElimina
  11. Ma ancora con queste fesserie... Paolo VI vi piaccia o no, per il Magistero infallibile del Sommo Pontefice, è stato proclamato santo e pertanto, per tutti i cattolici, lo deve essere, altrimenti si è fuori dalla Chiesa e quindi dalla Grazia di Dio. Che differenza c'è tra chi non riconosce questa verità ed i protestanti? Non è il luogo questo per difendere S. Paolo VI da tutte queste assurdità degne dei sedevacantisti ma, per giustizia, va ribadito che, anche se alcune volte fu un po' idealista, quando si trattò di difendere il deposito della fede, a costo di condannarsi alla solitudine e al disprezzo generale, lo fece. Stiamo attenti a scandalizzare i fratelli nella fede con stupidaggini di ogni sorta perché la sentenza del Signore verso i portatori di scandalo è nota a tutti. Con le cose di Dio non si scherza. Andate a leggere la storia della piccola veronese di nome Amanda. San Paolo VI, Santo della famiglia e della vita, preghi per noi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Ma ancora con queste fesserie... Paolo VI vi piaccia o no, per il Magistero infallibile del Sommo Pontefice, è stato proclamato santo e pertanto, per tutti i cattolici, lo deve essere, altrimenti si è fuori dalla Chiesa e quindi dalla Grazia di Dio" : quanto a fesserie, lei caro amico le spara enormi: io mi reputo cattolico, e proprio per questo rigetto la neochiesa uscita dal CV II, una controchiesa, gnostica e massonica, che ha eclissato la vera Chiesa, quella preconciliare. Quanto ai papi santi, l'ultimo è stato Pio X. I papi conciliari, illegittimi, capi di una setta protestante, ecumenista, comunista, massonica, non sono papi né tantomeno santi. Teneteveli pure voi, amici di Bergoglio, e pregateli intensamente: vedrete i risultati. Io prego Padre Pio, S. Pio V, Pio IX, Leone XIII, S. Pio X : tutti antimodernisti, come mi reputo, anch'io. La sua "chiesa", caro amico, non è la mia Chiesa. Buonanotte, pace e bene !

      Elimina
    2. AMEN!
      Si legga come Woytila ha demolito il processo di canonizzazione (abbreviando i tempi, i presunti miracoli, "l'avvocato del diavolo" e l'andamento della causa di canonizzazione e beatificazione) e poi mi dica se è ancora tutto reale e "santo"....

      Elimina
    3. Perfettamente d'accordo, Paolo VI è stato un grandissimo Papa (tormentato ma di altissimo livello intellettuale e spirituale) strenuo difensore dell'identità cattolica ( basti pensare alle famose parole rivolte al grande Jean Guitton sul pericolo del fumo di Satana che entrava nella Chiesa) ed assolutamente ortodosso (è sufficiente citare l'Humanae Vitae)

      Elimina
    4. Un Santo "tormentato"? Beh, ti credo, con quello che ha combinato! "Strenuo difensore dell'identità cattolica"? Booh... Jean Guitton ha testimoniato chiaro e tondo la protestantizzazione della messa, crepa enorme attraverso cui è penetrato il fumo di Satana. Apposta il Santo era "tormentato"!!!

      Elimina
    5. Advocatus diaboli è una locuzione latina che si traduce in italiano con avvocato del diavolo.

      Descrizione
      Il promotore della fede (in latino promotor fidei), chiamato informalmente avvocato del diavolo, fino al 1983 era una persona incaricata dalla Chiesa cattolica romana di apportare argomenti che mettessero in discussione le virtù e i miracoli dei candidati alla canonizzazione, durante il processo d'indagine.

      Questo ufficio, istituito nel 1587 da parte di papa Sisto V, è stato abolito nel 1983, dal papa Giovanni Paolo II, con la costituzione apostolica Divinus perfectionis magister, che ha riordinato il processo delle cause dei santi, coinvolgendo molto di più rispetto al passato i vescovi locali nel promuovere e indagare sulle cause di canonizzazione, lasciando al promotor fidei il compito di redigere, insieme ad altri teologi, le conclusioni sulla relazione finale preparata dal relatore della causa (la cosiddetta positio).

      In seguito a quella data, il numero dei processi di canonizzazione è cresciuto rapidamente, arrivando a quasi 500 nuovi santi e più di 1300 beatificazioni durante il solo pontificato di Karol Wojtyla, cifre notevoli soprattutto se confrontate alle sole 98 canonizzazioni dei suoi predecessori nell'arco del Novecento.

      Nel linguaggio di tutti i giorni il termine indica una persona che controbatte a un'argomentazione non perché intimamente convinta, ma piuttosto per alimentare un dibattito o contrastare le altrui posizioni. Questo processo può essere utilizzato per verificare la genuinità dell'argomento originale o identificare le debolezze nella sua formulazione.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Advocatus_diaboli

      Elimina
  12. Il "Magistero infallibile del Sommo Pontefice" sta lasciando dilagare la sodomia all'interno della Chiesa: Altro che "sedevancantisti" e "fesserie".

    RispondiElimina
  13. Perfettamente d'accordo, Paolo VI è stato un grandissimo Papa (tormentato ma di altissimo livello intellettuale e spirituale) strenuo difensore dello spirito cattolico (basti pensare alle famose parole rivolte al grande Jean Guitton che mettevano in guardia sul pericolo del fumo di Satana che entrava nella chiesa) e di assoluta ortodossia ( è sufficiente citare l'Humanae Vitae)

    RispondiElimina
  14. Quali assurdità? I fatti combaciano perfettamente con la testimonianza di Guitton e le affermazioni dei protestanti!

    RispondiElimina
  15. «Non diciamo dunque “nuova Messa”, ma piuttosto “nuova epoca” della vita della Chiesa» (Paolo VI, Udienza generale del mercoledì 19 novembre 1969). "Le persone pie saranno quelle maggiormente disturbate, perché avendo un loro rispettabile modo di ascoltare la Messa si sentiranno distolte dai loro consueti pensieri e obbligate a seguirne degli altri. I sacerdoti stessi proveranno forse qualche molestia a tale riguardo» (Udienza generale del mercoledì 26 novembre 1969. Montini profetizzò per la Chiesa una "nuova epoca" nonché, come se niente fosse, disturbi, obblighi e molestie per fedeli e sacerdoti. Hai capito il Santo?

    RispondiElimina
  16. Paolo VI non verrà certo ricordato dai posteri, come Perdoglio del resto.

    RispondiElimina
  17. Caro anonimo delle 14.55. Non è certo che le canonizzazioni siano garantite dalla infallibilità papale. Per lo studioso Roberto de Mattei, per citare un esempio, non lo sono, perché non soddisfano le condizioni previste dal Concilio Vaticano I. Sia più sereno, eviti di insultare e si informi meglio. Non spetta a Lei decidere chi à fuori dalla Chiesa.

    RispondiElimina
  18. Io, per carità, vi ho detto come stanno le cose poi chi solo è causa dei suoi mali pianga se stesso. Io di Chiesa ne conosco una che ha il suo papa a Roma, oggi si chiama Francesco e quando parla avvalendosi della Sua infallibilità, va ascoltato... poi ognuno fa le sue scelte e può seguire tutti i de Mattei che vuole ma sappia che quello che dice il professore vale quanto quello che dico io e sinceramente, con tutto il rispetto, in questo post Concilio, di studiosi che dicono uno il contrario dell'altro, ne abbiamo avuti abbastanza. La canonizzazione implica l'infallibilità pontificia e chi non lo crede è fuori dalla Chiesa Una, Santa, Cattolica ed Apostolica come chi non crede a qualsiasi altra verità di fede. Dire che il Novus Ordo può andar bene anche ai protestanti è l'ennesima fesseria: come può un protestante pronunciare la parola "sacrificio" riferendosi alla sua celebrazione? Voi state perdendo la Fede altro che "io prego S. Pio da Pietrelcina" (tra l'altro stimato da S. Paolo VI). S. Pio rimproverò in modo furente un suo figlio spirituale che osò parlare male di un un ecclesiastico di dubbia fama immaginiamoci se vi sentisse fare certi discorsi privi di santo ritegno. Benedetto XVI stesso ebbe sempre parole di stima per i suoi santi predecessori. La riforma liturgica presenta delle cose da sistemare, riteniamolo un primo passo per avvicinare il Mistero alla gente (che non è composta solo da contemplativi, asceti e Padri della Chiesa, basti pensare che, anche dove è diffusa, la messa antica non è partecipata dalla totalità dei fedeli... anzi...). Ora occorre fare un passo ulteriore e correggere le storture e gli elementi che si sono rivelati sbagliati o poco opportuni, senza scandali e senza risentimenti, quando il Signore vorrà (riforma della riforma). Poi chi vuole utilizzare il vecchio messale (tra cui io) lo deve tranquillamente poter fare (non aver dato questa possibilità fu l'unico vero errore di valutazione di S. Paolo VI).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "E quando (Francesco) parla avvalendosi della Sua infallibilità, va ascoltato" Mi sembra che Anonimo 22:43 abbia le idee confuse circa l'infallibilità del papa. Qualcuno più istruito ed esperto di me, vuol spiegare quando il papa è infallibile?

      Elimina
  19. "Voi state perdendo la fede"

    Obbedisci al tuo Bergoglio e non giudicare gli altri. E soprattutto, vai a letto che per te è tardi.

    RispondiElimina
  20. Anonimo delle 13:49.

    Papa Francesco non ha mai parlato avvalendosi della Sua infallibilità tranne nei casi in cui ha proclamato nuovi santi.

    Anonimo delle 13:39 (che oltre alla fede farebbe bene a curare anche il garbo).

    Io mi glorio di obbedire a Pietro quando parla avvalendosi della Sua autorità infallibile chiunque Questi sia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appunto, caro 19:27. Spiegalo a 22:43 (o siete il medesimo?). Sono anni che Bergoglio parla, parla, parla ... e allora? Mica è infallibile ... Riguardo alla proclamazione dei santi, stendiamo un velo ...

      Elimina
    2. Non fare il furbetto, sai bene che Bergoglio ha una concezione dell'obbedienza sui generis (lui adora Don Milani, quello che diceva "l'obbedienza non è più una virtù"). Voi "progressisti" siete subdoli: non vi esplicitate mai interamente per quello che siete. Comunque te non ti glori di nulla, te stai rosicando perché questo pontificato è agli sgoccioli e la tanto decantata riforma non c'è stata. Questa è la verità.

      Elimina
    3. Se per Lei l'obbedienza, a differenza di don Milani, è una virtù allora obbedisca alla legittimità autorità. Il guaio della parte dei fedeli che dice di rifarsi alla tradizione è che dentro vi è di tutto e per questo motivo, al fin dei conti è irrilevante e a momenti patetica. Si lamentano della disobbedienza degli altri ma la propria non la vedono. Si lamentano degli abusi liturgici e tra loro vi è chi ne fa senza misura. Su una cosa, infallibilità o meno, sono sicuramente d'accordo col Papa regnante ovvero che in certi ambienti di Carità ce n'è ben poca ed ancora secondo me manca la vera Pietà ed il Timor di Dio. Si trattano le cose di Dio come se si parlasse di una partita di calcio in una bettola. Vergogna! Ci vuole sacro timore e prudenza a parlare di certi argomenti. Che cosa è diventata la Chiesa di Nostro Signore?... Io progressista? Io sono cattolico! sono cresciuto a latino e gregoriano ma per la gloria di Dio e non per compiacere me medesimo o per proferire bestemmie ammantate di pietà. Fatevi un esame di coscienza e dite io credo realmente nel Dio vivo e vero che ha costituito la sua Sposa sulla roccia di Pietro o non ho null'altro da fare e perdo il mio tempo a parlare di cose che non comprendo neppure? Dalla risposta sincera a questa domanda dipende la salvezza di ognuno e nessuno la può dare se non il diretto interessato.

      Elimina
  21. Bravo Anonimo 30 luglio 2019 22:43 sei un bravo cattolico!
    Non so quanto sarai apprezzato qua dai fuoriosi cucciolotti che trovano coraggio soltanto quando sono coperti dall'anonimato ( come anche io che sto scrivendo...). Io però mi glorio di non insultare mai nessuno... altri invece...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "furiosi cucciolotti" "mi glorio di non insultare"

      Nervosismo e contraddizione. Il tuo psicologo non ottiene molti progressi.

      Elimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.