sabato 13 aprile 2019

Foto e video della dedicazione della chiesa di Santa Caterina a Trumbull (Connecticut): dopo le distruzioni sessantottine i fedeli vogliono il "sacro"!

Negli Stati Uniti è operante un ammirevole, forte movimento liturgico  che sta cercando di rimediare concretamente agli sfasci iconoclasti avvenuti dopo il Concilio Vaticano II. 
Il clero, i semplici fedeli, gli  uomini e  le donne di cultura con spirito costruttivo e concorde si sforzano di restituire quel vitale dosaggio di bellezza, che è parte integrante della Liturgia e della dottrina cattolica, che fu defraudato con inganno dai chierici "sessantottini".
Consigliamo ai Lettori di guardare il video allegato (c'è anche un link nel caso non dovesse aprirsi) che ha ripreso le fasi principali della Dedicazione di una chiesa parrocchiale e dell'altare della chiesa parrocchiale di Santa Caterina da Siena a Trumbull, una piccola cittadina di appena 35.299 abitanti ( dove sicuramente i cattolici sono in minoranza e  il cui parroco NON percepisce l'8/1000 dallo Stato ) che ha restituito alla gloria di Dio e  all'edificazione dei fedeli una chiesa bella e dignitosa, restaurata secondo lo spirito costruttivo dell'ermenueutica della continuità
La ripresa televisiva, sobria , essenziale e NON pervasa da ideologie, come
avviene  da noi quando ad esempio la regìa ordina di inquadrare pretestuosamente le ragazze con il piercing che cantano, ci ha fatto ammirare le insostituibili "perle preziose" della liturgia cattolica:   le note della stupenda corale polifonica e  l'ineccepibile, invidiabile, servizio liturgico  dei preparatissimi  giovani e giovanissimi ministranti!
Il video mostra la vitale giovinezza di una piccola parrocchia ma  ha anche impietosamente messo in luce tutte le rughe dell'ecclesiologia sessantottina europea e italiana compresi i continui, feroci diktat  degli anziani pastori contro la vera musica sacra e contro la sacralità della liturgia e dell'arte sacra.
Impossibile non fare dei paragoni con la deprimente situazione italiana dove la CEI "la fa da padrona"imponendo  da troppi decenni delle incaccettabili brutture architettoniche che deturpano il paesaggio ed umiliano la  fede e la devozione dei fedeli:  le vere vittime ignare e silenti della distruzione avvenuta per mano dei chierici fanatici affiliati ai club sessantottini.
Il video dalla cittadina di Trumbull ci ha fatto dimenticare  le riprese televisive di un'analoga  liturgia  celebrata di recente in una periferia di Roma: purtroppo per noi cattolici italiani si trattava di un' altra "musica";  di un'altra "aula liturgica" e di un' altra liturgia: le virgolette sono quanto mai opportune!

Maria, Madre della fiducia prega per noi.
AC  

 Il restauro e la dedicazione 
della Chiesa Parrocchiale di Santa Caterina 
a Trumbull, CT ( Stati Uniti)  

di Gregory Di Pippo 

La parrocchia di Santa Caterina da Siena a Trumbull, nel Connecticut, ha recentemente completato il radicale restauro dell'interno  ridisegnato  "ex novo".  
Un nuovo splendido altare per il Santo Sacrificio Eucaristico e il Tabernacolo collocato nel nuovo spazio presbiteriale. 
Il mese scorso, abbiamo pubblicato le foto della deposizione delle sacre Reliquie: parte integrante del rito della dedicazione. 
La chiesa fu costruita nel 1958 e fu solo benedetta per uso liturgico pur non essendo stata mai consacrata anche dopo l'ultimazione dei lavori. (v.foto 2 a sinistra prima del recente restauro. N.d.R.)
La Santa Messa della dedicazione o consacrazione della chiesa celebrata domenica 24 marzo 2019 da Mons. Frank J. Caggiano, Vescovo di Bridgeport  è stata l'apoteosi e la manifestazione tangibile che Cristo è vivo e lavora nella Chiesa, anche nei momenti più difficili . 
L'architetto che ha affrontato questo progetto è stato Duncan Stroik, che era presente alla alla celebrazione. (v.foto 3 a sinistra N.d.R.)

Le nostre congratulazioni vanno a lui e al parroco, don Joseph Marcello, per il successo di questo tanto necessario e ben fatto restauro. 
 
L'altare maggiore contiene una reliquia di prima classe "ex ossibus" di Santa Caterina da Siena. 
Un magnifico nuovo retablo impreziosisce l'area presbiteriale ed è ispirato all'altare che contiene l'icona della Madonna Salus Populi Romani della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma ed abbellito con delle statue della Beata Vergine Maria, di San Giuseppe, di Caterina da Siena e di San Giovanni Vianney santo patrono dei sacerdoti.

Diversi elementi esistenti nella chiesa sono stati riproposti, incluso il  Crocifisso; c'è poi la colomba dello Spirito Santo, appesa sopra la porta del nartece, è stata trasferita in presbiterio, dove , secondo il progetto originale della chiesa, avrebbe dovuta essere collocata. ( v. foto 4 e 5 a sinistra N.d.R.)
La cappella laterale è ora una cappella commemorativa di preghiera per i fedeli defunti; l'ex altare centrale della chiesa è stato trasferito lì adattandosi perfettamente. 
Sopra l'altare della cappella si trova una statua del Sacro Cuore di Gesù, pure restaurata,  dono alla parrocchia al momento della sua erezione.
La cappella contiene un libro commemorativo con il nome di ogni persona i cui funerali sono stati celebrati a Santa Caterina dalla sua fondazione nel 1955 ed ospita anche un bellissimo mosaico della Madonna, che è appeso come un memoriale dei bambini che sono morti prima della loro nascita. 

Qui sotto il video della liturgia di dedicazione della chiesa parrocchiale.







Fonte e foto: New Liturgical Movement QUI con altre foto della chiesa e della liturgia della consacrazione della chiesa.

17 commenti:

  1. Ha scritto bene l'articolista all'inizio negli USA "con spirito costruttivo e concorde". In Italia non ci ptrà essere mai una degna ripresa della sana tradizione cattolica perchè si litiga sempre fra di noi. "C'è un unico modo per non parlarsi più fra amici: la messa in latino" scriveva sconsolato in un rapporto curiale un giovane prete "della tradizione". Io sono per il '62; il per il "53; io per il 1600; io per il 1400... e così via mentre i fedeli se ne stanno ben lontani da siffatti peersonaggi che hanno la mente squilibrata ma che costituiscono purtroppo la maggioranza del mondo tradizionalista.

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    1. Si è vero! Ditemi voi se al tempo del grande Pio XII qualcuno si poteva rifiutare, sippure con ponderate argomentazioni, di celebrare il triduo pasquale ignorando o snobbando le nuove rubriche introdotte da quel santo e grande papa!

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    2. Il santo e grande Papa col senno del poi avrebbe sicuramente abolito quelle nefaste riforme.
      La settimana santa del 1955 era solo il preludio dello sfacelo.
      E non c'è bisogno di essere liturgisti eruditi per accorgersene, basta un confronto sinottico.
      Inoltre...che senso ha rifiutare Bugnini 2.0 per accontentarsi dell'1.0? Se si rigetta il modernismo/archeologismo liturgico o lo si rigetta in toto o è meglio andare alla Messa nuova, che, a differenza del Breviario di GXXIII o della settimana santa riformata, ha una sua coerenza interna.
      La riforma liturgica è cominciata nel 1948, non negli anni '60.

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    3. I problemi sono arrivati dai frutti avvelenati del concilio vaticano II

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    4. Bellissimo. Fortunatamente c'è una ripresa in tutto il mondo del cattolicesimo. Il nucleo dei fedeli non si è fatto abbindolare dalla religione umanitarista bergogliana, peraltro ormai agli sgoccioli. Siamo vicini alla vittoria!

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    5. Per questo di proponeva in un articolo precedente la costituzione di un baluardo cattolico, un patto per un comune agire che trascendesse le "proprie verità". Ma è quasi certo che questo resterà una chimera. Con buon gioco per il nemico.

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    6. Apprezzabili dal punto di vista ecclesiale i due precedenti interventi che però non hanno tenuto conto della vera forza innovativa del Concilio Vaticano II . Se nei nostri giorni possiamo avere non solo il triduo pasquale nella forma antica, pre 1956, ma anche la messa gregoriana-apostolica questa moltiplicità cultuale la si deve allo spirito "aperto" del CVII che ha condizionato i pastori che dopo una prima chiusura e grettezza di stampo dittatoriale-fondamentalista ora possono godere degli ampi benefici di una più vasta varietà liturgica a lode di Dio e ad edificazione dei fratelli. Il fondamentalismo dittatoriale, che sia riaffiorando pericolosamente in questo pontificato che vuole imporre delle nuove, pericolose formulazioni pseuddo-dottrinali , ha portato solo fratture e solo irrigidimenti. Perchè irrigidirsi se possiamo pregare meglio con le formule dei nostri padri della fede?

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    7. Quelli che criticano il Concilio debbono invece essere riconoscenti all'entrata dello spirito "liberale" nella chiesa: in virtù dell'obbedienza ad esempio nel 1953 ci buttò a mare l'enorme patrimonio teologico e liturgico presente nell'antichissima formulazione del triduo pasquale senza neppure rifletterci sopra. Lo stesso spirito fondamentalista operò il più grave dei delitti: la riforma liturgica e l'imposizione di un nuovo messale. Se la tenue liberalità introdotta dal CVII fosse stata operante fin dagli anni '60 l'antico messale non sarebbe stato mai abolito e non ci sarebbero stati conseguemtemente tanti motivi di contrasto e di divisione. Consiglio di leggere il più completo studio sulla riforma della settimana santa di Pio XII http://blog.messainlatino.it/2010/04/la-riforma-della-settimana-santa-negli.html

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  2. Il SP parla chiaro; il Messale ' tradizionale' legittimo, scaturito dalla oculata riforma delle Commissioni istituite da Pio XII, conoscitore profondo della tradizione liturgico-musicale cattolica, non può essere, canonicamente, che quello del 1962, purtroppo praticato per pochi anni e subito annullato. E' questa la principale cagione di qualche nostalgia di liturgie precedenti che la Chiesa da oltre un secolo, in tempi non sospetti, aveva ritenuto da correggere, senza compromettere l'aspetto sacrificale' in persona Christi'. La maggioranza dei sacerdoti 'tradizionalisti' ( tra i tanti io ne conosco almeno 10 a Roma) usa il Messale del 1962. Se, talvolta, fa difetto lo " spirito costruttivo e concorde" lo si deve al bilioso atteggiamento persecutorio di tanti vescovi europei( apertamente rimproverato da papa Benedetto) che relega nella semi-clandestinità la celebrazione. Sarebbe utile un Convegno organizzativo di tutti i sacerdoti tradizionalisti e di ordinandi seminaristi che vogliono conoscere il VO,se non fossero impediti con provvedimenti punitivi nazi-bolscevichi da Rettori e Vescovi.

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  3. Bravi. Bravi. Ammiro la vostra prudenza. Non lo fate sapere a nessuno che il Papa si è inginocchiato ed ha baciato le scarpe dei politici del Sud Sudan. Vi dovesse procurare dei grattacapi. Continuate così. Parlate d'altro. Che ne so il clima in Norvegia, la cappellina in montagna che sta crollando, il vescovo cattivo che non fa celebrare la messa in latino. Una critica ogni tanto giusto per figurare. Ma per il resto come in Sicilia. Non vedo, non sento, non parlo. Magari a Santa Marta si arrabbiano. Fate bene, il silenzio è d'oro.

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    1. Opportuna osservazione.

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    2. Bergoglio fa il Bergoglio, lo sapevamo. A me dà molto più fastidio la pubblicità della Cei, dove si sventolano le bandiere arcobaleno della "pace" e dove si inneggia alla mescolanza, e cioè alla distruzione dei popoli. In fondo Bergoglio ormai rappresenta solo se stesso (è lui ad ammettere che possono esserci voci discordanti nella Chiesa), ma la pubblicità della Cei ha la presunzione di rappresentare tutti i cattolici. È quella la cosa grave: la conferma anche visiva di una Chiesa collusa con i poteri forti.

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  4. Mimmo da Taranto13 aprile 2019 13:16

    Mi sarei aspettato una messa Vetus Ordo, invece in questa chiesa si continuerà a celebrare il novus ordo voltando le spalle a Gesù Eucaristia chiuso nel tabernacolo che pure è stato riportato al centro del presbiterio ma non certamente ad maiorem Dei gloriam.

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    1. Possibile che non riesca a vedere il grande, immenso sforzo di ritorno alla sana tradizione cattolica che la ristrutturazione della chiesa di Santa Caterina rappresenta? Quando era regnante Benedetto XVI qualche tradizionalista aveva l'ardire di criticarLo: poi venne la punizione!

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  5. @Anonimo 10:20 che ha scritto "Se si rigetta il modernismo/archeologismo liturgico o lo si rigetta in toto o è meglio andare alla Messa nuova, che, a differenza del Breviario di GXXIII o della settimana santa riformata, ha una sua coerenza interna.
    La riforma liturgica è cominciata nel 1948, non negli anni '60." Una riforma liturgica andava fatta come l'hanno fatta San Pio X e alcuni suoi predecessori. La liturgia non è un pezzo da museo. Che senso ha, ad esempio, obbligare i fedeli a seguire gli schemi liturgici monasteriali della liturgia della domenica delle palme? Per benedire le palme e distribuirle c'è bisogno di mezz'ora di liturgia? Tali cosa potevano andare bene per i monaci ma per la gente no: difatti la domenica delle palme entravano in chiesa quando suonavano le campane del primo sanctus, ricevute le palme tornavano fuori per sbrigare le faccende o chiacchierare, rientravano in chiesa quando suovano le campane per il secondo sanctus (altrimenti la messa non era valida). La chiamavano la "messa matta". Se c'è qualche mente desiderosa di ritornare a quello che i preti consideravano una sciagura io non ci sto: divento bugniniano. Ricordiamoci bene che il primo documento conciliare la Sacrosantum Concilium fu firmata da quasi TUTTI i Padri e non erano stati costretti con le armi a firmare.

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  6. Grazie all'Altissimo per la bellissima celebrazione e ai suoi santi ministei

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  7. Concilio Vaticano II: una metastasi.

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