martedì 12 marzo 2019

Un "granellino" contro la recita del S.Rosario: la preghiera dei Santi e delle Sante!

Nell'incipit del commento al Vangelo di ieri 11 marzo ( Matteo 25,31-46) il Padre Vocazionista Lorenzo Montecalvo, teologo assai preparato che vanta un vasto curriculum di studi e di pubblicazioni, ha voluto usare una frase che va di moda  da alcuni decenni : "non ti porteranno in Paradiso i Rosari che dici, le Eucarestie che celebri o le novene e i pellegrinaggi che fai, ma l’amore che dai a chi non ha amore" 
E' la rata da versare obbligatoriamente ai "paladini" della nuova esegesi cattolica ( "quelli che pensano d'aver vinto") che da anni tacciano come farisaica ed inutile la preghiera  cattolica: "andare a Messa non serve a niente se..."; "pregare la Madonna non serve a niente se..."; "pregare e festeggiare San _ non serve a niente se..." ; "pregare per i defunti non serve a niente se..."
I "frutti" di quella cattiva impostazione sono tangibili: dalla sterilizzazione delle vocazioni
alla dissoluzione della famiglia.
Nella sua infinita saggezza la Santa Chiesa ha invece sempre mostrato  due modelli da seguire contemporaneamente: Marta e Maria. 
Il Magistero insegna  che "La fede deve realizzarsi nella vita, soprattutto nell’amore del prossimo e particolarmente nell’impegno per i poveri. E’ su questo sfondo che dev’essere letta anche la frase famosa: “Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” (Gc 2,26)".
Il digiuno, la preghiera e l' elemosina è quanto ci chiede la Chiesa! Tutte e tre da praticare con armonia e con gioia. 
La Chiesa ribadisce anche la " necessità di non ridurre la propria fede a una pura dichiarazione verbale o astratta, ma di esprimerla concretamente in opere di bene. ...San Giacomo parla invece delle opere come frutto normale della fede: “L’albero buono produce frutti buoni”, dice il Signore (Mt 7,17). E san Giacomo lo ripete e lo dice a noi. Da ultimo, la lettera di Giacomo ci esorta ad abbandonarci alle mani di Dio in tutto ciò che facciamo, pronunciando sempre le parole: “Se il Signore vorrà” (Gc 4,15). " (Benedetto XVI
"La soluzione è instaurare, sempre di più, una relazione intima col Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria ad imitazione dei Santi che furono estremamente equilibrati, ortodossi fino al midollo, zelanti nella penitenza e ardenti nella carità e nella misericordia". 
Il commento di ieri del preparatissimo teologo Padre Vocazionista  ci pare dunque
inficiato, soprattutto  nella parte iniziale, dal  pregiudizio nei confronti della preghiera che caratterizzando la spiritualità nostri padri nella fede ha fecondato l'edificazione  della splendente civiltà cristiana a beneficio dell'intera umanità.
E' così difficile dichiarare pubblicamente di essere fieri di appartenere, per sola grazia di Dio, alla Santa Chiesa Cattolica elevando il cuore e la mente con l'umile e devota preghiera  dei Santi e delle Sante di ogni tempo?
AC 
***

«Non ti porteranno in Paradiso i Rosari che dici, le Eucarestie che celebri o le novene e i pellegrinaggi che fai, ma l’amore che dai a chi non ha amore. 
(i Santi hanno sempre insegnato ai buoni fedeli: "Ti porteranno in Paradiso la Santa Messa, i Sacramenti,  il Santo Rosario che devotamente reciti, le novene , i pellegrinaggi che fai e l’amore che dai a chi non ha amore" N.d.R.)
Se la vita di preghiera che conduci non ti porta a dare amore non è preghiera vera. 
La preghiera autentica ti porta a dare amore dove non c’è amore. 
Al Signore è gradita la preghiera che ha come frutto l’amore verso il prossimo. 
Chi prega con il cuore ama veramente. 
Chi prega solo con le labbra ama solo se stesso. Se incontri un povero che ti chiede un pezzo di pane e gli dici: “Vado prima in chiesa a pregare e poi, uscendo, ti darò da mangiare”, sono certo che il Signore non ascolterà la tua preghiera. 
Dare da mangiare a un povero nel nome del Signore è già preghiera vera. (la Chiesa ha sempre insegnato questo! N.d.R.)
Questo gesto di puro amore ti farà sperimentare, durante la preghiera che si fa nel tempio, l’abbraccio di Dio che ti dice: “Bravo, servo buono e fedele; entra ora a far parte della mia gioia!”. 
Ogni volta che rifiuti di aiutare un povero è giá sperimentare l’inferno nel proprio cuore. 
Se al mattino vai al bar a fare colazione e, entrando, trovi un povero, condividi la colazione con lui. ... » 
 ecc ecc

Fonte: Il Granellino " Lode a te " QUI

7 commenti:

  1. Allora S.Pio da Pietrelcina ha sbagliato tutto , perche' diceva piu' di cento Rosarii ....
    E la Madre di Dio che a Fatima ha esortato il piccolo Francesco a recitare MOLTI Rosariii ?
    Caro Sacerdote Padre Moncalvo , il Suo sacerdozio e' un dono dell'Amore di Dio pertanto , La prego , chiarisca meglio e piu' compiutamente a noi "piccoli" come vivere da fiaccole ardenti secondo gli immutati insegnamenti della Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana perche' io ho frainteso il Suo pensiero di Ministro di Dio . Grazie e che Dio La benedica !

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  2. P.S. Mi sembra che siano i protestanti a svilire l'amore per la Madre di Dio ed io come faro' ad amare e servire Dio , a fare la Sua Volonta' senza l'aiuto della Sua Madre ? Come sosterro' il mio tempo di prova ? La vita corporale senza la vita spirituale non sarebbe una vita da bruti ?

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  3. Se incontro un povero e gli do un pezzo di pane prima di andare a pregare Dio non è contento perché prima viene Lui, il più povero di tutti , il cui cibo è la mia preghiera. Non mi sembra così difficile da capire, ma ormai l umanità e la Chiesa sono decisamente incamminate verso la definitiva passione, morte e per una parte modesta, risurrezione.Diamoci da fare con Sacramenti, Corone e opere buone, la più importante delle quali è la testimonianza della Verità, cioè Cristo.

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  4. Non mi sembra affatto che il messaggio di padre Lorenzo sia quello che avete interpretato bensì egli sottolinea l'inscindibilita tra le pratiche devozionali e l'amore dimostrato nei fatti verso il nostro prossimo

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    1. Può darsi, sicuramente è come scrive Anonimo delle 23:00 però la frase iniziale è ambigua e va approfondita. Per amore della verità. Pax

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  5. Signor Unknown nessuno fa il processo alle buone intenzioni del teologo, uno dei più affermati per competenza e per preparazione del momento : rischiremmo di essere stritolati da tanta scienza!
    E' stata solo criticata la frase iniziale del commento al vangelo del giorno.
    Il padre vocazionista non mancherà di ribadire le sue buone intenzioni: non resta che aspettare!
    Abbiamo anche noi fiducia nella fede e sincera del bravo teologo: non si preoccupi!

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  6. Unknown continua ad avanzare sull'ambiguo filo tradizionalista-modernista. Non sa o no può decidersi da che parte stare. Il classico equilibrista chiaro-scuro, dolce-salato, né carne né pesce.

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